Come pubblicizzare una startup: strumenti e consigli utili per promuovere la tua startup

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Nelle prime fasi di vita di una startup niente è più importante che potenziali clienti, persone interessate ai suoi prodotti o servizi e possibili investitori vengano a conoscenza della sua esistenza e di quella che è la sua proposta di valore.

Ciò può essere reso difficile dal non avere a disposizione un grosso budget da destinare alle attività di marketing e comunicazione: ecco una breve guida, allora, su come pubblicizzare una startup efficacemente e ottimizzando le risorse che si hanno a disposizione.

 

Dieci modi per pubblicizzare una startup in modo efficace

È molto importante, soprattutto in un primo momento, dare visibilità alla startup, ai suoi prodotti e servizi, alla sua proposta di valore, a ciò che la differenzia da altri competitor. Appena fondate le startup, come ogni altra tipologia di business, dovrebbero dare priorità alla costruzione della propria brand awareness e reputazione online. 

Partecipare a eventi, competizioni, premi, contest dedicati può essere d’aiuto in vista di questo obiettivo e soprattutto se la priorità è attirare l’attenzione di potenziali stakeholder. Il principale vantaggio che incubatori e acceleratori assicurano agli startupper è, non a caso, proprio quello di essere inseriti fin da subito in una rete strategica di contatti. 

Se l’obiettivo è dare visibilità alla propria impresa, ormai irrinunciabile è costruire una solida presenza digitale: un sito web ben progettato è il proprio biglietto da visita digitale e, se più facile da trovare sui motori di ricerca rispetto a quello dei competitor, può aiutare non solo a pubblicizzare una startup ma anche e soprattutto a vendere; qualcosa di simile possono farlo dei profili social ben curati e delle collaborazioni strategiche con influencer e content creator. 

 

L’importanza di una strategia SEM per le startup

Gli startupper farebbero bene, in altre parole, a dedicare fin da subito tempo e risorse alla costruzione del sito aziendale e a ottimizzarlo da un punto di vista tecnico-strutturale e dei contenuti perché sia facilmente trovabile da parte di chi effettui sui motori di ricerca ricerche per parole chiave pertinenti al proprio business. 

Dove strategie e attività SEO non bastassero ad attrarre traffico sul sito, si potrebbe considerare di investire in Search Engine Advertising (SEA) e, cioè, in campagne di annunci sui motori di ricerca che facciano comparire il proprio sito e le sue pagine in cima o in evidenza nella pagina dei risultati di ricerca, tra i risultati sponsorizzati. 

Con un po’ di familiarità con la materia, si imparerà soprattutto come fare in modo che attività organiche e attività paid convergano verso gli stessi obiettivi e a sviluppare, cioè, una strategia di Search Engine Marketing (SEM) più coerente. 

 

Pubblicizzare una startup con il social media marketing

Come in parte già si accennava, anche avere un profilo social ben curato può essere d’aiuto per pubblicizzare una startup: tramite un tiktok divertente o un post lungo e dettagliato su LinkedIn è più facile, del resto, far conoscere i propri prodotti o servizi a un pubblico di giovanissimi o di responsabili aziendali, se questi sono i target chiave a cui ci si rivolge. Più in generale essere attivi sui social, differenziando dove possibile la propria strategia per i social, è un modo semplice ed efficace per mostrarsi ai propri potenziali clienti come accessibili e facilmente raggiungibili. 

Il vero segreto del successo, del resto, è oggi creare engagement attorno al proprio brand e al suo catalogo di prodotti e servizi. Le grandi aziende lo sanno bene, tanto che oggi si presentano come alleati irrinunciabili per la quotidianità dei propri consumatori e fino a trasformarsi in quelli che in gergo sono definiti love brand. Non c’è ragione perché le startup non facciano lo stesso.

 

Le campagne con gli influencer possono aiutare a promuovere la propria startup

Un’ottima tattica per creare coinvolgimento attorno al proprio brand potrebbe essere affidarsi a degli influencer: se il budget che si ha a disposizione è limitato e troppo basso per stabilire collaborazioni con i volti più noti della Rete, si può optare per coinvolgere micro-influencer e nano-influencer e, cioè, creator che nonostante i piccoli numeri – soprattutto per quanto riguarda le dimensioni della community – sono considerati una sorta di punto di riferimento o di esperti per il proprio settore. 

