Finanziamenti Europei a startup e PMI: quali sono e come richiedere i fondi

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Finanziamenti Europei a startup e PMI

I fondi e i finanziamenti europei sono una grande opportunità per startup, aziende ed enti dei 27 paesi europei.

Attraverso questi fondi, un totale di 960 miliardi di € stanziati nel settennio 2014-2020 per favorire la crescita e la coesione dei paesi Membri, l’UE finanzia Investimenti imprenditoriali, infrastrutture, ricerca, Azioni ad impatto ambientale e sociale.

L’Italia, in particolare, è il secondo beneficiario in Europa dei fondi strutturali EU (oltre 10 miliardi di € l’anno + altrettanti provenienti dalle risorse di co-finanziamento nazionali) e può accedere ai fondi direttamente gestiti dalla Commissione Europea.

I fondi europei 2014-2020 vengono distribuiti in base agli obiettivi della strategia “EUROPA 2020”, che sostiene una specifica politica di coesione economica e sociale volta ad eliminare il divario tra le diverse regioni o categorie sociali, quindi tra gli Stati più ricchi e quelli meno avvantaggiati.

 

 

I programmi finanziati dal bilancio EU si traducono in benefici per imprese, enti pubblici e privati che includono:

  • Finanziamento a fondo perduto di progetti infrastrutturali e di investimento
  • Prestiti a tasso agevolato
  • Servizi e strumenti gratuiti per lo sviluppo e l’interconnessione delle imprese
  • Azioni di policy making

A questi si aggiungono gli appalti europei, ovvero i bandi di gara per le forniture di prodotti e servizi alle istituzioni comunitarie.

 

Tipi di finanziamenti europei

I programmi di co-finanziamento disponibili si dividono in due categorie:

  • Fondi diretti: sono programmi di co-finanziamento gestiti dalla Commissione Europea, aperti a beneficiari provenienti da tutti gli stati membri.
  • Fondi strutturali: sono programmi finanziati dalla Commissione ma gestiti a livello locale dalle istituzioni nazionali, aperti solo a beneficiari operanti nello stato o nella regione che gestisce il programma.

 

Fondi diretti

Alcuni dei programmi comunitari più noti, che probabilmente avrete già sentito nominare, sono:

Fondi indiretti

Sono rappresentati dai cosiddetti fondi strutturali e di investimento anche detti fondi SIE. I fondi indiretti sono finanziati dalla Commissione Europea ma sono gestiti dalle autorità locali nazionali, come i ministeri (e si parlerà di PON-Programma Operativo Nazionale), o regionali (e si parlerà di POR-Programma Operativo Regionale).

Chi può accedere ai finanziamenti europei

I finanziamenti europei sono aiuti economici per i cittadini UE, quindi anche imprese, startup innovative, PMI, enti locali e regionali, amministrazioni centrali e organizzazioni no profit. Ogni programma finanziario applica criteri di ammissibilità differenti.

I settori privilegiati sono quelli innovativi nel campo dell’informatica, della produzione di energie alternative, dell’innovazione tecnologica nei processi produttivi e dell’approccio a importanti tematiche sociali.

Tuttavia, soprattutto i programmi finanziati dai fondi strutturali, finanziano iniziative in settori più tradizionali quali: avvio di PMI, investimenti produttivi, acquisto di autoveicoli per il trasporto merci, turismo, formazione e inclusione lavorativa.

 

Come ottenere i finanziamenti europei

Come si presenta la domanda di finanziamento? I fondi europei vengono assegnati tramite bandi pubblici; per rispondere a un bando i potenziali beneficiari devono presentare una proposta progettuale, che verrà valutata dall’ente concedente ed inserita (se ammissibile a livello formale) in una graduatoria, in base alla quale verranno distribuiti i fondi disponibili.

Le graduatorie possono essere di due tipi:

  • a sportello: i progetti formalmente ammissibili sono finanziati in base all’ordine cronologico di presentazione della domanda
  • di merito: ai progetti viene assegnato un punteggio in base ai criteri stabiliti dal bando, e sono finanziati quelli con il punteggio più alto fino ad esaurimento delle risorse stanziate.

Ogni programma finanziario prevede diversi criteri di ammissibilità, budget e spese ammissibili, a seconda del settori interessati e del numero di proposte.

