Quanto costa aprire una startup? Oneri, adempimenti e spese previste

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Avere una buona idea di business non basta per garantirsi il successo della propria startup: serve lavorare fin da subito a un accurato business plan che stimi quanto la nuova attività e le sue operazioni siano sostenibili nel lungo periodo e le probabilità, quindi, che la stessa sia profittevole.

La prima cosa da cui partire, soprattutto se si ha necessità di cercare fondi, investitori, business angel per la propria impresa è così valutare attentamente quanto costa aprire una startup. 

 

Aprire una startup non ha sempre lo stesso costo

Una premessa necessaria è che può esserci profonda differenza tra un settore e l’altro, perché diversi sono in genere le esigenze quanto a macchinari e altri asset da procurarsi per poter avviare l’attività imprenditoriale, professionisti e collaboratori da impiegare, eccetera. I costi di gestione e i costi cosiddetti “vivi” costituiscono, del resto, grossa fetta delle uscite con cui una startup – come qualsiasi altro business – deve fare i conti ogni mese. 

Anche il luogo in cui si decide di costituire una startup può fare la differenza. L’adagio che fare impresa in Italia costa molto di più che altrove è in parte confermato dai dati. Ci sono profonde discrepanze, pur restando nello stesso territorio nazionale, anche per quanto riguarda aprire una startup in Lombardia – regione dove, fino a qualche tempo fa, erano registrate il più alto numero di startup – o in una regione del Mezzogiorno a cui spesso sono destinati fondi e misure di sostegno all’imprenditorialità. 

Se la domanda è quanto costa aprire una startup?, insomma, la risposta è dipende e qui di seguito proveremo a capire da cosa.

 

Come si apre una startup: i passaggi necessari da compiere

I passaggi necessari per avviare una startup sono un ottimo aiuto per capire quanto costa aprire una startup. 

Pur avendo per definizione un modello di business scalabile, una startup rimane una società di capitali. La prima cosa da fare per aprire una startup è, quindi, decidere che forma societaria darle. Una startup in Italia può essere costituita in forma di società per azioni (Spa), società in accomandita per azioni (Sapa), società consortile (Scarl). La scelta più comune, però, è quella di costituire le startup in forma di società a responsabilità limitata ordinarie (Srl) o semplificate (Srls): queste forme societarie sono, infatti, quelle che garantiscono costi inferiori sia al momento dell’avvio e sia in ogni fase successiva di vita dell’impresa e soprattutto più flessibilità su un piano gestionale. 

Dopo aver preparato la documentazione necessaria, che nel caso di una società a responsabilità limitata consiste in atto costitutivo e statuto, il successivo step da compiere per aprire una startup è rivolgersi a un notaio per depositare l’atto di costituzione della startup. 

Gli oneri notarili sono una delle voci che incidono di più su quanto costa aprire una startup, considerato che la parcella di un notaio può variare per questo tipo di prestazioni dai 1000 ai 1700 euro + IVA al 22%. Da dicembre 2021 l’Italia ha recepito una direttiva europea che, pur mantenendo l’obbligo di notaio, ha reso possibile effettuare l’atto di costituzione di una startup interamente online, con le parti collegate in videoconferenza: ciò ha fatto in qualche caso più che dimezzare i costi notarili, grazie a oneri che si aggirano in questo caso intorno ai 500 euro. 

Contestualmente alla costituzione della startup si deve procedere al versamento del capitale sociale che, se la forma scelta è quella di una società a responsabilità limitata, deve essere di almeno un euro e non può superare invece i 9.999 euro per le srl semplificate. 

Solo nel caso in cui ci sia un socio unico o il capitale sociale della startup sia inferiore a 10.000 euro lo stesso va versato in un’unica soluzione. Negli altri casi si può procedere con un versamento iniziale del 25% del capitale sociale dell’impresa, cosa che può aiutare gli startupper e chiunque avvii una nuova attività con la gestione della liquidità. 

L’iscrizione al registro delle imprese nell’apposita sezione e il pagamento dell’imposta di registro sono gli ultimi step burocratici indispensabili da compiere per l’apertura di una startup.

