Quote societarie di una startup: come dividere le quote tra fondatori

 In Risorse per startup
Dividere le quote societarie di una startup, cosa significa e come si fa

Dividere le quote societarie tra fondatori di startup è un tema molto delicato da affrontare ma necessario. Ha la funzione di responsabilizzare i vari soci, l’azienda e gli investitori che ne prendono parte. È talmente importante che se fatta male rischia di essere causa di successivi conflitti interni e potenzialmente di fallimento.

Ecco perché abbiamo scritto questo articolo, per aiutarti a:

  • dividere le quote societarie correttamente;
  • riconoscere chi e perchè merita più equity della tua startup.

Sei pronto? Iniziamo subito!

Dividere le quote tra fondatori: come si fa

Partiamo allora rispondendo alla domanda: “come si dividono le quote tra fondatori?”.

Ma soprattutto come si fa a farlo nel modo corretto? Senza che il contributo di nessuno venga sminuito?

Perchè capita spesso che chi ha avuto l’idea pretenda di ricevere il maggior numero di quote, d’altronde senza di lui la startup non sarebbe mai nata.

Dall’altra parte però ci sono giustamente gli startupper che dedicano le loro intere giornate per trasformare l’idea in un business, la parte più ardua, e pretendono per questo di essere ricompensati maggiormente.

Si, la parte più ardua è proprio trasformare un’idea in un business. Noi però possiamo aiutarti. Abbiamo lanciato Startup Builder, il primo incubatore online dedicato alle startup in fase di validazione. In 12 settimane verificherai che la tua idea risponda ad una reale necessità di mercato. Clicca qui per scoprire di più.

Allora diventa necessario stabilire chi, perché e come merita di essere maggiormente “premiato”. Per farlo si possono tenere in considerazione tre elementi chiave:

  • chi da’ un maggiore contributo alla startup in termini di tempo;
  • chi offre più valore economico;
  • chi ha esperienza imprenditoriale e competenze chiave.

Cerchiamo di capire nel dettaglio cosa si intende per ciascuno.

 

Quale fondatore da un maggior contributo alla startup?

La prima domanda che devi porti per dividere le quote della tua startup è: “chi si impegna a tempo pieno al progetto? chi vuole contribuire sul lungo periodo?”

È chiaro che coloro che impegnano tutta la loro giornata al progetto meritano di ricevere una quota societaria più corposa.

Contrariamente a chi decide (o è obbligato) di dedicarci solo qualche ora settimanale oppure di mettere a disposizione solo il suo network.

Quindi chiarisci e metti nero su bianco chi e come si impegna alla crescita della startup e muoviti di conseguenza.

Tieni però in considerazione che la dedizione potrebbe cambiare nel tempo. In alcuni casi le persone potrebbero iniziare a demotivarsi, in altri potrebbe succedere l’esatto opposto.

Infine potrebbe anche succedere che un co-founder decide di andarsene.

Anche se tutti queste variabili sono difficili da prevedere stabilisci cosa succede alle quote di ciascun socio nel caso in cui il loro impegno aumenta, diminuisce oppure se ne va.

Il suggerimento è quindi quello di premiare chi si impegna di più e stipulare un accordo chiaro su ciò che accade alla quota di un fondatore che decide di dimettersi. Questo accordo viene solitamente chiamato “patto parasociale” e definisce cosa succede all’accadere di determinate situazioni.

 

Qualcuno ha già fondato una startup?

Come anticipavamo prima, fondare e aprire una startup non è semplice, per questo a chi si impegna al massimo spetta una fetta maggiore della torta.

Se poi, quando bisogna decidere come dividere le quote della startup, uno dei soci ha già esperienze imprenditoriali, a lui dovrebbe essere assegnata ancora più equity.

Le sue competenze, applicabili per esempio ad un fundraising, alla validazione o alla creazione di un MVP, e il suo network sono risorse inestimabili che aumentano le probabilità di successo della startup.

Infatti l’idea, seppur importante, è solo una piccola parte della startup. Tutto il resto è imprenditorialità e esecuzione.

Per questo motivo, quando decidi come dividere le quote societarie, tieni in considerazione chi si impegna di più, ma anche chi ha più esperienza nel mondo startup.

Ad un fondatore con esperienza infatti dovrebbe spettare più equity proprio per aver preso l’idea e volerla trasformare in un business.

 

Qual è il valore economico che ciascuno offre?

