Come aprire e creare una startup in 13 passi

Come aprire una startup

Hai un’idea di business e vorresti aprire una startup? 

Nessuno però ti ha mai insegnato a farlo e hai paura che il rischio non valga l’investimento?

Accomodati perché creare una startup è alla portata di tutti e in questo articolo ti spieghiamo come farlo in 13 passi.

Sei pronto/a a diventare imprenditore o imprenditrice? Buona lettura!

1 – Valuta te stesso

Perché vuoi aprire una startup?

Questa domanda non è così scontata e non lo è nemmeno la risposta, che è fondamentale per capire che percorso dovrai intraprendere.

Sei in cerca di qualche entrata extra per arrotondare il tuo stipendio? Oppure sei in cerca di maggiore libertà in ambito professionale?

Non è detto che una startup sia davvero la soluzione ai tuoi problemi.

Per fare lo/la startupper devi essere pronto/a a cedere molto del tuo tempo libero e ampliare le tue competenze e conoscenze. In una parola devi essere estremamente motivato/a.

Sii onesto con te stesso, cosa e quanto sei disposto/a a rinunciare?

La creazione e l’apertura della startup necessiterà di tutto il tuo impegno e energie, a partire dall’idea. Ne hai già una?

 

2 – Pensa a un’idea di business

aprire una startup idea

Il punto di partenza per aprire una startup è avere una o più idee di business.

Se ne hai già una, puoi passare direttamente alla sezione successiva.

La devi invece ancora trovare?

Ecco quattro domande per trovare una buona idea di business:

  1. Quale sarà il prossimo trend di mercato? Individua la tecnologia o l’innovazione che più promettente e anticipane l’adozione o applicazione.
  2. Conosci un problema che non ha ancora una soluzione? La gran parte delle startup nasce per risolvere un problema sentito dalle persone. Puoi essere tu il primo a realizzare una soluzione.
  3. Conosci qualche azienda che potrebbe offrire un servizio migliore? Potresti essere tu a portare il cambiamento che loro invece non riescono ad anticipare. Nokia pensava che i cellulari servissero solo per telefonare, mentre Steve Jobs osò sfidare questa credenza presentando l’iPhone.
  4. C’è qualcosa che può essere fatto più efficacemente, velocemente o economicamente? Dubita di quello che sei abituato a fare sul tuo lavoro e pensa a soluzioni pratiche a processi vecchi, costosi e lenti.

Ma tieni sempre presente che il modo migliore per trovare un’idea di business è quello di leggere, informarsi e studiare i mercati globali.

Esci, frequenta nuove persone e osserva i loro comportamenti e necessità.

E una volta che hai trovato la tua idea trasformabile in una startup, devi validarla. Ovvero?

 

3 – Valida l’idea per capirne il potenziale

Uno dei passi più importanti (e totalmente gratuiti) nelle prime fasi di creazione di una startup è la validazione dell’idea.

Validare un’idea significa confermare che quest’ultima abbia effettivamente le potenzialità per generare profitto e diventare un’azienda vera e propria.

Il metodo da seguire è suddivisibile in due parti:

  1. validazione della coppia cliente-problema;
  2. validazione della soluzione.

Per un approfondimento completo dell’argomento puoi leggere la guida completa sulla validazione di un’idea.

Per farla breve innanzitutto bisogna compilare la Javelin Board, un framework che ti consente di “spezzettare” l’idea di business e analizzare nel dettaglio il cliente, il problema e, dopo aver fatto i primi test, anche un primo abbozzo di soluzione.

Successivamente tramite questionari e interviste ai potenziali clienti, devi comprendere se il problema che hai identificato è davvero vissuto dal tuo target.

Per esempio, puoi chiedere:

  • ti sei mai sentito in questa situazione?
  • come ti senti quando affronti questo problema?
  • come stai cercando di risolverlo?
  • quali soluzioni hai provato? ti soddisfano?

Terminata questa fase, puoi passare alla validazione della soluzione.

E per farlo solitamente si crea uno Smoke Test.

Tranquillo/a, non farti spaventare dal nome.

Poco più sotto ti spieghiamo nel dettaglio come funziona.

Ma prima: c’è qualcuno che sta già facendo quello vorresti fare tu?

 

4 – Analizza il mercato e i competitor

aprire una startup mercato e competitor

L’analisi dei competitor e del mercato è fondamentale per aprire e creare una startup.

E, mi raccomando, non cadere nel tranello che miete diversi progetti.

Qualsiasi startup (anche se estremamente innovativa) ha concorrenza.

Non ci credi?

Immagina di aver inventato la pizza e di voler aprire la prima pizzeria al mondo.

Non essendocene altre, potresti pensare che tu non abbia competitor.

