L’Agrifood in Italia e le startup più interessanti: intervista all’esperto Antonio Iannone

 In Intervista all'esperto
antonio iannone agrifood

Oggi intervistiamo Antonio Iannone, esperto del settore Agrifood, per scoprire il panorama Agrifood e quali secondo lui sono le startup più interessanti del settore Agrifood in Italia.

Aggiornamento: abbiamo pubblicato l’ebook sull’agrifood in Italia,dove puoi trovare ancora più startup agrifood italiane!

Ciao Antonio, per chi non ti conoscesse, raccontaci chi sei.

Sono Antonio Iannone, ho 40 anni, vivo a Como e mi occupo di:

  • Consulenze a startup del settore agrifood e gestione di un blog a tema;
  • Consulenze aziendali “tradizionali”, principalmente nell’agrifood ma non solo, per le quali collaboro con uno studio milanese;
  • Redazione e scrittura articoli, a tema food, per due testate, sia online che cartacee.

Dopo aver lavorato per quasi 10 anni in una società farmaceutica svizzera, nella quale mi occupavo di sviluppo e gestione business per alcuni paesi latinoamericani, nel 2015 ho fatto ciò che tanti dicono, ho mollato tutto per trasferirmi ad Aruba, nei Caraibi con moglie e figlia, dove ho rilevato alcune quote di un food truck e aperto un servizio di private chef.

Nel 2017 son tornato in Italia e dopo un intenso personal coaching sulla comunicazione, ho avviato il mio business di consulenze nel settore agrifood.

Da cosa nasce la tua passione per il settore AgriFood?

La mia passione per l’agrifood possiamo definirla come un unione tra le mie origini contadine (tutti i miei nonni erano agricoltori), la mia passione per il cibo e la cucina, la curiosità per l’innovazione e la voglia di contribuire a cambiare il mondo.

Come è secondo te il panorama italiano dell’AgriFood? C’è qualche startup che spicca?

Nel panorama italiano il punto di riferimento per l’innovazione nel settore può indubbiamente definirsi Seeds&Chips, l’ecosistema globale per l’innovazione agroalimentare che ogni mese di Maggio culmina con un summit internazionale di 4 giorni.

Vi sono poi progetti come Sfera Agricola, che ormai è riduttivo definirla una startup e che grazie anche al background imprenditoriale e al vasto network dei suoi fondatori, sta conseguendo degli ottimi risultati.

Non si può non menzionare Biorfarm, e il suo concetto di “filiera cortissima”, letteralmente “dal produttore al consumatore”.

In piena fase di sviluppo è comunque l’intero universo agritech nostrano, con startup come 3bee, Revotree, xFarm, Agricolus, Elaisian, Cynomys, tanto per citarne alcune. Nella maggior parte dei casi i fondatori vengono da generazioni di agricoltori e dispongono pertanto di un solido background nel settore, che gioca indubbiamente un ruolo determinante per il successo della startup.

Menzione d’obbligo per Foodchain SpA, pioniera assoluta a livello mondiale della tanto discussa blockchain applicata alla filiera agroalimentare. Il CEO, Marco Vitale, è stato recentemente selezionato dal MISE nel panel di 30 esperti che delineeranno le strategie di sviluppo di tale tecnologia in Italia.

Parlando di progetti più early stage, da segnalare sicuramente Hotbox, Flick on Food e Packtin.

Come fa una startup ad attirare la tua curiosità di Advisor?

Premessa: gli investitori con i quali interagisco sono perlopiù VC internazionali che, oltre al profitto, abbracciano, come me, anche altri valori, quale ad esempio la sostenibilità, prestando perciò grande attenzione anche all’impatto.

La prima valutazione che faccio è pertanto verificare se la startup può impattare uno dei grandi problemi attuali, quali possono essere ad esempio, in campo agricolo, la riduzione dello spreco idrico e l’uso di pesticidi, l’ottimizzazione delle risorse e quindi delle rese.

In campo alimentare i temi sensibili sono le proteine alternative, la riduzione dello spreco alimentare, i packaging edibili e/o biodegradabili e la tracciabilità.

Passata questa prima analisi mi pongo la classica domanda “Ci investirei i miei soldi?”.

In quale fase di solito cerchi le startup?

Gli investitori con i quali sono in contatto investono perlopiù nella fase di Growth (dal Round A in poi) ma propongo sempre anche progetti in fase Seed che reputo assolutamente meritevoli di analisi. Per il Pre-Seed, una buona raccolta tra gli FFF (Family, friends & fools) fa sempre un’ottima impressione ai grandi investitori.

 

Fai attivamente scouting di startup?

Si certamente, sia partecipando ed eventi di settore, sia tramite un grande lavoro online. Il mio obiettivo è di proporre una lista di progetti ogni 3 mesi. A titolo informativo, in tale periodo consulto tra le 100 e le 150 startup a livello europeo per poi arrivare a una lista di 15/20 e chiudere tra 1 e 3 deals. Come vedi c’è molto lavoro di back-office, svolto davvero per passione.

Che consiglio daresti a chi sta iniziando una startup?

Da quello che ho potuto constatare in questi mesi consiglierei questo:

  1. Non trascurare la varietà del team. Avviare una startup con i compagni di università garantisce indubbiamente una certa chimica all’inizio ma, a lungo andare, un team composto da membri col medesimo background potrebbe risultare deleterio. Sulla falsariga di un grande capolavoro western consiglierei di formare un team così composto: Il Genio, l’Esuberante, il Riflessivo. Il genio è il tecnico, più attivo nella fase di R&D. L’esuberante è la persona preposta al networking e alle vendite, mentre il riflessivo è colui o colei responsabili della gestione. Resta beninteso che tutti dovranno possedere delle solide doti di leadership per poter essere poi in grado di gestire i rispettivi team.
  2. Lavorare molto sulla comunicazione e le relazioni. Non pensare che un prodotto cool e innovativo attiri automaticamente investitori e partner. Pensare a come ispirare l’interlocutore più che a persuaderlo. La persuasione, arma tanto cara ai venditori porta a porta, non funziona più. Uno startupper deve essere in grado di ispirare, tanto i potenziali investitori quanto il suo stesso team.

 

Grazie Antonio per questi spunti di approfondimento su un settore così interessante come quello dell’AgriFood.

A presto!

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