Bootstrapping per Startup: come finanziare una startup da soli

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Cosa vuol dire Bootstrapping di una startup?

Stai cercando di scoprire come finanziare la tua startup, anche senza l’aiuto di un business angel o di un venture capitalist? La soluzione è semplice: ricorrere al bootstrapping per startup.

Probabilmente ti sarà capitato di sentirne parlare, specialmente se stai raccogliendo informazioni su come aprire una nuova azienda e devi validare un’idea di business innovativa.

Il termine bootstrapping deriva dall’inglese bootstrap e viene utilizzato anche in ambito informatico: in genere indica un processo di autoavviamento, che non ha origine da input o stimoli esterni.

Di conseguenza per bootstrapping di una startup si intende una tecnica per autofinanziare la propria attività e farla crescere, in un contesto in cui l’apporto di capitale di rischio o gli investimenti esterni sono nulli.

La fonte di denaro è limitata, perché si tratta dei propri risparmi e dei propri ricavi, che vengono utilizzati per permettere alla startup di operare e di espandersi sul mercato. Ovviamente non si tratta di una strada facile da percorrere, eppure in caso di riuscita regala allo startupper gratificazioni e soddisfazioni incomparabili.

 

Bootstrapping di una startup e autofinanziamento: perché scegliere questa soluzione?

boostrapping per startup

A questo punto potresti chiederti perché qualcuno dovrebbe scegliere di fare il bootstrapping di una startup, dato che comporta un certo grado di difficoltà. La risposta in questo caso potrebbe sembrare paradossale: è uno dei modi più semplici per avviare un’attività.

Questa affermazione potrebbe sembrare in contrasto con quanto detto in precedenza, ma in realtà non lo è se consideri il contesto in cui si muove un imprenditore in cerca di investimenti: non è facile ottenerli se l’attività è appena nata, se il team non ha alle spalle un’esperienza decennale nel settore, se la tecnologia utilizzata è in fase di sviluppo oppure deve essere ancora sviluppata, oppure se il mercato in cui si opera è in continua evoluzione.

Possono esserci vari motivi per cui è difficile trovare qualcuno che apporti del capitale di rischio a una startup, senza dimenticare che investitori come i business angel o i venture capitalist potrebbero pensare che la tua attività non sia così appetibile, perché banalmente non prevedono un exit straordinariamente redditizio.

In una situazione iniziale del genere è più facile lanciare una startup con i propri risparmi e quindi fare bootstrapping che chiedere a qualcuno di investire a scatola chiusa, senza avere nemmeno un prototipo del prodotto o del servizio che si vuole vendere. Ecco spiegato perché l’autofinanziamento di una startup è una via difficile da percorrere a livello economico, ma è anche la scelta più facile e più pragmatica se si vuole iniziare.

 

6 consigli e idee per l’autofinanziamento di una startup

1 – Scegli un cofondatore serio e affidabile

Se stai avviando la tua startup e devi scegliere un co-founder, assicurati che le sue competenze siano complementari alle tue, in modo che possiate dividervi il lavoro e gestire aspetti differenti dell’azienda, in modo completo e funzionale. Così facendo sarà più semplice fare bootstrapping.

Per esempio tu potresti gestire la parte commerciale, il marketing e le vendite, invece il tuo socio in affari potrebbe occuparsi delle attività amministrative, dello sviluppo del prodotto o del team building: in qualsiasi modo vi ripartiate i compiti, ricordati che delegando alcuni aspetti a un partner affidabile e serio potrai svolgere in tuoi compiti più in fretta e in modo migliore.

Non è raro che come cofounder di un startup vengano scelti spesso degli amici o persone in cui si ripone molta fiducia, proprio per essere certi che l’altro si impegni davvero anima e corpo nel raggiungimento degli obiettivi prefissati.

 

2 – Cerca di avere un approccio pragmatico: non inseguire da subito la perfezione e studia i feedback

C’è un aspetto psicologico da non trascurare quando si parla di bootstrapping di una startup: prima di produrre un primo prototipo di prodotto o servizio, qualcuno potrebbe essere ossessionato dal raggiungimento della perfezione, proprio perché con i propri soldi e con dei fondi limitati il margine di rischio è risicato e nessuno vuole commettere un passo falso.