Ti sbaglieresti, i tuoi competitor sono tutti gli altri ristoranti della zona.

Anche se la pizza è una novità, non sei il primo a risolvere il problema dell’appetito. Semplicemente lo stai facendo in un modo alternativo.

Tutto questo per dirti che quello in cui trovi è il momento giusto in cui cercare i tuoi potenziali rivali (o partner) sul mercato.

Per farlo ti consigliamo, per iniziare, di utilizzare un semplice file Excel in cui elenchi i competitor e tutte le caratteristiche chiave: dimensione, fatturato, canali social, traffico al sito, prodotti offerti, prezzi, funzionalità presenti e tutte le altre caratteristiche che possono servirti per analizzarli.

Però non basterebbe e per approfondire ti consigliamo di leggere questo articolo sull’analisi dei competitor e sugli strumenti per realizzarla.

Successivamente, devi analizzare la dimensione del mercato nel quale vuoi operare.

Quanto è grande la fetta di mercato al quale vuoi vendere la tua soluzione?

Da ciò dipende la crescita della tua startup.

Per capirlo ti suggeriamo il metodo TAM SAM SOM, uno dei più comunemente utilizzati in questa fase.

Se non vuoi vanificare i tuoi sforzi, evita di commettere i seguenti comuni errori:

  • Utilizzare solo ricerche secondarie, già effettuata da altri, senza generare nuovi dati attraverso delle ricerche primarie;
  • Utilizzare solo risorse online, pensando che tutto quello che può esserti utile sia solo su Internet.

Al termine di questa attività sai con certezza che:

  1. la tua idea di business startup ha potenziale;
  2. c’è qualcuno che ha bisogno della tua situazione;
  3. il mercato è grande e i competitor sono mal posizionati.

Ora puoi procedere alla creazione di un primo prototipo, o meglio di un Minimum Viable Product.

 

5 – Crea uno smoke test e analizza i feedback

Poco fa abbiamo introdotto il concetto di Smoke Test.

Si tratta di una semplice pagina internet in cui spieghi (a parole) il tuo servizio o prodotto.

Non è necessario possedere già il prodotto o servizio funzionante, basta includere qualche informazione sulla soluzione da te ideata.

L’obiettivo è raccogliere, tramite un form di iscrizione, quante più iscrizioni al tuo progetto.

Non ha ancora senso procedere allo sviluppo della soluzione finale. L’investimento è ancora rischioso e conviene prima raccogliere qualche informazione aggiuntiva.

In ogni caso, più contatti raccogli tramite lo Smoke Test, più alto è il coinvolgimento degli utenti e più la tua soluzione può dirsi validata.

Questi contatti saranno gli early adopters, ovvero quelli che in futuro potranno essere i tuoi primi clienti o utenti.

Sarà importante riuscire ad ascoltare cosa hanno da dire e valorizzare il ​​loro contributo. Questo è il primo passo per fare apprezzare il tuo prodotto o servizio.

Qualora lo Smoke Test non si dimostrasse efficace, potresti avere bisogno di eseguire un pivot.

Fortunatamente non hai ancora investito molti soldi e ciò ti permette di fare un passo indietro e cambiare quante volte vuoi la tua proposta di valore, il tuo target di riferimento e le tue ipotesi.

Si tratta di un processo diverso da quello più tradizionale per aprire un’azienda qualsiasi, perché per creare una startup:

  • prima si crea un prototipo;
  • successivamente si ottengono dei feedback;
  • infine, in base a questi ultimi si apportano delle migliorie, prima di produrre il prototipo successivo.

La ripetizione di queste tre azioni porta a un rapido sviluppo del prodotto o del servizio.

Senza contare che permette di ottimizzare costantemente il modello di business, minimizzando il rischio d’impresa.

Ricordati però, mentre analizzi i feedback, di:

  • non affezionarti alla tua idea;
  • ascoltare e analizzare attentamente qualsiasi giudizio;
  • individuare dei pattern.

Al termine di questa attività avrai raccolto diverse metriche che giustificano la creazione della tua startup.

Questi ti serviranno per la compilazione del Business Plan.

 

6 – Crea un Business Plan

Un Business Plan è una descrizione che sintetizza come la tua azienda si evolverà nel tempo, dagli inizi fino alla creazione del prodotto finale.

Senza di esso navigherai a vista.

Nelle prime fasi il business plan sarà molto “approssimativo”, tuttavia è importante farsi un’idea da subito riguardo possibili costi e ricavi e riguardo i soldi di cui hai bisogno per partire.

Ecco cosa dovrebbe contenere questo preziosissimo documento:

  • Executive Summary;
  • Descrizione del Business;
  • Strategie di mercato;
  • Analisi dei competitor;
  • Piano di progettazione e sviluppo;
  • Piano operativo e gestionale;
  • Fattori finanziari;
  • Team.

