Content Marketing: perché le startup non possono farne a meno

 In Digital marketing
content marketing startup

Avete presente quei programmi survival dove il protagonista, il Bear Grylls o il Mr. Crocodile Hunter di turno, riesce a sopravvivere nella giungla selvaggia armato soltanto di un coltello?

Quello della foresta tropicale è un mondo affascinante tanto quanto spietato: il 92% delle startup fallisce. In pratica solo una su dieci ce la fa, secondo lo studio di Startup Genome.

Per ridurre il rischio di fallimento, come in tutte le cose, bisogna adottare le strategie giuste.

Nell’ambito digital marketing, una delle strategie più adatte per le startup è il Content Marketing. Vediamo di cosa si tratta e perchè le startup non possono farne a meno.

 

Content marketing: cos’è e a cosa serve?

cos'è il content marketing

Il content marketing, un approccio tipicamente “pull”, consiste nello sfruttare i contenuti (articoli, whitepaper, post sui social, blog, infografiche etc.) per creare interesse e aumentare l’attrattività attorno a un determinato prodotto/servizio dell’azienda, in modo che i potenziali clienti associno quello che viene offerto ai loro bisogni, siano essi manifesti o ancora latenti.

Ma attenzione! Il Content Marketing non è pubblicare solo per parlare di sé, ma per coinvolgere e far interagire l’audience che deve essere animata dal desiderio di saperne di più tanto da spingersi in fondo al buyer’s journey, con l’acquisto finale.

Ok, tutto chiaro fin qui. Ma cosa c’entra con le startup?

 

Content Marketing e startup: 3 motivi per cui non puoi farne a meno

Pensiamo all’origine stessa del termine “startup”: dall’inglese “to start”, indica qualcosa che inizia, qualcosa di nuovo (in questo caso una nuova azienda fuori dagli schemi) a cui si vuole dare forma, rendendola operativa.

Il concetto, inizialmente legato al settore delle nuove tecnologie per poi allargarsi ai diversi ambiti imprenditoriali, si sposa con progetti scalabili sul mercato: le startup, se raggiungono il successo, hanno prospettive di crescita (e di ricavi) illimitate.

Ma c’è un momento in cui anche le migliori idee di impresa, se non comunicate correttamente, non riescono ad attrarre finanziamenti e a creare connessioni con i potenziali clienti, finendo in un misero e triste flop. Per questo il Content Marketing è una strategia a lungo termine che si rivela vincente.

Vediamo insieme i 3 motivi principali:

 

1. Il Content Marketing di qualità ti dà un vantaggio competitivo

benefici del content marketing startup

Come startup sei ancora un “signor nessuno” nel mercato, non sei conosciuto per cui ti mancano quell’autorevolezza e quella fiducia alla base che spingono un utente a scegliere te piuttosto che un competitor dalle basi più solide.

Sfrutta i contenuti per trasmettere la vision e la cultura aziendale, individuando quell’elemento differenziante dalla concorrenza che sicuramente è agguerrita. Quello che bisogna essere capaci è, tramite contenuti di qualità che realmente rispondono alle esigenze degli utenti, riuscire a trasmettere il valore aggiunto determinato dalla scelta dei tuoi prodotti/servizi.

C’è da aggiungere che una tale strategia, se fatta con i giusti criteri, aiuta a posizionarsi sui motori di ricerca al pari di aziende presenti sul mercato da anni. Sul web c’è maggiore democrazia, per cui proporre contenuti di qualità aiuta a farsi identificare come leader di settore, sia lato investitori che vedranno nella startup un canale attrattivo in cui riversare i propri fondi, sia lato utenti che, ingaggiati da una customer experience migliore, sono desiderosi di instaurare una relazione a lungo termine.

 

2. Il Content Marketing è più economico rispetto alle strategie di Marketing tradizionali

costi content marketing startup

Le startup non nuotano nell’oro, questo è risaputo. Non hanno soldi da investire in campagne di Marketing di largo respiro.

Ma, come afferma Neil Patel, il Content Marketing costa il 62% in meno del Marketing tradizionale e genera tre volte il numero di lead. Le startup che vi ricorrono avrebbero dunque più contatti a minor costo, conveniente no? Senza dimenticare che un buon contenuto è “evergreen”, può essere riutilizzato più volte e può continuare a generare traffico ad oltranza.

Esistono diversi canali gratuiti o a basso costo (blog, social media etc.) in cui è possibile distribuire contenuti a un pubblico ampio con estrema facilità. È da tener conto, comunque, il tempo da investirci: contenuti di scarsa qualità potrebbero avere un impatto negativo sulle classifiche di ricerca.

