Foodiestrip: la social food app contro le fake review

 In Intervista alla startup
foodiestrip startup italiana

Oggi abbiamo il piacere di intervista Fabrizio Doremi, CEO & Founder della startup italiana Foodiestrip.

Scopriamo insieme di cosa si tratta, iniziamo!

Ciao Fabrizio, raccontaci un pò di Foodiestrip: cosa fa? Come funziona?

Ciao a tutti!

Foodiestrip è un’app disponibile sia su Google Play che su App Store.

Cosa facciamo? Abbiamo associato le funzioni social (che stanno aumentando un po’ alla volta: l’ultima novità è l’accesso con le credenziali facebook) a una guida che certifica la presenza di un cliente all’interno di un locale per un determinato periodo di tempo.

Quest’ultimo processo è fatto per mezzo di un check-in brevettato: il cliente viene geolocalizzato e attiva il check-in, la cui durata è basata sulla categoria del locale (in un bar si rimane cinque minuti per un caffè, in un ristorante anche ore).

Una parentesi sulle categorie è d’obbligo: nelle altre piattaforme, i bar di quartiere concorrono con i ristoranti gourmet per laurearsi “migliori ristoranti della città di…”. Ciò dà vita a un meccanismo che crea false recensioni (intorno al 35% del totale secondo le ricerche) e attiva dinamiche mercenarie e ai limiti della legalità.

FOODIESTRIP non ha classifiche, ma attraverso il machine learning l’app impara dalle risposte che l’utente dà ai questionari.

Il cliente ha poco spazio per scrivere, e deve invece rispondere a un questionario a risposta chiusa, che valuta l’attività nel merito (servizio, menu, location, qualità/prezzo).

I ristoratori, quindi, non dovranno subire l’arbitrarietà di chi commenta tutto tranne che l’esperienza vissuta, e anzi potranno usufruire di tutti i dati che l’app accumula tramite gli spostamenti fisici della community (in linea con il GDPR) e le risposte alle recensioni.

n.d.r: qui i link se volete scaricare l’app!

 

Ed ecco un esempio di esperienza Foodiestrip:

Interessante. Come è nata l’idea?

L’idea di creare un’app che combattesse le false recensioni è nata anni fa, quando curavamo il lato digitale di una delle maggiori guide culinarie italiane e del mondo: Gambero Rosso.

Ci chiedemmo perché le piattaforme di review non avessero ancora realizzato un sistema per combattere il fake, e proponemmo alla proprietà della guida di supportare un progetto digitale, per amplificare l’autorevolezza della pubblicazione cartacea grazie alle potenzialità del web.

Da qui è nata FOODIESTRIP. Abbiamo studiato il mercato (e quindi le piattaforme già esistenti di review) e abbiamo formulato una proposta che andasse a colmare le lacune esistenti. Fake reviews in primis.

Come?

Cercando di eliminare l’anonimato e autoresponsabilizzando i Foodies (clienti).

L’obiettivo finale è mettere pace tra chi fa le review e i ristoratori, ormai messi sotto scacco da meccanismi poco trasparenti, talvolta al limite del ricatto. Che non fanno bene a nessuno. Né agli esercenti che si trovano troppo spesso denigrati senza motivi oggettivi, né ai Foodies che perdono fiducia nei confronti delle review e tanto meno alle piattaforme stesse che perdono affidabilità.

Per questo abbiamo accolto con estremo favore sentenze come quella di Lecce e ci auguriamo che possano invertire la tendenza.

Ad oggi quali sono i vostri numeri?

Attiva in tutto il mondo, oggi Foodiestrip conta 640.000 locali censiti per 7.230 attività certificate da 6.900 foodies attivi settimanalmente.

Sono 31.000, invece, le installazioni dell’app.

Utilizzate il digital marketing per trovare nuovi utenti?

Si, abbiamo utilizzato quasi tutte le tecniche a disposizione.

Un esempio? Prendiamo il blog, che è chiaramente costruito in ottica SEO. Da quel punto di vista lo cura un webmaster (nostri sono i contenuti e la linea editoriale, poiché non rinunciamo alla qualità anche se, ad esempio, una ricetta funziona molto meglio di una ricerca storica sulla nascita del ristorante moderno).

È importante, infine, che si capisca una cosa: anche per noi che lo facciamo di mestiere (io personalmente sono un grande appassionato e mi occupo di SEM e di Google Ads in particolare) non è possibile sapere tutto e stare al passo con tutte le tecnologie e le tecniche. Figurarsi per un ristoratore che, di base, non ha nemmeno tempo di stare con la famiglia.

Eppure, il digitale è fondamentale, molto più importante che qualsiasi altra forma di pubblicità. Avete presente il passaparola di una volta, quello fatto al bar tra amici? Ecco, immaginate un bar di milioni di persone: questo è internet. A questo servono le recensioni e questa è la famosa web reputation. I ristoratori faticano a comprenderlo ma il mercato e la cultura stanno evolvendo.

Anche in questo caso state cercando di aiutare i ristoratori vero?

Si abbiamo lanciato dei pacchetti di servizi digital.

I servizi sono vere e proprie consulenze per i ristoratori: cureremo per loro il marketing digitale e le pagine facebook, costruiremo automaticamente il sito con i dati inseriti quando richiederanno la gestione della pagina (basta una mail e un numero di telefono, poi saremo noi a ricontattarli per verificarne l’identità) ecc.

Grazie Fabrizio e in bocca al lupo per quest’avventura!

Alla prossima startup!

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