Agevolazioni per startup innovative: la guida 2024 per startupper e investitori

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Agevolazioni per startup innovative: la guida 2024 per startupper e investitori

Il d.l. 179/2012 che le ha istituite, le sue successive modifiche e numerosi altri interventi normativi in materia hanno previsto delle agevolazioni per le startup innovative. Si tratta ora di agevolazioni fiscali e societarie, ora di agevolazioni finanziarie o giuslavoristiche. Sempre mirano, però, a incentivare l’imprenditorialità in campi, quali sono quelli in cui per definizione operano questo tipo di startup, particolarmente strategici per lo sviluppo e l’innovazione del Paese.

 

Che cos’è una startup innovativa

A distinguere le startup innovative da altre attività imprenditoriali simili (fondate da non più di cinque anni, con una produzione annua non superiore a partire dal secondo anno ai 5 milioni di euro, eccetera) è il particolare oggetto sociale. Per poter essere definita tale, iscritta nella sezione speciale del Registro delle imprese e godere delle agevolazioni startup innovative, la nuova impresa deve occuparsi infatti esclusivamente o prevalentemente dello sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Altri requisiti fondamentali per una startup innovativa sono

  • destinare almeno il 15% del costo o del valore totale della produzione a spese di ricerca o sviluppo;
  • contare nella propria forza lavoro almeno un terzo tra dottori di ricercadottorandi presso un’università italiana o straniera o laureati che abbiano svolto almeno tre anni di ricerca presso istituti di ricerca pubblici o privati in Italia o all’estero o, in alternativa, almeno due terzi di dipendenti con laurea magistrale;
  • essere titolare, depositaria o licenziataria di un diritto di esclusiva su un’invenzione industriale o biotecnologica o una topografia di prodotto a semiconduttori o a una varietà vegetale o, in alternativa, dei diritti relativi a un programma per elaboratore originario registrato presso l’apposito registro pubblico.

Gli ultimi requisiti sono requisiti che la disciplina sulle startup innovative definisce «alternativi» e che non devono, cioè, necessariamente essere posseduti tutti: ne basta anche uno solo perché la startup possa dirsi innovativa e godere delle numerose agevolazioni previste in questo caso.

 

Le agevolazioni riconosciute alle startup innovative

Agevolazioni fiscali

Le agevolazioni fiscali per le startup innovative riguardano già l’iscrizione al Registro delle imprese. In questa fase, infatti, la startup è esonerata dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria normalmente dovuti per gli adempimenti effettuati sul Registro e da quello del diritto annuale dovuto alla Camera di Commercio.

Le startup innovative mantengono tali vantaggi fino al quinto anno dall’inizio dell’attività – che è quello in cui scade, più in generale, lo status di startup innovativa – e per tutti gli adempimenti compiuti anche in un momento successivo all’iscrizione al Registro delle imprese, esclusi però quelli che non hanno a che vedere con la funzione di pubblicità legale dello stesso.

Ancora a proposito di agevolazioni fiscali, le startup innovative sono esonerate dall’obbligo di apporre il visto di conformità per la compensazione dei crediti IVA fino a 50.000 euro.

 

Agevolazioni societarie

Molti vantaggi per le startup innovative derivano da deroghe a quella che è la disciplina societaria ordinaria e cioè agli obblighi fiscali, contrattualistici, giuslavoristici e persino legati a eventuali fallimenti e liquidazioni a cui sono soggette le altre tipologie di imprese e le startup non innovative.

Le startup innovative, per esempio, possono creare e cedere particolari tipologie di quote come quelle che non prevedono diritto di voto o prevedono un diritto di voto limitato o non proporzionale alla partecipazione detenuta. L’emissione delle quote può avvenire anche tramite strumenti finanziari partecipativi, quali quelli del crowdfunding e dell’equity crowdfunding (work for equity) per esempio.

Le startup innovative possono indire concorsi senza seguire quelle standard, ma con procedure concorsuali semplificate, più rapide e meno gravose. La durata massima di eventuali contratti di lavoro a tempo determinato emessi dalla startup innovativa non deve necessariamente essere di 24 mesi, ma può essere inferiore e gli stessi possono essere rinnovati più volte e senza necessariamente rispettare i tempi minimi per il rinnovo. Le startup che sperimentano una perdita superiore a un terzo del capitale hanno tempo fino al secondo esercizio successivo – e non al primo come avviene normalmente – per diminuirla. In alternativa possono cedere la perdita ad altre società quotate a condizioni agevolate.

Anche in caso di fallimento sono previste procedure semplificate (cosiddette di “fail fast”) per la liquidazione, in virtù dell’alto rischio d’impresa connesso al particolare tipo di attività svolte dalle startup innovative.

