Design Thinking: definizione, metodologia ed esempi di applicazione

Design Thinking, definizione, metodologia ed esempi di applicazione

Il Design Thinking è un processo che ha diverse applicazioni. Una di queste è la progettazione, realizzazione e distribuzione di prodotti e servizi innovativi.

In questo articolo vedremo come applicare il Design Thinking per sostenere l’innovazione in azienda, partendo dalle basi fino ad arrivare ad esempi e casi studio pratici.

Iniziamo!

Cos’è il Design Thinking?

Cos'è il design thinking

Il Design Thinking è un approccio che consente la risoluzione pratica e creativa dei problemi.

Il significato del termine Design Thinking ha però un’altra origine. Con esso si intendevano i processi cognitivi e pratici con cui un gruppo di designer dava vita ad un nuovo progetto e/o prodotto.

Oggi il termine rappresenta anche una filosofia che vede la nascita di nuovi processi industriali, prodotti o servizi innovativi e nuovi business.

Il Design Thinking quindi ben si presta alla:

  • progettazione e al lancio di startup;
  • formazione;
  • consulenza strategica;
  • innovazione in azienda.

In tutti questi ambiti il Design Thinking si impone come baluardo di una nuova visione che ha il cliente o consumatore come protagonista.

Le grandi aziende e le piccole startup devono individuare i nuovi (o vecchi) problemi che affliggono i loro nuovi (o vecchi) clienti e, partendo proprio da lì, sviluppare nuove soluzioni.

Ma quali sono i reali benefici che il Design Thinking può apportare ad una azienda?

 

I benefici del Design Thinking

Il Design Thinking ha l’obiettivo di sviluppare i processi di innovazione interna a sostegno della Intrapreneurship e suggerendo nuove tecniche di lavoro snello, come il Lean Thinking di Toyota.

Perciò con esso l’organizzazione può:

  • esplorare il potenziale imprenditoriale delle proprie risorse umane;
  • rimanere competitiva e assicurarsi le migliori idee innovative;
  • migliorare la gestione delle risorse umane, assicurandosi talenti più ingaggiati e responsabili del proprio lavoro;
  • non perdersi nuove opportunità di mercato.

Interessante vero? Vediamo ora come funziona il processo di Design Thinking applicato ad un’azienda.

 

Design Thinking: la metodologia spiegata

Il Design Thinking viene descritto dal Hasso Plattner Institute of Design at Stanford come una metodologia composta da 5 passaggi.

Design thinking, la metodologia spiegata

L’ordine con cui il processo viene descritto non è obbligatoriamente lineare.

 

Empatizzare (Empathize)

Nella prima fase del Design Thinking l’azienda compie una ricerca di mercato volta alla scoperta di problemi e/o difficoltà di cui i clienti soffrono.

Si tratta di un passaggio inevitabile in un processo umano-centrico come quello descritto in questo articolo perchè ti permette di partire da ipotesi con un certo livello di fondamenta.

 

Definire (Define)

È il momento di accumulare e confermare le ipotesi evidenziate nella fase precedente.

Nel mondo delle startup questa fase prende il nome di validazione della coppia cliente-problema. Tramite questionari, interviste e ricerche di mercato si cerca di capire se davvero i clienti soffrono di quel problema e stanno cercando una soluzione.

 

Ideare (Ideate)

A questo punto del Design Thinking hai capito che i clienti hanno un problema che attualmente la tua azienda non sta risolvendo.

È ora di trovare nuove idee, ma non a casaccio, piuttosto basandoti sui risultati delle due fasi precedenti. Cosa hai capito parlando con i clienti? Cosa vorrebbero che attualmente manca?

La regola è quella di pensare “outside the box” (fuori dalle mura della comfort-zone) e sfruttare il brainstorming potrebbe essere la soluzione più valida.

 

Prototipare (Prototype)

In questa fase del Design Thinking si eseguono gli esperimenti.

Bisogna creare un prototipo del prodotto o del servizio (per esempio un Minimum Viable Product, uno Smoke Test o semplicemente una Landing Page).

Si tratta quindi di una versione beta scarna che comprende solo la soluzione chiave, escludendo tutte le funzionalità aggiuntive. Questo permette di abbattere notevolmente i costi e le perdite causate da un eventuale fallimento.