Si tratta di una mentalità sbagliata per due motivi:

  1. comporta un livello di pressione e stress molto più alto nel lavoro;
  2. rallenta lo sviluppo dell’azienda.

Se il motivo numero uno ha dei risvolti psicologici facilmente intuibili, è il motivo numero due che è più interessante da approfondire.

Qualcuno si chiederà “Come fa la perfezione a rallentare l’azienda? Non dovrebbe essere un vantaggio?”. Purtroppo il più delle volte non è così: innanzitutto perché la perfezione non esiste, ma ci si può avvicinare parecchio studiando i feedback dei consumatori e degli early adopters, inoltre iniziare a vendere presto è uno dei modi per valutare la risposta del mercato.

Se si parte con l’idea che il prototipo sia già il servizio finale, perfetto e finito, si impiegherà un sacco di tempo per creare qualcosa che stia in piedi, senza la sicurezza che funzioni davvero. E se poi il risultato finale non va bene? Saranno andate sprecate preziose risorse e non è detto che si possa recuperare il tempo perduto.

Molto meglio avere un approccio pragmatico, puntando alla realizzazione di una versione base del prodotto e servizio, tipo un MVP, da migliorare e completare nel tempo, poco per volta, grazie ai consigli e ai suggerimenti di chi ha iniziato ad usufruirne: in questo modo è molto più semplice riuscire a creare un prodotto di qualità e di successo, diminuendo il rischio di spreco di risorse e denaro e quindi ottimizzando il processo di boostrapping.

 

3 – Concentrarsi sul flusso di cassa e non sui profitti

Se vuoi avviare una startup con il bootstrapping dovrai concentrarti sul flusso di cassa. Ti potrebbe sembrare strano, perché la teoria dice che i profitti sono la chiave per sopravvivere, però è anche vero che è il flusso di cassa che ti consente di pagare le bollette i primi tempi.

Dato che con il bootstrapping avrai a disposizione solo i tuoi risparmi, avrai sicuramente un capitale iniziale molto limitato, per cui ti sarebbe utile pensare a un business model tarato sulle tue esigenze, per questo motivo ti converrebbe settare un ciclo di vendita e dei termini per il pagamento più brevi, per ottenere delle entrate ricorrenti.

Non puntare a chiudere un grande contratto o una grande vendita in 12 mesi, perché hai bisogno di liquidità per poter andare avanti nella gestione quotidiana della startup, dunque inizia con dei piccoli passi prima di poter dire che hai imparato a camminare: vedrai che arriverai molto più lontano di chi prova da subito a fare il grande salto.

Per prevedere i flussi di cassa nel breve e nel lungo periodo potrebbe esserti utile definire un Financial Plan. Così facendo avrai sotto controllo gli obiettivi da raggiungere e le risorse necessarie per farlo.

 

4 – Ottimizza i costi di gestione del personale… e anche gli altri!

autofinanziamento per startup

I costi di gestione del personale rappresentano una spesa importante per una qualsiasi startup: ottimizzarli vuol dire aver più soldi da investire nello sviluppo, e dunque una maggiore possibilità di centrare gli obiettivi prefissati nel minor tempo possibile.

In quest’ottica la prima mossa da fare potrebbe essere esternalizzare la gestione delle paghe, affidandosi a dei servizi di payroll in outsourcing, che consentono di risparmiare parecchio sui costi dell’amministrazione e quindi di razionalizzare i tuo capitali destinati al bootstrapping.

Assumere qualcuno che si occupi delle paghe, ad esempio, comporta una serie di spese con un peso rilevante per una startup appena nata: costo per assumere una figura specializzata, contributi previdenziali, tasse, eventuali straordinari, etc.

Se si vogliono ottimizzare i costi di gestione del personale, in generale, l’esternalizzazione dei servizi è una buona scelta, che si può tenere in considerazione anche in altri casi per ridurre le spese: si può fare outsourcing anche per i servizi informatici, per la logistica, per la consulenza legale, per il marketing e la comunicazione, etc.