Infine bisogna anche misurare il valore economico che ciascun socio mette a disposizione della startup.

È chiaro che ad un co-founder che investe di più spetta anche un quota più grande. Perchè se è vero che in una startup servono sia impegno che competenze, sono necessari anche i finanziamenti, ovvero la benzina che la fa partire.

Riassumendo quindi, quando devi decidere come dividere le quote societarie della tua startup, tieni conto di:

  • chi si impegna di più;
  • chi investe di più;
  • chi ha più esperienza imprenditoriale.

Somma questi tre aspetti e valuta a chi spetta un equity maggiore.

 

Cosa evitare quando si dividono le quote societarie

Per dividere le quote societarie di una startup bisogna però fare attenzione ad alcuni errori che fanno spesso gli startupper. Ecco quindi cosa evitare:

  • assegnazioni “alla pari” quando invece il contributo delle persone è diverso (si è soci nel fare azienda, non amici);

 

  • una suddivisione delle quote troppo disparitaria nei primi anni di attività. Una startup o un’azienda necessita tempo prima di creare valore e non si può sapere cosa succederà nei primi anni del suo ciclo di vita, compreso l’impegno dei co-fondatori. Attenzione a non essere troppo sbilanciati nell’attribuzione qualora i contributi fossero simili (es: evita un 95%-5%)

 

  • Maggiori quote si traduce in maggior motivazione e maggiori responsabilità. Evita quindi di assegnare troppe poche quote ad un founder se le merita perchè sarebbe meno spronato.

 

  • tieni in considerazione che gli investitori valutano anche il team di una startup prima di prestare soldi. Se decidessi di dividere le quote e darne una fetta troppo piccola ai tuoi collaboratori gli investitori potrebbero pensare che non siano importanti o validi, perdendo fiducia nel tuo progetto.

 

  • le startup sono progetti imprenditoriali, non idee. Evita quindi di premiare troppo colui che ha avuto l’idea se poi non si impegna altrettanto per trasformarla in un business.

 

La formula per dividere le quote tra fondatori: il metodo Demmler

Adesso che sai cosa significa dividere le quote tra fondatori, cosa tenere in considerazione e cosa invece evitare passiamo alla pratica, vediamo assieme come farlo.

Il primo passo da compiere è quello di misurare l’importanza relativa di ogni componente della startup.

Non sto parlando delle risorse umane ma di:

Quello che devi fare è utilizzare la tabella sottostante e definire quanto ciascun elemento pesa (da 0 a 10) per la tua particolare startup.

In pratica, è più importante l’idea o che i founder abbiano già esperienza in quel settore? U

na volta che avrai assegnato a ciascun elemento la sua importanza, devi valutare (sempre da 0 a 10) chi, dei co-founder, può offrire il maggior contributo per quell’aspetto.

Formula per dividere le quote dei fondatori

Adesso non ti rimane che moltiplicare ciascun valore di ciascun founder con il “peso” che hai attribuito ai 5 elementi.

Poi sommare il totale di ogni singolo founder e calcolare la somma dei totali.

Calcola infine la percentuale sul totale per ognuno.

Se ti interessa abbiamo creato questo foglio excel dove dovrai semplicemente inserire i dati. Clicca qui per scaricarlo. PS: NON chiederci l’accesso di modifica, creane una copia o scaricalo in formato Excel 🙂 Adesso avrai tra le mani la risposta che cercavi. Chi e quanto merita maggiori quote della startup.

 

Tool per dividere le quote tra fondatori

Benissimo. Ora però è il momento di presentarti 3 tool che possono aiutarti a dividere le quote tra i fondatori:

  • Foundrs: ti basterà selezionare chi tra i founder si occupa di determinati processi all’interno della startup, cliccare su “Compute Equity” e avrai la risposta che cerchi;

 

  • Slicing Pie: è molto più completo e ti permette di essere seguito nella divisione delle quote già dalle prime fasi per passare alla stipula contrattuale fino poi alla gestione delle quote stesse, tutto tramite un solo portale;

 

  • Co-founder Equity Split di Gust.com: il tool di Gust invece richiede la risposta di alcune semplici domande per conoscere meglio la tua startup e di cosa si occupa per poi consigliarti come dividere equamente le quote.

 

Adesso conosci proprio tutto sulla divisione delle quote in una startup. Se comunque dovessi avere altri dubbi puoi commentare l’articolo appena qui sotto. In bocca al lupo per la suddivisione delle quote della tua startup e la costituzione!

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