La collaborazione tra startup: intervista a Marco Meola, ideatore di Startup District

 In Intervista all'esperto
marco meola startup district

Ciao Geeks,

qualche settimana fa abbiamo partecipato a un nuovo format a porte chiuse nel nuovo spazio di coworking Tribò dove le startup al posto che competere hanno cercato e trovato punti di connessione e cooperazione. E’ stato un momento edificante.

Oggi con c’è Marco Meola, l’ideatore di Startup District, scopriamone di più insieme.

Iniziamo!

 

Ciao Marco, per chi non ti conoscesse, raccontaci in breve di cosa ti occupi.

Ciao a tutti e grazie per lo spazio che mi dedicate. Io mi occupo di innovazione da molti anni, prima come ricercatore all’Università dove sono stato anche manager della Scuola di Dottorato e oggi nel mondo delle aziende. Lavoro soprattutto come formatore e coach con startup e faccio consulenza ad aziende di vario tipo e grandezza.

 

Startup District: come lo racconteresti a chi non lo conosce?

E’ un nuovo format sperimentale, indipendente e itinerante, nato a Maratea durante il festival Heroes a settembre 2018, rivolto a startup italiane in fase di crescita e che sono in una fase tra l’early stage e lo scale up.

Selezioniamo 11 startup che per due giorni stanno insieme per confrontarsi, condividere errori e progetti e per provare ad immaginare possibili collaborazioni tra loro, su cui inizieranno a lavorare dal giorno dopo.

 

Come ti è venuta l’idea di Startup District?

Frequento da molti anni l’ecosistema startup italiano e sono molto contento di vedere che in tutta Italia ci sono tantissimi eventi, percorsi di formazione, premi rivolti a startup ecc. Però ho sempre avuto la sensazione che mancasse qualcosa: un momento in cui poche startup che vivono la stessa fase di crescita (e quindi gli stessi problemi) potessero confrontarsi con calma e in maniera approfondita. Cosa che non è possibile fare in eventi pieni di cose da fare e di persone con cui parlare e in cui molto spesso le startup sono in competizione (per premi, soldi o altro).

 

Come selezioni le startup partecipanti?

Non ci sono regole rigide, ma come dicevo prima, cerco di mettere nella stessa stanza startup che vivono una fase simile, quindi ci sono dei criteri (non troppo stringenti) di fatturato.

Oltre questo tento di selezionare startup che operano in settori di mercato differenti e che abbiano tipologia di prodotto e di modello di business molto diversi, per favorire la contaminazione.

Infine per me è importante che ci siano persone che hanno capito e condividono lo spirito del District e che quindi vengono alla due giorni convinti di voler condividere con altri le loro esperienze e anche consapevoli del rischio di un format del genere, dove la buona riuscita dipende solo ed esclusivamente dall’atteggiamento di apertura dei partecipanti.

 

Parliamo della tappa di Milano: cosa ti ha sorpreso di più?

La cosa che più mi ha sorpreso è proprio essere arrivato a Milano con il format in tempi brevissimi e dopo solo una prima tappa sperimentale!!!

Esperti che erano passati a salutarci a Maratea hanno capito quale potenziale generatore di valore può essere questo format per le startup e ci hanno spinto ad arrivare subito in quella che a tutti gli effetti è una delle capitali europee dell’innovazione.

E’ stato un rischio perché in caso di fallimento sarebbe stato davvero difficile ripartire. E invece per fortuna la due giorni è stato un grandissimo successo e le 11 startup erano molto contente alla fine.

Già il fatto che nessuno dei partecipanti sia andato via ma che anzi siano rimasti anche oltre i tempi concordati in entrambi i giorni è un segnale molto molto positivo.

Siamo riusciti a creare valore e questo è il nostro primo obiettivo.

startup district milano

n.d.r. i partecipanti allo startup district di Milano sono stati:

 

Se dovessi menzionare le due startup che a tuo parere inizieranno per prime a collaborare dopo l’evento, quali diresti?

Guarda.. è davvero difficile rispondere a questa domanda perché tutte le startup hanno immaginato collaborazioni con almeno 5 o 6 delle altre startup partecipanti.

Se si dovesse realizzare anche solo un 20-30 % di ciò che è stato detto in quella stanza ne vedremo delle belle.

Ma ora ovviamente tutto il lavoro operativo è nelle mani dei founders e degli advisor che li seguono quotidianamente. Io continuerò per quanto possibile a sentirli e monitorare lo stato di avanzamento, ma come Startup District il nostro obiettivo è solo quello di provocare una scintilla iniziale, tutto ciò che viene dopo non è in nostro potere.

 

Programmi per il futuro?

Il District continua il suo giro d’Italia e speriamo di fare tappa a Roma entro l’estate.

Abbiamo diversi inviti da nord a sud e questo mi riempie d’orgoglio perché in così poco tempo non mi aspettavo un risconto del genere.

Sicuramente torneremo a Maratea a fine settembre e quello sarà il momento per provare a capire se e come questo progetto può andare avanti. Per ciò che mi riguarda, sono in giro per l’Italia come formatore e coach e con il mio lavoro di consulente sull’Innovazione.

Ci sono tanti bei progetti che sto seguendo e tanta bella roba bolle in pentola.

 

Grazie Marco per il tuo racconto. Il tuo progetto ci piace molto! Un grande in bocca al lupo e a presto.

 

Grazie per aver letto tutto, sei hai domande o vuoi un approfondimento commenta pure qui sotto!

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