 

Costi startup: da quelli notarili a imposte e tributi, quali sono quelli principali

Costi notarili e imposta di registro fanno parte a tutti gli effetti dei costi di avvio di una startup.

 

L’imposta di registro: cos’è e a quanto ammonta

L’ultima, anche nota come imposta sulla registrazione degli atti, ammonta a 200 euro. Serve, semplificando molto, a tenere traccia e dare certezza giuridica ad alcuni atti compiuti dalla startup. È prevista indipendentemente da che la startup sia costituita in forma di srl o di srls, a differenza dei costi notarili che sono esclusi per le semplificate.

 

La tassa di concessione governativa da corrispondere all’Agenzia delle Entrate

Nella stima di quanto costa aprire una startup in Italia va calcolata anche la tassa di concessione governativa per la vidimazione dei libri sociali: l’ammontare è standard, sia per le srl e sia per le srls, di 309.87 euro + marca da bollo da 16 euro e va corrisposto all’Agenzia delle Entrate.

 

Diritto camerale: quando pagarlo

Alla Camera di Commercio di riferimento a seconda di dove la startup ha sede va corrisposto, invece, al momento in cui la stessa viene costituita il cosiddetto diritto camerale. È un tributo che paga chiunque sia iscritto al Registro delle imprese. Ha un ammontare che cambia da una Camera di Commercio all’altra, a partire da una base di 130 euro e con variazioni che sono state stimate sul territorio nazionale del 20%. Per gli anni di attività successivo al primo, il diritto camerale è calcolato sulla base del volume d’affari della startup.

 

Gli altri costi di avvio di una startup

Tra gli alti costi di avvio di una startup vanno considerati anche quelli per l’apertura di una partita IVA e di una casella di posta elettronica certificata dedicata alla società e per l’acquisto di un servizio di firma digitale per l’amministratore, oggi previsti come obbligatori per chiunque faccia impresa in Italia. 

La buona notizia è che ci sono servizi dedicati a startup e startupper che consentono di aprire e occuparsi della gestione della partita IVA, procurarsi una casella PEC e una firma digitale per poche decine di euro all’anno, potendo eventualmente passare a servizi premium e più specifici man mano che il business cresce.

 

Quanto costa aprire una startup innovativa in Italia

Cambia qualcosa, rispetto a quanto detto fin qua, se la nuova attività non è una semplice startup ma una startup innovativa? 

L’ultima è una categoria a sé prevista dal sistema italiano e che si distingue per il proprio particolare oggetto sociale: una startup può dirsi innovativa, infatti, se e solo se si occupa di sviluppo, realizzazione e commercializzazione di un prodotto o servizio innovativo e altamente tecnologico. 

Altri requisiti indispensabili per costituire una startup innovativa in Italia sono spendere in ricerca e sviluppo almeno il 15% dei propri costi o ricavi totali; impiegare personale altamente qualificato di cui almeno un terzo di ricercatori, dottori di ricerca, dottorandi ed essere titolari, depositari o licenziatari di un brevetto o titolari di diritti su un programma per elaboratore. 

A queste condizioni i costi di apertura di una startup possono risultare – anche notevolmente – inferiori. Le startup innovative godono, infatti, di numerose agevolazioni specifiche in virtù dell’apporto importante che danno allo sviluppo del Paese. 

Al momento della costituzione della startup innovativa non è previsto, per esempio, il pagamento del diritto camerale e l’esenzione si estende anche al pagamento annuale dello stesso tributo per un periodo che può variare dai due ai cinque anni, se in questo frangente temporale l’attività mantiene il proprio status di startup innovativa. 

Oltre al risparmio su quanto costa aprire una startup innovativa va considerata l’opportunità, molto vantaggiosa, di accedere a finanziamenti e fondi dedicati.  

Speriamo che questo articolo sia stato d’aiuto e che tu sia ancora più pronto e competente nel lanciare la tua startup. Se dovessi avere necessità di un supporto dedicato e vuoi, in 12 settimane, concretizzare il tuo progetto imprenditoriale, abbiamo pensato per te lo Startup Builder, il nostro incubatore online.

L’articolo termina qui.

Speriamo di rivederti presto!

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