 

La presentazione di un progetto di finanziamento in 7 passi:

  1. Mappare gli investimenti e la necessità di capitale da richiedere
  2. Individuare le call for proposal in linea con gli investimenti da operare
  3. Ricercare i partner di progetto se previsto dalla call.
  4. Leggere i criteri di ammissione e i requisiti richiesti dalla call.
  5. Registrare, se richiesto, l’azienda o l’organizzazione richiedente sul portale della Commissione Europea, della regione o del ministero (ente erogatore).
  6. Preparare la proposta progettuale e la documentazione amministrativa richiesta dalla call
  7. Presentare la proposta completa di documentazione amministrativa entro i termini di scadenza della call.

 

Per quelle aziende che si affacciano per la prima volta al mondo dei finanziamenti UE, è necessario individuare i bandi più coerenti con gli investimenti previsti e con maggiore possibilità di successo, un lavoro che può richiedere tempo (da qualche mese a un anno). La gestione della parte burocratica e amministrativa, in base al bando selezionato, può essere più o meno complessa, e quasi sempre conviene affidarsi al supporto di un professionista esperto per comprenderne i meccanismi.

Un’opportunità spesso sprecata

L’opportunità rappresentata dai finanziamenti europei viene spesso sottovalutata dalle imprese italiane, soprattutto dalle startup. Questo per via di alcune mancanze organizzative-burocratiche nel processo di programmazione messo in atto dagli enti preposti, e per la ridotta dimensione delle aziende dell’ecosistema italiano, generalmente composto in maggioranza da piccole imprese con basso grado di strutturazione.

 

 

Quando i fondi vengono gestiti a livello nazionale, non sempre la programmazione è tempestiva: la “regola dell’N+3” per i fondi strutturali prevede il disimpegno automatico delle somme la cui spesa non viene certificata entro tre anni dall’anno d’impegno; somme che in quel caso tornano a Bruxelles.

Regioni e ministeri italiani rischiano spesso di perdere molti dei fondi allocati dalla CE per via di questa regola: a fine 2018 era «a rischio quasi un miliardo e mezzo di euro». Di questi, più di un terzo (534 milioni) in una sola regione, la Sicilia, e si è dovuto ricorrere a misure straordinarie per spendere quanti più fondi possibili nell’ultimo semestre dell’anno.

L’ottenimento dei fondi è poi legato a procedure burocratiche e presentazione di documentazione niente affatto semplici, che se da un lato scoraggiano aziende estere dal beneficiare dei fondi SIE per investire in Italia, dall’altro allontanano molte PMI, che non dispongono di personale dedicato, da questa opportunità. Il tipo di bandi emanati e di investimenti finanziati spesso sono restrittivi, e si rivolgono a settori e ad interventi specifici stabiliti in base alle priorità di sviluppo definite a livello politico.

Inoltre, è molto importante sottolineare che i fondi europei raramente finanziano il 100% dei costi del progetto. Quindi, saranno escluse le realtà che non detengono la capacità economica sufficiente per poter sostenere le spese non finanziate (in genere dal 20 al 50%).

 

Oltre alla elevata burocrazia e alla mancanza di sufficienti informazioni, i fattori che scoraggiano molte PMI e startup italiane dall’usufruire dei fondi europei sono:

  • nel caso dei fondi diretti, la difficoltà a reperire partner internazionali e alla comunicazione con le istituzioni comunitarie
  • una certa diffidenza verso l’Europa e verso l’external funding in generale
  • la mancanza di liquidità per gestire il progetto e coprire la quota di autofinanziamento
  • la mancanza di personale dedicato alla gestione dei progetti

La necessità di un giusto approccio

La mia esperienza nell’ambito della consulenza dimostra l’importanza di questa fonte di finanziamento, soprattutto per le PMI e per le startup: nel corso degli anni, oltre a ricevere molteplici finanziamenti per le mie stesse aziende, ho aiutato decine di e imprese e startup a ricevere contributi a fondo perduto nei settori più disparati.

Qualsiasi tipo di azienda, con un’adeguata pianificazione, può ottenere finanziamenti per più progetti di investimento nel corso di ogni ciclo di programmazione; per questo è importante un approccio sistematico che permetta di individuare ciclicamente le opportunità disponibili, e beneficiare di nuovi contributi ogni anno.

Per diverse aziende infatti, è stato possibile ottenere finanziamenti sostanziosi a copertura di tutto il piano di investimenti a 4-5 anni; molte volte invece, soprattutto per le PMI, è necessario percorrere diverse opportunità, fino a raggiungere una copertura tra i 15 e i 150’000 € ogni anno per mezzo di diversi bandi regionali / nazionali / comunitari.

Questo articolo è stato scritto per Startup Geeks da Niccolò Ferroni. Per maggiori informazioni o per una prima consulenza potete contattare il suo studio all’indirizzo [email protected]

 

Articolo caricato su WordPress da Alessio Battaglino.

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