Per ognuna di queste parti ti consigliamo di dedicare almeno un pagina e un massimo di tre.

Tieni anche presente che il Business Plan è un documento dinamico, dunque con il passare del tempo è bene aggiornarlo.

Vista però la delicatezza di questo documento, ti consigliamo di leggere la nostra guida completa sul Business Plan.

Parallelamente a questo sesto passo, puoi procedere anche con il successivo.

 

7 – Trova uno o più co-founder e crea un dream team

Una startup, proprio come un’azienda, ha bisogno di talenti per crescere nel tempo.

Le persone sono quanto di più importante per la creazione della tua startup e devi cercare di coinvolgere:

Per farlo segui queste tre regole fondamentali:

  • Indica chiaramente la mission, la vision e i valori aziendali e cerca persone che li condividano;
  • Organizzati e prenditi tutto il tempo necessario per assumere le persone giuste (non essere frettoloso/a);
  • Stabilisci una forte cultura aziendale in cui le persone siano coinvolte nella crescita della startup stessa.

A questo punto hai praticamente tutto: persone al tuo fianco, un’idea validata e un business plan.

Non ti resta che sviluppare il tuo prodotto o servizio (questa volta veramente).

 

8 – Sviluppa il tuo prodotto o servizio

aprire una startup prodotto

Dopo tutto il lavoro che hai fatto per arrivare fino a qui, sarà fantastico per te vedere la tua idea prendere vita giorno dopo giorno.

E come dicevamo non ti resta che sviluppare la soluzione vera e propria e dare finalmente vita alla startup.

E, proprio come un bambino nasce senza denti, la prima versione del prodotto o servizio deve essere parzialmente incompleta.

Per procedere nell’apertura e creazione della tua startup, costruisci un Minimum Viable Product.

L’MVP è sostanzialmente la prima versione funzionale del prodotto che possiede le caratteristiche base che nel tempo verranno ampliate e migliorate.

In pieno spirito startup, anche questa fase deve essere fatta spendendo il meno possibile e mettendoci poco tempo.

Ci sono diversi metodi per garantire che ciò avvenga e li elenchiamo tutti in questa guida definitiva sul Minimum Viable Product.

In soldoni si cerca di ridurre al minimo la complessità dello sviluppo di una soluzione, per esempio utilizzando diversi tool gratuiti per la creazione di un sito ed evitando così di affidarsi ad una software house.

Solo quando la startup inizierà a fatturare e ad avere le fondamenta del suo futuro, si potrà pensare ad investimenti più corposi.

Ovviamente, nel frattempo, è anche giusto occuparsi di tutti gli aspetti legali legati all’avvio di una società.

Ecco come procedere.

 

9 – Occupati della parte legale

Il primo consiglio è quello di occuparsi delle scartoffie legali (come la costituzione della startup) solo quando sarà il momento:

  • Stai per iniziare a fatturare;
  • Hai dei costi ingenti da sostenere per sviluppare la tua soluzione;
  • Hai persone pronte ad investire nella tua idea di business.

Ecco un rapido elenco di cose da prendere in considerazione riguardo gli aspetti legali:

  • Nome commerciale della tua attività;
  • Tipo di società (srl, srls, etc);
  • Riconoscimento della Persona Giuridica (tramite l’iscrizione nel Registro delle persone giuridiche private);
  • Registrazione della tua attività presso la Camera di Commercio;
  • Registrazione P.IVA;
  • Creazione conto bancario;
  • Marchi, copyright o brevetti;
  • Acquisto di eventuali licenze;
  • Contratti collaboratori o dipendenti, eventuali contratti di work for equity;
  • Conferimenti, se presenti.

Come avrai notato alcune di questa cose potresti farle anche da solo, ma è sempre meglio consultare un commercialista e un avvocato.

Se non sai a chi rivolgerti puoi consultare la nostra sezione dedicata ai fornitori consigliati per le startup (è gratuita, è sufficiente registrarsi per accedervi).

Detto questo non ci rimangono che gli ultimi quattro passi per aprire la tua startup.

Il prossimo è opzionale e riguarda la sede operativa di ques’ultima.

 

10 – Trova una sede o una struttura (opzionale!)

Questo step potrebbe indicare sia la ricerca di un ufficio, che di un negozio.

In questo caso il tipo di prodotto o servizio, insieme alle tue priorità, ti aiuteranno a trovare lo spazio di cui necessiti.

In ogni caso questo è opzionale e dipende da come vuoi gestire la società: tante startup lavorano completamente da remoto, senza avere un ufficio!

