Contributi a fondo perduto per startup

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Contributi a fondo perduto

Contributi a fondo perduto per startup: cosa sono?

I contributi a fondo perduto per startup rientrano nel novero delle agevolazioni messe in campo dagli enti pubblici per incentivare la creazione di nuove imprese. Il supporto alla micro-imprenditorialità è infatti uno degli obiettivi a cui tendono i programmi europei e nazionali, i quali, mediante stanziamenti dedicati, intendono sostenere le startup, innovative e non, considerate portatrici di valore in termini di innovazione e incremento occupazionale.

Accanto al supporto all’innovazione, vi sono poi stanziamenti dedicati anche allo sviluppo imprenditoriale nelle aree c.d. della “convergenza”, allo scopo di sostenere lo sviluppo socio-economico di determinati territori, oppure stanziamenti dedicati a particolari categorie di soggetti “svantaggiati”, tra cui ad esempio le donne (per via delle maggiori difficoltà di conciliazione dei tempi vita-lavoro), i giovani under 35, i NEET e gli over 55 fuoriusciti dal lavoro.

In ogni caso i contributi a fondo perduto sono sempre erogati dalle autorità nazionali o regionali – o direttamente dalle agenzie esecutive della Commissione Europea – attraverso dei bandi, ossia delle procedure ad evidenza pubblica che ne disciplinano le modalità di accesso nonché i tempi e le modalità per usufruirne.

Dal punto di vista economico il 2020 non sta andando nella direzione prevista dagli esperti, anche a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al covid-19, nonostante ciò sono già attivi diversi piani per supportare e rilanciare l’economia del nostro Paese, alcuni molto importanti sono ancora in fase di sviluppo.

Sicuramente i contributi a fondo perduto sono un’opzione allettante per una startup in questo momento, per cui abbiamo pensato di creare una guida per capire bene come funzionano, quali sono le procedure per poterli richiedere e quali sono le opportunità più interessanti attualmente o presto disponibili.

 

I contributi per le startup e gli enti che se ne occupano

Prima di continuare è bene sapere che i contributi a fondo perduto sono solo una parte delle agevolazioni per le startup: oltre al regime di favore, di cui alla legge 221/2020 per le “startup innovative” (le startup iscritte cioè alla sezione speciale del Registro Imprese), gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico, vi sono anche una serie di altre forme di sostegno finanziario dedicate alle nuove imprese, tra cui finanziamenti agevolati o a tasso zero, crediti d’imposta e garanzie pubbliche sui prestiti bancari (es. garanzia del mediocredito ex. L 662/96). Queste agevolazioni sono gestite solitamente a livello regionale, oppure dalle camere di commercio territorialmente competenti.

È anche importante tenere a mente che il principale ente di riferimento per le agevolazioni alle startup, su scala nazionale, è INVITALIA S.p.A. (Agenzia Nazionale per gli Investimenti e Sviluppo dell’Impresa), una società partecipata del MISE che si occupa di favorire lo sviluppo di startup innovative o micro-imprese.

Esistono anche numerosi bandi attivi che prevedono un’agevolazione che combina un prestito a tasso zero e una quota a fondo perduto: in questo caso può capitare che il bando preveda una restituzione in misura solo parziale del capitale prestato, o abbini al finanziamento agevolato un contributo a fondo perduto in conto interessi.

In sintesi, le opportunità da cogliere per una startup sono varie, e anche se l’agevolazione a fondo perduto è sicuramente una delle opzioni più allettanti per una nuova impresa, è bene sapere che vi sono numerose forme agevolative da valutare per sostenere finanziariamente il proprio progetto.

 

Come funzionano i contributi a fondo perduto per le startup

come funzionano i contributi a fondo perduto

La prima cosa da fare per capire se è possibile accedere a dei finanziamenti agevolati per startup è leggere con molta attenzione il bando attuativo, poiché lì viene esplicitato quali categorie di imprese o di imprenditori possono beneficiare dell’agevolazione.

Come abbiamo accennato in precedenza, ad esempio esistono finanziamenti che sono destinati solo ai giovani in una specifica fascia d’età – in genere under 35 –, oppure solo alle donne per incoraggiare i progetti di imprenditoria femminile, anche se il loro numero è limitato.

Anche l’appartenenza a una determinata area geografica può essere un requisito per accedere a dei contributi: i bandi regionali, per esempio, sono rivolti a imprese e startup che hanno sede in un determinato territorio.

Ci sono poi dei contributi disponibili per chi vuole aprire un’attività in un’area svantaggiata, come il recente fondo Resto al Sud, sempre gestito da Invitalia, che è rivolto under 46 che risiedono in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o nei 116 Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria), oppure trasferiscono la propria residenza nelle suddette aree entro 60 giorni (120 se residenti all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria.

 

Quali sono i requisiti per richiedere un contributo?

requisiti per un contributo a fondo perduto

Come accennato in precedenza, esistono dei requisiti per richiedere un finanziamento a fondo perduto, che una startup deve soddisfare per avere la possibilità di accedere a fondi pubblici

I requisiti possono essere di due tipi, ovvero soggettivi e oggettivi. Vediamoli insieme nel dettaglio.

