Come depositare un brevetto: domanda, requisiti, strategia [Guida]

Depositare un brevetto copertina

Hai avuto un’idea innovativa per una startup o azienda e hai paura che te la rubino?

Depositando un brevetto, puoi tutelare la tua invenzione e garantirti il suo uso esclusivo.

In questo articolo, scopriremo cos’è un brevetto, come si differenzia dal marchio e quali sono i passi da compiere per tutelare le proprie invenzioni.

Iniziamo!

Powered by:

UnoQuattro logo

Uno Quattro Studio Legale è un network professionale di avvocati italiani che prestano assistenza e consulenza legale a favore di Imprenditori, Investitori, Manager e Startupper.

Scopri di più su UnoQuattro cliccando qui.

Cos’è un brevetto

Partiamo dalla definizione di brevetto.

Il brevetto è un atto giuridico che dà al titolare il diritto esclusivo di sfruttare un’invenzione tecnica per un determinato periodo di tempo.

Ed è una tutela legale che offre numerosi vantaggi, soprattutto per alcuni business:

  • protezione dell’innovazione: la possibilità di proteggere la tua invenzione, può darti un vantaggio competitivo e ti consente di sfruttare in esclusiva ciò che hai creato;
  • monetizzazione dell’invenzione: con un brevetto, puoi guadagnare commercializzando il tuo prodotto o stipulando accordi di licenza;
  • tutela legale: un brevetto ti offre una base solida per difendere la tua invenzione da eventuali violazioni o copie non autorizzate;
  • valore aggiunto all’azienda: avere diversi brevetti può aumentare il valore della tua azienda agli occhi degli investitori e potenziali acquirenti.

Avere un brevetto può essere, quindi, un elemento chiave per la crescita della tua azienda.

Tuttavia, ricorda che non tutte le aziende hanno bisogno di brevetti, mentre quasi tutte hanno un marchio.

Qual è, allora, la differenza tra marchio e brevetto?

Vediamola ora.

 

Marchio e brevetto: differenza

Prima di approfondire come registrare un brevetto, è fondamentale accertarsi di aver davvero bisogno di un brevetto.

E di non confondere, invece, la tutela del proprio marchio con la necessità di depositare un brevetto.

Ecco, quindi, la differenza tra marchio e brevetto:

  • Brevetto: un titolo di proprietà industriale che protegge un’invenzione tecnica, garantendo al titolare il diritto esclusivo di sfruttarla;
  • Marchio: un segno distintivo, come un nome o un logo, che identifica un prodotto, un servizio o un’azienda sul mercato. Il marchio è il biglietto da visita di un’impresa; attorno a esso ruotano le attività di marketing su cui costruire l’immagine e la reputazione dell’impresa. È per queste ragioni che le startup dovrebbero lavorare da subito sulla brand identity.

Perciò, se hai un brevetto puoi impedire a chiunque altro di utilizzare il tuo prodotto brevettato.

Mentre, nel secondo caso, il prodotto è sfruttabile a patto di non utilizzare i suoi segni distintivi protetti dalla registrazione del marchio.

Per capire meglio la differenza tra marchio e brevetto, facciamo un esempio pratico.

Immaginiamo di avere un’azienda chiamata CloudTech Solutions che offre un innovativo software di gestione delle risorse umane basato su cloud chiamato HRConnect.

L’azienda vuole proteggere sia il nome del software che le sue funzionalità distintive, quindi:

  • tutela il nome HRConnect registrando un marchio;
  • e protegge la tecnologia del suo software depositando un brevetto.

In questo modo, ha anche il diritto esclusivo di utilizzare e commercializzare l’innovativo software HRConnect.

Se a questo punto pensi ancora di aver bisogno di un brevetto, passiamo all’aspetto successivo.

Vediamo, quindi, quanti tipi di brevetto esistono e come scegliere il più adatto alla propria azienda.

 

Quanti tipi di brevetto ci sono?

Esistono due tipi di brevetto, ciascuno adatto a una determinata categoria di invenzioni.

Ecco una breve spiegazione dei due tipi di brevetto:

  • Brevetto per invenzione: concesso per le invenzioni che rappresentano una soluzione nuova a un problema tecnico. Ha una durata di 20 anni dalla data di deposito della domanda;
  • Brevetto per modello di utilità: concesso senza un esame approfondito e utilizzato per proteggere oggetti che apportano miglioramenti a prodotti esistenti. Ha una durata di 10 anni dalla data di deposito della domanda.

Il primo brevetto riconosce la tutela più ampia al prodotto, mentre il secondo offre una tutela contenuta ma è più semplice da ottenere.

Passiamo ora a una delle domande più gettonate a proposito dei brevetti.

Quali requisiti bisogna rispettare per registrare un brevetto?

Analizziamoli uno alla volta.

 

I requisiti da rispettare per ottenere un brevetto

Per depositare un brevetto e ottenere la sua registrazione, è necessario rispettare alcuni requisiti specifici.

Ecco i 6 requisiti principali che un’invenzione deve rispettare:

  • Novità: non deve essere stata resa accessibile al pubblico prima della data di deposito;
  • Industriale: un’invenzione è industriale se il suo oggetto può essere fabbricato o utilizzato in qualsiasi genere di industria, compresa quella agricola;
  • Inventiva: deve rappresentare un progresso rispetto allo stato della tecnica per una persona esperta del settore;
  • Essere lecita: deve rispettare l’ordine pubblico e il buon senso;
  • Descrizione esaustiva: la domanda di brevetto deve includere una descrizione completa e chiara dell’invenzione, in modo che una persona esperta nel campo possa capire e riprodurre l’invenzione sulla base della descrizione fornita.

Questi sono i requisiti fondamentali per ottenere un brevetto.