Prima di scegliere una location ci sono diversi fattori da prendere in considerazione:

  1. Tipo di operazione (la posizione deve essere coerente con l’immagine dell’azienda);
  2. Demografia e traffico pedonale (il tuo pubblico necessita di uno spazio di vendita off-line?);
  3. Accessibilità e parcheggio;
  4. Concorrenza e vicinanza ad altre attività e servizi;
  5. L’infrastruttura dell’edificio;
  6. Affitto, utenze e altri costi.

Ma non avere paura dei costi, perché è arrivato il momento di vendere!

 

11 – Vendi!

Steve Jobs lo sapeva molto bene quando ha avviato Apple: è dalle entrate e dalle uscite che dipende il futuro di una startup.

Per questo è partito dal suo garage, quando ancora l’azienda doveva decollare.

Pochi e piccoli passi alla volta si è espanso sempre di più.

Per, in un certo senso, replicare il successo di Apple si possono adottare diverse strategie e tecniche di vendita.

Di seguito vogliamo darti un’infarinatura generale.

Ecco quattro principi da tenere sempre a mente:

  • Ascolta il cliente e presta molta attenzione a ciò di cui ha realmente bisogno.
  • Chiedi un impegno, anche piccolo, senza essere invadente. Non puoi pretendere di vendere un servizio da 10.000 € tramite una mail.
  • Non disperarti se qualcuno dice “no”. Meglio risparmiare tempo e concentrarsi su altri clienti.
  • Vendere è la tua priorità. Non farti distrarre dalle cosiddette vanity metrics (o metriche della vanità): la cosa più importante sono le conversioni e le vendite che generi.

Anche seguendo questi consigli realizzare le tue prime vendite non sarà sempre facile, ma non per questo dovrai abbatterti.

Per aiutarti in questa fase abbiamo scritto un articolo dedicato a come acquisire nuovi clienti in cui elenchiamo 19 canali di vendita.

Ma ricordati che mentre crei una startup, tutto è in divenire: analizza e perfeziona costantemente tutti i processi interni ed esterni di vendita.

Sarà così più facile aumentare il fatturato e convincere gli investitori a finanziare il tuo progetto imprenditoriale.

Per fare quest’ultima cosa però devi prima creare un pitch.

 

12 – Crea un pitch e finanzia la tua startup

Esistono diversi modi per ottenere il capitale necessario per finanziare una startup, tutti altrettanto validi.

Prima di procedere però è necessario creare il pitch deck di presentazione del proprio progetto imprenditoriale.

Si tratta di una presentazione di 10-12 slide in cui si spiegano tutte le caratteristiche della startup (per citarne alcune: problema, soluzione, competitor, mercato).

E viene utilizzata per presentarsi agli investitori e far suscitare l’interesse necessario per approfondire la possibilità di investimento.

Tornando invece alla fonti di finanziamento, ecco le principali:

Se vuoi approfondire l’argomento, puoi scaricare gratuitamente la nostra guida completa su come finanziare una startup.

Direi che a questo punto la tua startup può ormai dirsi creata e, se l’hai anche costituita, anche ufficialmente aperta.

Ciò che rimane e crescere, crescere e crescere.

 

13 – Fai crescere il tuo business

aprire una startup e crescere

L’ultimo step della nostra guida per creare una startup è il seguente: fai crescere il tuo business!

Ci sono tantissimi modi per raggiungere questo obiettivo.

Puoi aggredire un nuovo mercato, ampliare le tue offerte, scalare il prodotto o servizio e molti altri ancora.

Tuttavia nessun piano di questo tipo avrà alcun valore, se non possiedi due strumenti fondamentali: un piano marketing e un modo per fidelizzare i clienti.

Il primo fattore è determinante per gestire la comunicazione in modo efficace.

A chi rivolgerti – online o offline – è il primo passo per progettare campagne di marketing in grado di generare dei profitti.

Successivamente, una volta che avrai ottenuto dei nuovi compratori dovrai fidelizzarli.

Si tratta di una scelta economicamente vantaggiosa, perché costa molto più acquisirne di nuovi che mantenere quelli vecchi.

Queste persone avranno già iniziato una relazione con te e il tuo marchio, per cui adesso dovrai coltivare questo legame, per spingerli ad acquistare nuovamente i tuoi beni o servizi.

 

Conclusione

La guida è ufficialmente terminata.

Ora possiedi le basi per aprire una startup.

Ti accompagneranno per sempre, perché sono il segreto per raggiungere grandi risultati.

Ed è proprio così che abbiamo sviluppato il nostro incubatore online per startup e idee in fase di validazione.

Si chiama Startup Builder e permette a chiunque abbia un’idea di trasformarla in un Business in 12 settimane.

Speriamo che la guida ti sia stata utile.

A presto!

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