Equity crowdfunding: cos’è, come funziona e 7 piattaforme consigliate

Equity crowdfunding copertina

L’equity crowdfunding è uno strumento finanziario che permette a chiunque di investire in startup o PMI e a qualsiasi imprenditore di raccogliere fondi per il suo progetto.

In questo articolo vediamo cos’è l’equity crowdfunding, come funziona e le migliori piattaforme esistenti.

Partiamo!

 

Cos’è l’equity crowdfunding

L’equity crowdfunding è una forma di finanziamento che consente a una “folla” di persone (crowd) di finanziare (funding) startup e PMI in cambio di quote societarie (equity) tramite portali online autorizzati.

Strumento che in Italia è diventato molto popolare, principalmente per due motivi:

  1. permette a chiunque, anche ai neofiti, di investire piccole somme in progetti imprenditoriali;
  2. concede a qualsiasi startup o PMI di accedere facilmente a finanziamenti.

Basti infatti pensare che dal 01/07/2021 al 30/06/2022 sono stati raccolti circa 430 milioni di euro, con un più 27% rispetto allo stesso periodo precedente.

Ma ciò che rende allettante l’equity crowdfunding non è solo la sua accessibilità.

A differenza infatti degli altri tre tipi di crowdfunding (il donation-based, il reward-based e il social lending), come abbiamo già detto, in cambio dei soldi vengono concesse quote societarie.

Questo rende l’investimento molto più allettante perché potenzialmente molto più redditizio.

La startup su cui si è investito si spera cresca, aumentando di valore e quindi garantendo un ritorno sull’investimento più alto di qualsiasi altro regalo possibile.

E per aumentare ancora di più l’affidabilità di questo processo, si pongono come garante per i progetti le piattaforme di equity crowdfunding. Ma di queste parleremo meglio poco più sotto.

Vediamo prima come funziona nel dettaglio questo strumento.

 

Come funziona l’equity crowdfunding

Abbiamo parlato dell’equity crowdfunding come di un investimento in cambio di quote societarie.

Cosa vuol dire nella pratica?

Significa che se investi tramite equity crowdfunding diventi socio dell’impresa a tutti gli effetti.

E cosa comporta per gli investitori?

Tutto dipende dall’andamento dell’impresa.

Se si investe in un’impresa in grado di crescere velocemente, le quote che si possiedono aumentano di valore e si può decidere di venderle per ricavarne un profitto oppure di incassare i dividendi a fine anno.

D’altra parte, se l’investimento si rivela fallimentare, si rischia di perdere tutto o almeno parte della somma investita.

Morale della favola?

Seppur investire in equity crowdfunding sia accessibile, è comunque un investimento ad alto rischio, perciò è fondamentale analizzare l’impresa molto attentamente.

Ma cosa bisogna fare per partecipare a una campagna di equity crowdfunding?

 

La procedura per fare equity crowdfunding

Sia per gli imprenditori che per gli investitori, l’equity crowdfunding ha una procedura piuttosto semplice e intuitiva.

Per prima cosa, l’imprenditore propone su una piattaforma di equity crowdfunding una raccolta fondi allo scopo di finanziare il suo progetto.

Stabilisce un traguardo monetario minimo da raggiungere, con i successivi step di crescita.

L’obiettivo viene poi suddiviso in quote dal prezzo fisso, che gli investitori possono decidere di acquistare.

Inoltre, l’imprenditore deve scegliere tra due tipi di campagne:

  • all or nothing: in cui, se non si raggiunge l’obiettivo monetario minimo, i capitali vengono restituiti;
  • keep it all: in cui il capitale raccolto viene trattenuto indipendentemente dal raggiungimento dell’obiettivo.

Dopo aver proposto la campagna, la piattaforma valuta la potenzialità del progetto sulla base dei dati forniti dall’imprenditore. Se l’idea viene ritenuta convincente, la campagna viene pubblicata sul sito.

Gli investitori interessati possono consultare sulla piattaforma varie informazioni, tra cui la presentazione del progetto, il business model e il team dell’impresa. Sulla base di queste informazioni, gli investitori possono decidere se ritengono il progetto valido e intendono finanziarlo.

In ogni caso, le piattaforme non sono tutte uguali: possono offrire diverse tipologie di progetti e condizioni.

Per non parlare del fatto che alcune hanno un rendimento migliore sia per gli investitori, che per gli imprenditori.

Vediamole subito.

 

Le migliori piattaforme di equity crowdfunding

Piattaforme equity crowdfunding

In linea con la continua crescita del settore, negli anni sono nate diverse piattaforme che permettono di fare equity crowdfunding.

Fra tutte le piattaforme presenti, consigliamo queste:

  • Crowdfundme: è la principale piattaforma in Italia e la prima a essere quotata in borsa. In base ai dati del 30 giugno 2022, ha raccolto un totale di 71,09 milioni di euro e ha pubblicato 192 campagne in assoluto. Il tasso di successo delle campagne è dell’85,42%;
  • Mamacrowd: è la piattaforma che ha raccolto più capitale nel 2022, con 83,61 milioni effettivi al 30 giugno. Sul sito sono state pubblicate 177 campagne totali, con un tasso di successo del 71,19%;
  • Walliance: è la piattaforma più importante del settore immobiliare che al 30 giugno 2022 aveva raccolto 68,46 milioni di euro, con 40 campagne totali e un tasso di successo del 27,50%;
  • 200Crowd: è una valida alternativa alle piattaforme di equity crowdfunding più conosciute. Ha raccolto oltre 20 milioni di euro di capitale, grazie a più di 50 campagne totali;
  • WeAreStarting: è una piattaforma tutta italiana, che vanta 52 campagne in tutto, di cui 49 concluse.
  • Crowdinvest Italia: è una piccola piattaforma nata da pochi anni, con 6 campagne, di cui 4 concluse in overfunding;

Considerando i recenti sviluppi ambientali, consigliamo anche Opstart: la prima piattaforma italiana specializzata in investimenti innovativi e sostenibili.