Ricorda anche che puoi risparmiare anche in un altro modo: puoi occuparti tu in prima persona di tutte quelle attività che conosci bene e che sei in grado di svolgere, senza bisogno di pagare un consulente.

E se ci fosse qualcosa che ancora non sai fare oppure in cui non sei particolarmente esperto? Valuta tu se puoi investire il tuo tempo nel formarti per svolgere meglio un compito e non esternalizzarlo, oppure se invece sia il caso di concentrarti di più sui task che già devi svolgere ogni giorno. Devi capire come e dove investire al meglio i tuoi risparmi per rendere il bootstrapping il più efficace possibile.

 

5 – Trai il massimo vantaggio dal brand positioning

Se vuoi avviare una startup tramite il metodo bootstrapping, avendo quindi dei fondi limitati, vorrai sicuramente raggiungere dei risultati quanto prima, e questo è possibile anche grazie al brand positioning, ovvero dalla posizione che il tuo brand occupa nella mente dei consumatori, in base al paragone con i tuoi competitor.

Una volta che hai stabilito i segmenti di mercato o che hai creato delle buyer personas a cui rivolgerti, questo è il momento di stabilire dove posizionare la tua startup, puntando a differenziarla rispetto alle altre che potrebbero farle concorrenza.

Perché è fondamentale questo processo? Perché un buon brand positioning ti consente sia di acquisire nuovi clienti che di fidelizzare quelli che hanno già scelto i tuoi prodotti o servizi, creando con loro un legame speciale e anche un dialogo, che ti sarà molto utile per sviluppare in fretta la tua offerta grazie allo studio dei feedback. Dopo tutto facendo bootstrapping i tuoi fondi sono limitati e devi trovare velocemente un modo per generare entrate.

Con il brand positioning potresti iniziare a entrare in un segmento di mercato molto specifico con più facilità, consolidare lì la tua presenza e poi espanderti e rivolgerti ad altre fasce, grazie a una progettualità e a un’idea di marketing molto più chiara.

 

6 – Ottieni il massimo con un approccio bottom-up

Quando si parla di gestione di una startup in genere ci sono due tipi di approcci: top-down e bottom-up. Nel primo caso le scelte provengono direttamente dai vertici dell’azienda (top), nel secondo invece si dà più peso a idee e spunti che provengono dal basso (bottom), ovvero da clienti e dipendenti.

Ciascuna delle due soluzioni ha pregi e difetti, ma l’approccio bottom-up può essere più efficace perché è data driven, dunque si basa su dati misurabili, e di conseguenza permette uno sviluppo più sostenibile e riduce sensibilmente il rischio di prendere decisioni errate, due aspetti importantissimi quando si hanno a disposizione risorse limitate come nel caso del bootstrapping di una startup.

Le informazioni e i dati vengono raccolti anche tramite i feedback dei consumatori, analizzando i loro pareri e suggerimenti, che permettono di migliorare il prodotto o servizio offerto in modo più semplice. D’altronde chi meglio di un cliente può indicare i cambiamenti e le innovazioni necessarie per essere competitivi sul mercato?

Per usufruire dei vantaggi di un approccio bottom-up è però necessaria una caratteristica fondamentale, ovvero creare una startup che sia customer centric, centrata sul cliente, che deve essere sempre ascoltato attentamente: è lui che fornisce i dati da utilizzare come guida per una gestione ottimale dell’azienda.

Non bisogna poi dimenticare infine il contributo dei dipendenti: chiunque può avere delle idee utili per migliorare un aspetto dell’azienda, anche in modo decisivo delle volte, per cui è bene ascoltare l’opinione di tutti e cercare di creare un dialogo costruttivo, per filtrare le idee migliori e provare ad implementarle, specialmente se provengono da chi è stretto contatto con clienti e li ascolta ogni giorno.

Riassumendo fare bootstrapping significa essere pragmatici, saper risparmiare dove si può e ascoltare i feed back dei clienti e del team. Ora sei pronto ad avviare la tua startup!

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