Decreto Rilancio: tutte le misure per le startup

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Il Decreto Rilancio è stato pubblicato (finalmente) in G.U. con D.L. numero 34 del 19 maggio 2020.

Le disposizioni dedicate alle Startup e PMI innovative sono ora contenute nell’articolo 38 del Titolo II “Sostegno alle imprese e all’economia” dedicato al “Rafforzamento dell’ecosistema delle startup innovative”, che sostituisce il precedente articolo 46 della bozza del 13 maggio.

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Confermata la ratio generale di prevedere misure specifiche per le neo-imprese, e in generale per il sistema dell’innovazione: in considerazione anche del momento di emergenza che il nostro sistema nazionale sta vivendo, emerge, infatti, la necessità da parte delle startup di un sostegno pubblico per sviluppare il proprio business caratterizzato principalmente da idee innovative che le contraddistinguono dalle altre società. Le startup per loro natura hanno esigenze di liquidità maggiori rispetto a quelle delle altre imprese di piccola dimensione e anche quando iniziano a fatturare e hanno buone entrate, necessitano di ulteriori fondi per consolidarsi e “scalare il mercato”.

Di seguito gli interventi previsti e confermati nel nuovo articolato:

  • Ampliamento della misura SMART&START (DM 264 del 13 novembre 2014)

La ratio dell’intervento a favore dell’ecosistema delle startup innovative è quella di rafforzare il sostegno pubblico alla nascita e allo sviluppo delle startup innovative, agendo nell’ambito della misura “Smart&Start Italia”, principale strumento agevolativo nazionale rivolto a tale tipologia di imprese.

Due sono gli interventi previsti:

  1. da un lato, l’incremento di 100 milioni di euro della dotazione finanziaria della misura,
  2. dall’altro, la conversione del debito in uno strumento partecipativo, accompagnato dall’ingresso nel capitale sociale di un investitore e/o aumento del capitale stesso, la cui restituzione sarà legata al rendimento aziendale; la conversione del prestito Smart & Start Italia a talune condizioni di capitalizzazione delle imprese potrà costituire così un valido incentivo idoneo a favorire l’ingresso di privati nel capitale sociale.

 

  • Attivazione della misura SMART MONEY

Viene prevista una nuova misura volta a facilitare l’incontro tra start up innovative e sistema degli incubatori, acceleratori, università, innovation hub ecc. attraverso un contributo a fondo perduto per l’acquisizione dei servizi prestati da tali soggetti e rafforzamento patrimoniale della start up innovative, incentivando, in una fase successiva al percorso di incubazione/accelerazione anche l’investimento nelle start up da parte di investitori qualificati.

 

  • Incremento della dotazione del Fondo di sostegno al Venture Capital

Sono assegnate risorse aggiuntive pari a 200 milioni di euro per l’anno 2020. In particolare, si prevede un intervento straordinario per fronteggiare l’emergenza pandemica a favore di startup e PMI innovative da attuarsi mediante investimenti nel capitale, anche tramite la sottoscrizione di strumenti finanziari partecipativi, secondo le modalità che saranno adottate con decreto del Ministro dello Sviluppo economico.

 

  • Equiparazione delle startup innovative – nel caso di contratti di ricerca extra muros – alle universitĂ  e agli istituti di ricerca ai fini della maggiorazione delle spese ammissibili rilevanti di cui all’art. 1, comma 200 della legge 160/2019, ossia relativo alle attivitĂ  di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta.

 

  • Proroga di 1 anno nella sezione speciale del registro delle imprese delle start-up innovative di cui all’articolo 25, comma 2, del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modifiche dalla legge 17 dicembre 2012 n. 221.

 

  • Riserva di 200 milioni di Euro del Fondo di garanzia dedicata alle startup innovative

 

  • Incremento del regime fiscale agevolato per le persone fisiche che investono in startup e PMI innovative

È previsto un regime fiscale agevolato rivolto esclusivamente alle persone fisiche che investono in startup o in PMI innovative. In particolare il comma 7 prevede una detrazione d’imposta pari al 50% della somma investita dal contribuente nel capitale sociale di una o più start-up innovative direttamente ovvero per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio che investano prevalentemente in start-up innovative. L’investimento massimo detraibile non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di euro 100.000 e deve essere mantenuto per almeno tre anni. Il comma 8 prevede la medesima detrazione d’imposta per i contribuenti che investono in PMI Innovative.

La misura, proprio perchĂŠ rivolta esclusivamente ad investitori persone fisiche, completa e integra il quadro delle misure volte a stimolare la partecipazione al capitale delle start up e delle PMI innovative, che attualmente si fonda su due pilastri:

    1. gli incentivi fiscali per investimenti effettuati da persone fisiche e giuridiche in start up e PMI innovative che si focalizza su un taglio di investimenti più elevato (agevolazioni fiscali del 30% fino a €1 milione per le persone fisiche e del 30% fino a €1,8 milioni per le persone giuridiche) e
    2. il Fondo Nazionale di Innovazione che interviene con investimenti diretti e indiretti in minoranze qualificate nel capitale di imprese innovative con Fondi generalisti, verticali o Fondi di Fondi, a supporto di start-up, scaleup e PMI innovative.

Con la previsione del Decreto Rilancio si intende invece incentivare la raccolta di capitale per quelle start-up innovative e PMI innovative che ancora hanno valori della produzione ridotti e potenziarne la capitalizzazione per favorirne la crescita e più in generale per colmare il divario esistente tra l’Italia e altri paesi UE nel venture capital rivolto a queste categorie di imprese.

 

  • Dimezzamento delle soglie minime per l’attrazione di investimenti (Investor Visa for Italy)

 

  • Estensione delle agevolazioni previste per le start up nelle zone colpite dal sisma al “Territorio del cratere sismico del centro Italia” (cioè il territorio dei comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017)

 

  • Istituzione del fondo per l’intrattenimento digitale “First Playable Fund”, con dotazione iniziale di 4 milioni di euro nel 2020.

Il Fondo è finalizzato a sostenere le fasi di concezione e preproduzione dei videogames, necessarie alla realizzazione di prototipi, tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto nella misura del 50% delle spese ammissibili, e per un importo compreso da 10.000 euro a 200.000 euro per singolo prototipo.

I contributi vengono assegnati dietro presentazione di una domanda da parte delle imprese che abbiano i requisiti di ammissione di cui al comma 16. I contributi potranno essere utilizzati esclusivamente al fine della realizzazione di prototipi. L’impresa beneficiaria è tenuta a realizzare il prototipo di videogames entro il termine di 18 mesi dal riconoscimento dell’ammissibilità della domanda da parte del Ministero dello sviluppo economico.

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