Spesso gli utenti in Rete considerano, per altro, più genuini e spontanei i messaggi di piccoli influencer e content creator che generalmente si occupano di un determinato tema e tendono a fidarsi, a valle, dei loro consigli quando si tratta di scegliere che prodotto o servizio acquistare. Le digital PR sono essenziali, cioè, per promuovere una startup perché permettono di stabilire collaborazioni virtuose.

 

L’importanza delle PR per le startup

Tra le attività di PR strategiche per startup e startupper andrebbero ricomprese anche quelle che, tramite l’invio di comunicati e altri materiali stampa, mirano ad attirare l’attenzione dei media verso l’azienda da poco fondata, i suoi prodotti o servizi e la sua proposta di valore. 

In un primo momento si potrebbe cercare di coltivare rapporti soprattutto con i media locali o con i media tematici e che coprono, cioè, con le proprie notizie soprattutto il campo in cui opera la startup o campi affini: studi, ricerche, infografiche originali sono un ottimo modo per farlo, considerato che testate e outlet media sono oggi costantemente alla ricerca di nuovi contenuti da pubblicare.

 

Come content marketing ed email marketing aiutano a pubblicizzare una startup

Puntare sui contenuti è più in generale una mossa di successo per pubblicizzare una startup. Guide e infoprodotti sono risorse utili, che aiutano le persone a risolvere problemi concreti e per questo molto apprezzate e in grado di fidelizzare chi ne usufruisce che, avendo un buon ricordo del brand, sarà più propenso a sceglierlo anche quando si tratterà di acquistare prodotti o servizi come quelli che ha in catalogo.

Anche contenuti più leggeri, divertenti e d’intrattenimento sono utili però a posizionare il brand e aumentarne la riconoscibilità. Una buona strategia di marketing per startup non può non essere, cioè, anche una strategia di content marketing. Per definirla valgono semplici regole come stabilire innanzitutto gli obiettivi da raggiungere entro un determinato periodo di tempo e a che pubblici rivolgersi. 

Perché i contenuti di brand convertano è essenziale, del resto, che siano personalizzati e in linea con i gusti, le preferenze, persino le esigenze specifiche di potenziali clienti giunti a step diversi del funnel d’acquisto. Uno modo efficace per far apparire come più personali e diretti alla singola persona i contenuti è farglieli recapitare direttamente via mail, previa iscrizione alla – o alle – newsletter. Anche l’email marketing è, cioè, tra gli investimenti da considerare per promuovere le startup.

 

Attrarre clienti con sconti, coupon e codici promozionali

Come succede per ogni business, comunque, anche per le startup i migliori ambasciatori sono i clienti soddisfatti. Una tattica per far parlare bene della propria startup potrebbe essere così, soprattutto nelle fasi più iniziali, distribuire coupon e codici sconto od organizzare vendite promozionali che facciano apparire i propri prodotti o servizi come più vantaggiosi e convenienti rispetto a quelli dei propri competitor. 

 

Perché le startup non dovrebbero sottovalutare passaparola e recensioni

Un prodotto o servizio valido, di buona qualità e che costa meno rispetto alla media del settore è un prodotto o servizio di cui le persone hanno voglia di parlare e che sono propense a consigliare ai propri familiari, amici, colleghi, conoscenti, contatti sui social. Anche il passaparola insomma è tra i modi migliori – e a costo zero – per promuovere una startup. Non c’è niente di male, così, soprattutto nelle fasi iniziali di vita del business a chiedere recensioni e feedback a chi ne abbia provato i prodotti e servizi, soprattutto se servono a convincere altri potenziali clienti all’acquisto.

 

Quando considerare la pubblicità offline per la propria startup

Se il budget a disposizione lo consente, naturalmente anche la pubblicità offline può essere un valido modo per far conoscere la startup e la sua proposta di valore. Non necessariamente si deve partire in grande: per iniziare si potrebbe optare per una campagna sui media locali o su testate tematiche che trattino argomenti affini al proprio business o, ancora, per una campagna di affissioni limitata a luoghi chiave per la propria startup. 

Speriamo che con questi consigli sarà per te più semplice diffondere e pubblicizzare la tua startup. Qualora volessi approfondire con i nostri esperti come sfruttare le Digital PR in tal senso, clicca il bottone sottostante.

L’articolo termina qui.

Speriamo di rivederti presto!

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