 

Testare (Test)

Ora non resta che testare il prototipo che si è realizzato.

Bisogna quindi definire delle metriche da analizzare e gli obiettivi da raggiungere per dire validata l’idea.

In questo caso l’esito potrebbe essere duplice:

  1. l’idea viene validata e si può procedere realizzando un prodotto più completo e con il lancio sul mercato;
  2. l’idea non viene validata e bisogna cambiare qualche ipotesi (fare pivot) oppure abbandonarla.

 

I 4 principi del Design Thinking

Queste 5 fasi devono però essere sempre portate avanti seguendo i 4 principi cardine del Design Thinking.

Eccoli:

  1. The Human Rule: indipendemente dal contesto, tutte le attività svolte dall’azienda devono essere primariamente sociali e rispecchiare il punto di vista “umano”, del cliente.
  2. The Ambiguity Rule: l’ambiguità è inevitabile e non può essere rimossa o trascurata. Ciò comporta la necessità di sperimentare e verificare ogni ipotesi.
  3. The Redesign Rule: mentre le circostanze sociali e le tecnologie cambiano ed evolvono, i bisogni essenziali dell’uomo rimangono gli stessi. Il segreto non sta nel trovare nuovi bisogni da soddisfare ma trovare nuovi soluzioni migliori che soddisfino quelli già esistenti.
  4. The Tangibility Rule: creare prototipi è essenziale per comprendere più efficacemente problematiche e potenzialità di un’idea.

 

Esempi di applicazione del Design Thinking

Esempi di applicazione del design thinking

Per concludere questa guida sul Design Thinking abbiamo selezionato 4 esempi tratti da aziende che hanno applicato questo modello con successo.

 

AirBnB

Partiamo dal primo. Una startup che oggi è un’azienda internazionale leader nel settore travel.

Nel 2009 la società raccoglieva 200 miseri dollari alla settimana di entrate, oggi è uno degli unicorni (società con una valutazione che supera il miliardo di dollari) più famosi al mondo.

Parte di questo successo è dovuto all’implementazione del Design Thinking in ogni processo aziendale.

In particolare AirBnB ha dato molta importanza alla cultura della sperimentazione e hanno trasformato l’errore non più in un qualcosa da evitare ma come una rampa di accesso a nuove idee.

Se vuoi leggere l’intera storia di come AirBnB abbia sfruttato il Design Thinking leggi questo articolo.

 

IBM

IBM non è una startup, anzi è una gigante corporate che comunque ha colto perfettamente i vantaggi del Design Thinking.

Nonostante questo è riuscita a raggiungere uno strepitoso ROI del 301% grazie all’implementazione del modello (ne si parla qui).

Inoltre IBM ha anche reso accessibile a tutti un toolkit dedicato proprio all’implementazione del Design Thinking, contenente anche moduli formativi realizzati anche grazie alla loro esperienza. Scoprilo cliccando qui.

 

Uber Eats

Anche Uber Eats ha costruito parte della sua fortuna grazie al Design Thinking.

Come? Tramite l’empatia, che ricordiamo essere il primo step del processo Design Thinking nella sua interezza.

Per comprendere quali fossero i reali bisogni dei loro clienti e futuri tali si sono immedesimati nella loro condizione e nelle condizioni delle loro città.

Analizzando criticamente le opportunità e le minacce di ogni situazione.

 

Burberry

Il Design Thinking è arrivato ovunque, anche nel mondo del fashion.

Burberry nel 2006 stava crescendo solo del 2% ogni anno.

L’allora nuovo CEO Angel Arhendst si accorge che il problema principale era la mancanza di contatto con i clienti.

In particolare si accorge che il brand non interessava più alla fascia giovane di utenti.

Per questo decide di applicare il Design Thinking per comprendere quali sono i canali e i linguaggi giusti da utilizzare per quella particolare generazione.

Nel 2012, a seguito anche di questa nuova strategia, le entrate di Burberry toccano i 3 miliardi di dollari.

Concludendo, non ci sono dubbi che il Design Thinking possa essere un’opportunità di crescita per qualsiasi azienda di qualsiasi settore.

Sei pronto a coglierla?

A presto.

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