Scegliere la piattaforma giusta resta un passo importante per imprese e investitori.

Tuttavia, è necessario andare oltre e capire se un investimento del genere fa al caso tuo.

Come fare questa valutazione?

Il primo passo è analizzare il mercato dell’equity crowdfunding, per capire la potenzialità del settore e quantificare il possibile guadagno consentito da questo tipo di investimento.

Scopriamo ora com’è cambiato il mercato nel corso del tempo e quali sono i dati del 2022.

 

Il mercato dell’equity crowdfunding in Italia

Equity crowdfunding idea

Nonostante in Italia l’equity crowdfunding sia regolamentato dal 2012, la vera crescita del settore è iniziata nel 2016, grazie a una rapida espansione del mercato.

Da allora, i capitali raccolti sono cresciuti con costanza:

  • 11,7 milioni di euro nel 2017;
  • 36 milioni nel 2018;
  • 65,5 milioni nel 2019;
  • 103 milioni di euro nel 2020, nonostante la pandemia;
  • 130 milioni di euro nel 2021.

Numeri che, in base ai dati aggiornati al 30 giugno 2022 del 7° Report italiano sul Crowdinvesting degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, continuano a crescere.

Al netto però del numero di soldi raccolti, sono anche altri i traguardi raggiunti dall’equity crowdfunding:

  1. 51 portali di equity crowdfunding autorizzati da Consob;
  2. 219 campagne organizzate negli ultimi 12 mesi da 215 imprese;
  3. 88,9% è il tasso di successo delle campagne rilevato nei primi 6 mesi del 2022 (in crescita rispetto al 2014 che era 79,3%);
  4. il 56% delle imprese che nel 2022 hanno avviato campagne di equity crowdfunding sono startup innovative, il 16% PMI innovative e la restante parte PMI.

È perciò scontato che di fronte a uno strumento così in forte crescita sia necessario che il governo Italiano e l’Unione Europea normino l’utilizzo dell’equity crowdfunding.

Ed è proprio quello che vedremo ora.

 

Le normative in Italia e in Europa

L’Italia è stato il primo paese dell’Unione europea a regolamentare l’equity crowdfunding, con l’entrata in vigore del Decreto crescita bis (D.L. 179/2012).

Questo provvedimento ha demandato alla CONSOB l’adozione di una disciplina specifica in materia di “Raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali online“.

A partire dal 2013, le piattaforme intermediarie devono essere autorizzate dalla Consob e rientrano fiscalmente nella sollecitazione al pubblico risparmio.

All’inizio la raccolta di capitale era consentita solamente alle startup innovative. Con il Decreto Legge n.3 del 24 Gennaio 2015 questa possibilità è stata estesa alle PMI innovative e con il Decreto Legge n.50 del 24 aprile 2017 a tutte le PMI.

Un’altra novità interessante anche per l’Italia è l’entrata in vigore del nuovo Regolamento UE 2020/1503 il 10 novembre 2021.

Questo Regolamento riguarda i fornitori europei di servizi di crowdfunding per le imprese e consente l’equity crowdfunding transfrontaliero.

In base al Regolamento, entro il 10 novembre 2023 le piattaforme devono ottenere l’autorizzazione per continuare a operare nell’UE.

L’Italia non ha ancora nominato l’Autorità competente per definire le modalità di attuazione del regolamento, ma sicuramente questa novità darà un impulso ancora maggiore alla crescita dell’equity crowdfunding e dell’imprenditoria italiana.

In ogni caso, prima di compiere una scelta simile, è importante ricordare che investire in progetti imprenditoriali comporta molti vantaggi, ma anche vari rischi.

 

Rischi e vantaggi dell’equity crowdfunding

Per gli investitori, il rischio principale dell’equity crowdfunding è l’illiquidità. Anche i progetti con più potenziale potrebbero rivelarsi fallimentari e in questo caso gli investitori rischiano di perdere l’intero capitale investito.

Un altro rischio è legato alla mancanza iniziale di dividendi, dovuta all’assenza di utili nella prima fase di vita dell’impresa.

Questi rischi sono ripagati da alcuni vantaggi, come la presenza di sgravi fiscali e la possibilità di fare investimenti senza intermediari e di poter diversificare gli investimenti.

Invece, per gli imprenditori, l’unico rischio consiste nel non riuscire a raggiungere la somma prefissata e dover quindi restituire il denaro raccolto (nel caso delle campagne “all or nothing”).

Tra i vantaggi, c’è la possibilità di raccogliere un’ingente somma di denaro in modo semplice e veloce. Inoltre, è una forma di finanziamento molto più conveniente, perché viene ceduta una percentuale minore della società.

Siamo giunti al termine di questo articolo.

Speriamo ti sia stato utile!

Se vuoi approfondire l’equity crowdfunding e le altre possibili fonti di finanziamento per la tua impresa, scarica la guida gratuita.

Troverai anche molti link a risorse utili per aiutarti nella scelta del metodo di finanziamento più adatto alle tue esigenze.

Grazie per l’attenzione.

A presto.

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