 

Requisiti soggettivi

Quando parliamo di requisiti soggettivi intendiamo particolari caratteristiche relative al soggetto, persona fisica o giuridica che si candida come beneficiario di un fondo pubblico. A loro volta i requisiti soggettivi si suddividono in due categorie:

  • caratteristiche che il soggetto deve possedere al momento della presentazione della domanda,
  • caratteristiche che il soggetto deve possedere al momento dell’ammissione o erogazione del contributo.

A seconda del bando in questione è possibile fare domanda per accedere a un finanziamento non solo per avviare una startup, ma anche per far crescere una società già costituita, in modo che possa ricevere dei fondi per migliorare la propria attività, inoltre esistono anche dei contributi anche per imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede sul territorio italiano.

 

Requisiti oggettivi per richiedere un finanziamento a fondo perduto

I requisiti oggettivi per richiedere un finanziamento a fondo perduto in genere riguardano il codice attività ATECO, dunque possono variare a seconda del bando in questione.

Bisogna sempre stare attenti non confondere il singolo progetto di una startup, che riguarda il piano di sviluppo, e il tipo di attività che svolge rappresentata dal codice ATECO, perché quest’ultimo condiziona la possibilità di accesso a un certo tipo di finanziamenti, che possono essere di vari tipi, poiché ne esistono anche di agevolati e/o a fondo perduto per tutti i settori imprenditoriali.

Infine può capitare anche che alcuni bandi, come requisito oggettivo, richiedano a una startup di essere iscritta all’apposito registro presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura (CCIAA), mentre altri, in particolare quelli rivolti ad aspiranti imprenditori, non richiedono alcuna iscrizione alla CCIAA.

 

Come partecipare al bando per ottenere un contributo a fondo perduto

contributo a fondo perduto

Il primo passo per partecipare a un bando per un contributo a fondo perduto è quello di monitorare i siti degli enti che si occupano di queste iniziative, come quello di Invitalia per esempio, dove è possibile trovare ciò che si sta cercando.

Non appena sarà disponibile un bando per la categoria di soggetti di cui si fa parte – per esempio startup innovative – sarà possibile inviare una domanda per partecipare, che dovrà contenere tutte le informazioni richieste dal bando.

Come detto in precedenza la condizione fondamentale per inviare una richiesta valida è rispettare i requisiti previsti dal bando, inviando la documentazione necessaria per poter partecipare. Può essere richiesto anche l’invio di un business plan, che se è strutturato in modo serio e professionale può permettere di far risaltare il proprio progetto, anche se per aggiudicarsi il finanziamento a fondo perduto non è mai l’unico documento necessario.

A questo punto è bisogna sottolineare che l’ammontare della dotazione destinata ai queste iniziative è limitato – non può essere infinito per ovvie ragioni –, per cui può terminare prima ancora di poter soddisfare tutte le richieste.

In generale è sempre previsto che ci sia un’apposita commissione per valutare i le domande ricevute relative a un bando, che giudicherà le le richieste in base ai progetti proposti, anche se possono esserci differenze in base al tipo di modalità:

  • nei bandi cosiddetti “a sportello” non c’è una vera e propria graduatoria e in genere non c’è una data di scadenza, perché i fondi sono erogati fino all’esaurimento delle risorse stanziate, per cui la commissione valuterà soprattutto l’idoneità della domanda;
  • nei bandi con procedura valutativa a graduatoria la commissione deve invece valutare le domande pervenute secondo vari aspetti, previsti ed esplicitati nel bando, per attribuire un punteggio, in base al quale sarà stabilito il vincitore del bando, inoltre se non si raggiunge un punteggio minimo si rischia di non entrare nemmeno in graduatoria.

Chi risulta al primo posto si aggiudica il bando e avrà diritto a ricevere il finanziamento, ma non l’obbligo, poiché per varie ragioni potrebbe anche rifiutarlo: in questo caso in genere si procede per scorrimento per selezionare un altro vincitore.

A questo punto, dopo aver formalmente accettato il contributo, si avrà diritto all’erogazione della somma prevista dal bando e si dovranno utilizzare i fondi solo per le attività consentite dal bando o dichiarate nel progetto.

Se si conoscono molto bene gli enti e si è informati sui contributi a fondo perduto, nulla vieta a un singolo startupper di ottenere più agevolazioni provenienti da diversi bandi: in teoria è possibile sia ricevere un finanziamento per aprire una startup, sia partecipare a un bando differente per sviluppare l’impresa stessa, anche se bisogna sempre stare molto attenti alle regole sulla cumulabilità di questo tipo di contributi, perché non è sempre possibile.

Sono molti i bandi rivolti a startup in fase di apertura: alcuni riguardano società costituite da non più di 12 mesi alla presentazione della domanda di partecipazione, mentre altri si rivolgono principalmente ai potenziali imprenditori, ponendo come condizione che l’apertura della startup avvenga entro un periodo preciso dall’aggiudicazione del fondo, che varia da bando a bando.