 

3. Il Content Marketing è un ottimo collante aziendale

content marketing e startup

Se la startup coinvolge i dipendenti nella fase di costruzione di senso del messaggio e della comunicazione aziendale in generale, oltre a guadagnarci in autenticità ne beneficerà in brand advocacy dato che i lavoratori, coinvolti e ingaggiati in primis, saranno pronti a raccontare i vantaggi del prodotto/servizio, elogiarne l’incredibile customer experience e consigliarlo a terzi, in maniera spontanea e gratuita.

 

Un esempio di Content Marketing per startup

L’azienda italiana THRON, partita come startup e ormai realtà affermata nel panorama Saas con il suo prodotto, un DAM (Digital Asset Management) ritenuto da Forrester uno dei venti migliori al mondo, ha deciso di investire nel Content Marketing per spiegare il valore aggiunto del suo prodotto, che è la Content Intelligence (l’AI applicata ai contenuti) che integra nativamente.

Ma a cosa ci riferiamo quando parliamo di Content Intelligence? Essa è una strategia che consiste nello sfruttare le capacità dell’AI nel ricavare gli interessi degli utenti dalle interazioni degli utenti con i contenuti, in modo che il sistema grazie a queste analisi possa imparare e prevedere in modo intelligente quali sono i temi e i formati che avranno più risonanza. E questo garantisce un’esperienza customizzata all’utente che ne fruisce e di conseguenza più engagement e conversioni.

Per quanto questo concetto possa apparire in linea con le attuali filosofie di Marketing, più orientate al “customer centric” con l’abbandono della comunicazione unidirezionale e dei messaggi push, Nicola Menghello, CEO dell’azienda, e il suo team avevano cominciato a sperimentare soluzioni per estrarre insight sugli utenti dal loro approccio ai contenuti già nel 2008, poi messe a punto nella forma del DAM Intelligente.

A distanza di dieci anni, vista l’assenza di una letteratura sul tema e forte dell’esperienza accumulata al servizio di clienti appartenenti a svariate tipologie di business, Meneghello si è cimentato nella stesura di una guida sulla Content Intelligence, con la volontà di rendere edotti i professionisti del Marketing sui benefici di attivarla in azienda e le modalità per sfruttarla al meglio.

Per farlo ha coinvolto l’americana Michelle Krasniak, copywriter specializzata nel digitale e customer community manager di InMotion Hosting. Fortemente convinta del progetto, la Krasniak ha sfruttato le sue competenze per trasformare la tecnicità della materia in formule comprensibili anche ai non addetti: lo scopo di questo manualetto agile è far sì che i lettori non solo comprendano le informazioni ma riescano a trasferirle a loro volta.

Il libro è uscito poi per i tipi di Wiley con il titolo di “Content Intelligence for Dummies”: che il noto editore statunitense specializzato nel tech/digital/marketing abbia scelto di pubblicarlo, il primo in collaborazione con un’azienda italiana, è indice dell’importanza della materia, ancora sconosciuta ai più. THRON ha poi scelto di distribuirlo gratuitamente sui propri canali, basta un download.

Nel giro di pochi mesi ha riscosso un buon successo sui canali digitali di THRON: le metriche – almeno per quanto riguarda il pubblico italiano – indicano una percentuale di CTR (Click Through Rate), ovvero quante volte il contenuto è stato scaricato rispetto a quante volte è stato visualizzato, pari al 19,84% (i valori medi del CTR secondo alcuni sondaggi si aggirano al 15,26%).

Sulla scia dell’uscita di CI for Dummies, è stata fondata un’Academy gratuita per diventare Content Intelligence Manager e una community, Content Intelligence Network, che in virtù dei numerosi approfondimenti su come raccogliere e monetizzare i dati generati dalla visualizzazione dei contenuti fruiti dalle persone sui canali digitali, in poco più di un anno ha raccolto oltre un migliaio di utenti registrati.

La community è aperta al contributo di tutti per cui la cerchia di persone consapevoli e informate sulla Content Intelligence si è allargata e l’azienda founder, che continua ancora oggi a investire nella produzione di articoli sul tema con un team editoriale dedicato, viene implicitamente riconosciuta come leader nell’ambito dell’AI applicata ai contenuti perché ha saputo, grazie alle sue attività di Content Marketing, distinguersi dalla concorrenza e dare un valore aggiunto ai suoi lettori.

(Questo articolo è stato scritto da Camilla Bottin di THRON)

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