Molti dei vantaggi sopra elencati vengono conservati anche quando, superati i cinque anni di attività, una startup innovativa si trasforma in una PMI innovativa.

 

Fondi e premi pubblici riservati

Un aspetto non meno importante da considerare è che, oltre a tassazione startup innovativa agevolata e altri benefici simili, sono disponibili in Italia molti strumenti finanziari e incentivi per gli startupper che vogliono dedicarsi ad attività ad alto valore tecnologico.

Periodicamente vengono stanziati anche a livello locale, rivolgendosi a particolari tipologie di soggetti imprenditori o come misura di emergenza – com’è stato durante la pandemia di COVID-19 – fondi e premi pubblici riservati alle startup innovative, soprattutto se ancora in fase di incubazione o di avvio.

Le startup innovative hanno soprattutto un accesso gratuito, prioritario e facilitato – dal momento che non prevede l’effettiva valutazione dei dati contabili di bilancio – al Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, il fondo a capitale pubblico che prevede una copertura fino all’80% del capitale erogato dalle banche.

 

Startup innovative a vocazione sociale

Tutte le agevolazioni sono valide, soprattutto, anche per le startup innovative a vocazione sociale e, cioè, per le startup innovative che operano in particolari settori considerati di utilità sociale (individuati dal d.lgs. 112/2017).

In alcuni casi le startup innovative a vocazione sociale, che sono tenute a rendicontare il proprio impatto sociale con un apposito documento da presentare ogni anno alla Camera di Commercio di riferimento, possono godere di ulteriori agevolazioni e misure speciali previste a livello regionale o locale.

 

Agevolazioni per chi investe in startup innovative

Le detrazioni previste per chi effettua investimenti in startup innovative mirano, invece, a garantire a questa tipologia di imprese il sostegno di business angel, seed capital, venture capital e alri investitori privati.

In Italia sono previste attualmente detrazioni sia per le persone fisiche (soggetti Irpef) e sia per le persone giuridiche (soggetto Ires) che investono in startup innovative.

 

Agevolazioni per le persone fisiche

La principale agevolazione per persone fisiche che investono in startup innovative attualmente prevista è la detrazione Irpef ordinaria del 30%. Descritta dal già citato d.l. 179/2012, consente ai soggetti Irpef di detrarre dall’imposta lorda il 30% dell’investimento effettuato nel capitale sociale di una o più startup innovative. Non fa differenza che si tratti di un investimento diretto o indiretto e effettuato tramite gli organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre realtà simili.

L’investimento massimo agevolabile è di 1.000.000 di euro complessivo per ogni periodo d’imposta e il risparmio Irpef massimo di cui può godere la singola persona fisica è, di conseguenza, di 300.000 euro. Per beneficiare di tale detrazione è necessario mantenere l’investimento sulla startup innovativa per almeno 3 anni e che l’ultima non riceva complessivamente più di 15 milioni di euro di investimenti agevolabili per il periodo di cinque anni in cui gode del regime di startup innovativa.

La detrazione Irpef del 30% maturata in un dato periodo di imposta e che non trova capienza può essere utilizzata anche in periodi successivi, ma non oltre il terzo. Non occorre effettuare alcuna richiesta preventiva per godere di questa agevolazione.

 

Agevolazioni per le persone giuridiche

Anche le persone giuridiche che investono in una o più startup innovative possono dedurre il 30% delle somme investite dal proprio reddito complessivo.

Le modalità di applicazione sono simili a quelle già analizzate per la detrazione Irpef per i privati che investono in startup innovative e, cioè, la detrazione Ires del 30% si applica sia per gli investimenti diretti e sia per quelli indiretti, solo ai soggetti che mantengano l’investimento per almeno 3 anni e solo nel caso di startup innovative che non ricevano investimenti agevolabili superiori in valore a 15 milioni di euro complessivi nei cinque anni. In questo caso, però, l’investimento massimo agevolabile per ciascun periodo d’imposta è di 1.800.000 euro e il risparmio Ires massimo che può essere conseguito è, quindi, di 129.600 euro.

Non tutti i soggetti Ires, soprattutto, possono beneficiare di questa detrazione: per evitare detrazioni a catena sono esclusi le altre startup innovative, gli incubatori, gli OICR e le società di capitali che investono principalmente in startup innovative. La detrazione Ires che non ha capienza nel periodo di imposta in questione può essere utilizzata nei successivi, fino al terzo. Quella che non ha capienza nel reddito delle singole società può essere scomputata dal reddito complessivo del gruppo.

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