Questi sono solo alcuni esempi di come partecipare a un bando per un finanziamento a fondo perduto, l’importante è avere chiaro che il bando va studiato sempre con molta attenzione e che bisogna fornire tutti i documenti richiesti, elaborati nel miglior modo possibile per mettere in risalto il progetto dietro una startup.

 

Contributi a fondo perduto per le startup nel 2020 in Italia

 

Disegni+4 del Mise

Il bando Disegni+4 ha lo scopo di valorizzazione e potenziare lo sfruttamento economico di disegni e modelli, anche appartenenti al medesimo deposito multiplo registrati presso qualsiasi ufficio nazionale o regionale di proprietà intellettuale/industriale, con decorrenza dal 1° gennaio 2018.

Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 13 milioni di euro e le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo a fondo perduto, in misura massima pari all’80% delle spese ammissibili, per sostenere la capacità innovativa e competitiva delle PMI, sia sul mercato nazionale che quello internazionale.

 

Cultura Crea di Invitalia

Cultura Crea di Invitalia supporta la nascita e la crescita di iniziative imprenditoriali e no-profit nel settore culturale e turistico, che hanno lo scopo di valorizzare le risorse culturali del territorio nelle seguenti regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Questo bando può garantire un finanziamento agevolato a tasso zero, in aggiunta a un contributo a fondo perduto sulle spese ammesse, con degli incentivi aggiuntivi per giovani, donne e imprese con rating di legalità. Le startup che dovessero rispettare questi ultimi criteri potrebbero ottenere fino al 40% di finanziamento in più, oltre che un ulteriore incremento del 40% per il contributo a fondo perduto.

Il finanziamento riguarda persone che vogliono costituire un’impresa entro 30 giorni dall’ammissione, oppure le imprese già costituite da non più di 36 mesi, comprese le cooperative e gli enti del Terzo settore. I fondi sono disponibili fino a esaurimento risorse.

 

Punto Impresa Digitale delle Camere di Commercio e di Unioncamere io parlerei dei voucher I4.0

Punto Impresa Digitale ha lo scopo di diffondere la cultura e la pratica del digitale nelle microimprese, nelle piccole e medie imprese di tutti i settori economici.

L’agevolazione offerta consiste in servizi di mentoring e orientamento sulle tecnologie abilitanti di Impresa 4.0, a cui si aggiungono dei contributi a fondo perduto attraverso bandi gestiti dalle Camere di Commercio.

 

Voucher 3i – Investire in Innovazione di Invitalia

Voucher 3i – Investire in Innovazione è un incentivo promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e gestito da Invitalia, che è rivolto alle startup innovative, per aiutarle a finanziare l’acquisto di servizi di consulenza per la brevettazione attraverso il rilascio di voucher.

Voucher 3I è un bando “a sportello”, per cui non sono previste graduatorie o scadenze per la presentazione online delle domande, che sono valutate in base all’ordine di arrivo e fino all’esaurimento dei fondi (19,5 milioni di euro per il triennio 2019-2021).

Questo tipo di procedura offre un grande vantaggio, perché i tempi massimi entro i quali la startup ricevono l’incentivo sono ben definiti: massimo 30 giorni per la verifica preliminare di Invitalia, massimo 120 giorni per l’erogazione completa del servizio da parte del fornitore

 

Start The Valley UP della Regione Valle D’Aosta

Start The Valley Up vuole favorire le nuove startup innovative nella realizzazione di piani di sviluppo negli ambiti della Smart Specialisation Strategy (S3) della Valle d’Aosta. La scadenza prevista è il 31/12/2020.

Questo bando permettere di accedere a dei contributi a fondo perduto, in misura massima pari all’80% delle spese ammissibili per la realizzazione del piano di sviluppo, nei limiti dell’importo massimo di 150 mila euro.

 

Imprenditoria Giovanile della Regione Valle D’Aosta

Il fondo per l’Imprenditoria Giovanile della Valle D’Aosta, disponibile fino a esaurimento risorse, punta a sostenere la nascita di nuove imprese industriali e artigiane, costituite da giovani under 35.

L’agevolazione prevista prevede un contributo a fondo perduto, in misura non superiore al 30% delle spese ammissibili e per un importo massimo pari a 60 mila euro. Possono presentare domanda le società e le cooperative i cui soci siano per almeno il 70% in età compresa tra i 18 e i 35 anni.

 

Resto al Sud di Invitalia

Resto al Sud di Invitalia promuove la nascita di nuove attività imprenditoriali e startup nelle regioni del Mezzogiorno e nelle aree del Centro Italia colpite dai terremoti del 2016 e 2017.

Questo bando si rivolge agli under 46 e offre un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo, a cui si aggiunge un finanziamento agevolato a tasso zero pari al restante 65%.

 

Bandi e Call per Startup

Vuoi capire se ci sono bandi e contributi pubblici per finanziare la tua idea innovativa? Vuoi avviare una startup e vuoi sapere se ci sono finanziamenti agevolati? Resta sempre aggiornato per conoscere tutte le opportunità!

Abbiamo raccolto gli incentivi più interessanti e i fondi che ti potrebbero essere utili nella nostra pagina dedicata a bandi, call e concorsi per startup.

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