Tuttavia, è importante consultare le leggi e i regolamenti del Paese di riferimento per garantire il rispetto di tutti i requisiti necessari.

Inoltre, per assicurarti che non esista un’invenzione simile alla tua, ti consigliamo di effettuare una ricerca sullo stato dell’arte affidandoti ad un professionista.

Lo stato dell’arte comprende tutto ciò che è stato reso pubblico (ovunque nel mondo) con una descrizione scritta o orale, una presentazione su Internet, un uso o qualsiasi altro mezzo, prima della data di deposito o di priorità della domanda di brevetto.

Esistono diversi tipi di ricerche brevettuali, ognuno ha uno scopo diverso e richiede dunque una diversa strategia.

Questo comporta inevitabilmente dei costi che però vale la pena di considerare.

Ora che abbiamo esaminato i requisiti per depositare un brevetto, passiamo alla parte più cruciale.

Quando è il momento giusto per depositare una domanda di brevetto?

Vediamolo adesso.

 

Qual’è il momento giusto per brevettare la propria invenzione?

In generale, brevettare troppo presto – ovvero prima di aver validato il proprio progetto imprenditoriale – vuol dire impegnare risorse in una soluzione ancora ad alto rischio e che potrebbe portare a un nulla di fatto.

In alternativa, si può depositare il brevetto a seguito di una validazione diretta con il mercato.

E ciò porta a due risultati:

  • può aiutare a predisporre meglio la domanda, indirizzandola in modo più preciso sulle esigenze del mercato;
  • però, occorre preservare gli elementi potenzialmente oggetto di tutela brevettuale: svelarli ai potenziali clienti comprometterebbe il requisito di novità, inficiando la loro brevettabilità.

Ad esempio, se partecipi a fiere, startup competition o pitch contest, non dovresti divulgare la soluzione inventiva prima del deposito della domanda di brevetto.

Come fare, allora?

Una possibile strategia potrebbe essere quella di limitarsi a presentare i benefici portati dalla soluzione inventiva senza svelare le informazioni che spieghino il suo funzionamento.

 

Tempistiche del deposito di un brevetto

Una volta inviata la richiesta di deposito di un brevetto, tocca all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi valutare la tua invenzione.

Ecco tutto ciò che succederà:

  1. L’ufficio deve verificare che l’idea sia idonea al deposito, verificando che ci siano tutti i documenti necessari;
  2. Poi, deve controllare che non ci siano già brevetti registrati per lo stesso tipo di invenzione;
  3. A quel punto viene valutato se l’innovazione soddisfa tutti i requisiti;
  4. In seguito, l’ufficio invia al richiedente l’esito della sua domanda di deposito e nel caso in cui essa sia positiva, la pubblicazione avverrà dopo 18 mesi.
  5. Altrimenti il richiedente avrà 60 giorni per fare ricorso alla decisione negativa e recuperare ciò che manca.

Poi, una volta registrato un brevetto, ti interesserà sapere per quanto dura.

Vediamolo ora.

 

Quanto dura un brevetto depositato?

La durata di un brevetto depositato dipende dalla sua tipologia:

  • Brevetto per invenzione: dura 20 anni dalla data di deposito della domanda;
  • Brevetto per modello di utilità: dura 10 anni dalla data di deposito della domanda.

In ogni caso, il brevetto può scadere anche prima, se non si pagano le tasse annuali di mantenimento.

E poi, che succede quando scade il brevetto?

Scopriamo subito la risposta a questa domanda.

 

Si può rinnovare un brevetto?

Per quanto possa sembrare strano, i brevetti non hanno una durata infinita.

Infatti, alla loro scadenza, i brevetti non possono essere rinnovati.

E questo vale per entrambe le tipologie di brevetto.

Ma cosa succede allora dopo la scadenza?

A questo punto, il prodotto diventerà di pubblico dominio e chiunque potrà usarlo.

Sta quindi a te avviare la tua startup o azienda, lanciare la tua idea sul mercato in meno tempo possibile e nel miglior modo possibile, acquisendo nuovi clienti rapidamente.

E passiamo, infine, all’ultima domanda: un brevetto si può invalidare?

Scopriamolo ora.

 

Un brevetto si può invalidare?

, un brevetto si può invalidare con un’azione legale in due casi principali:

  • se l’invenzione era già nota;
  • se il testo che descrive l’innovazione ha delle lacune.

Ecco perché è fondamentale che il testo del brevetto venga redatto da esperti.

A chi rivolgersi per tutelare i propri asset immateriali?

In linea generale, il consiglio è quello di evitare un approccio DIY (do it yourself) e affidarsi a professionisti nello sviluppo e tutela dei propri asset di proprietà intellettuale per:

  • massimizzare il valore della proprietà intellettuale (catturando valore dagli asset);
  • minimizzare il rischio di ledere i diritti di terzi (es. eseguendo adeguate ricerche di anteriorità e prior art);
  • evitare di disperdere risorse su asset impossibili da proteggere o di scarsa importanza strategica per l’azienda.

Una volta codificati gli asset meritevoli di tutela in titoli di proprietà intellettuale (brevetto, marchi, disegni ecc.), ti consigliamo di attivare dei sistemi di monitoraggio sia dei propri asset, sia dei prodotti della concorrenza.

A tale scopo esistono diversi servizi a pagamento, i cui costi variano a seconda della tipologia di sorveglianza.

Se sospetti di aver subito un danno o ci sono rischi in tal senso, rivolgiti immediatamente a un legale.

Se cerchi un supporto professionale per registrare il tuo marchio, UnoQuattro può chiarirti le idee con un primo orientamento gratuito.

L’articolo è concluso.

A presto!

close

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca

search