GenomeUp: la startup che studia il DNA con l’intelligenza artificiale

 In Intervista alla startup
genomeup intervista startup italiana

Oggi abbiamo il piacere di presentarvi Simone Gardini, CEO e Co-founder di Genomeup che ci racconterà un’innovazione in campo medico.

Ciao Simone, benvenuto nel nostro blog, iniziamo!

Raccontaci un po’ della vostra startup: cosa fate? a chi vi rivolgete? che problema volete risolvere?

Grazie, è un piacere essere qui con voi.

La nostra startup, GenomeUp, risponde ad un’esigenza concreta: risolvere ed automatizzare il processo di analisi genetica che, oggi, richiede tempi e conoscenze spesso non disponibili.

I laboratori e gli ospedali, infatti, sono in possesso di un’enorme quantità di dati ricavati dal DNA dei loro pazienti, la cui interpretazione può essere estremamente lunga e complessa.
Per questo, ci rivolgiamo a medici e specialisti che hanno bisogno di uno strumento per comprendere questa enorme mole di dati, che gli consenta di trovare la soluzione più efficace per il paziente.

La nostra piattaforma aiuta ospedali e centri di ricerca nell’interpretazione dei risultati prodotti dall’analisi genetica, a partire dai dati del sequenziamento del DNA. Questi dati vengono caricati sul software che, in sole 24 ore, restituisce un report clinico dettagliato, a supporto della decisione clinica, aiutando il medico nella comprensione del quadro genetico del paziente, nella definizione di una diagnosi e nella prescrizione della terapia più adatta.

Il nostro obiettivo è aiutare a gestire, organizzare ed analizzare i dati dei pazienti, tramite la nostra piattaforma e la nostra Intelligenza Artificiale (A.I.), per curare i malati rari di origine gentica per cui spesso non esiste una terapia. In futuro potrà essere utilizzata per altri scopi come la prevenzione, la ricerca delle predisposizioni genetiche e la farmacogenomica.

Come è nata l’idea? vi siete ispirati a qualcosa di esistente, o da un vostro bisogno, o altro…?

GenomeUp è stata fondata nel Marzo 2017.

L’idea di base è l’unicità di ogni individuo: il DNA di ognuno di noi è la nostra “carta d’identità genetica”, non ne esiste uno uguale ad un altro. Tutto ciò, ovviamente, gioca un ruolo fondamentale nella ricerca della diagnosi e della terapia.

La medicina del futuro, infatti, prevederà trattamenti “su misura” per ogni paziente, proprio sulla base dei loro geni: ed è proprio in questo contesto, la “medicina personalizzata”, che ci inseriamo noi.
L’A.I. viene sempre più impiegata a questo scopo e ha raggiunto un rapporto quasi simbiotico con la genomica, per cui crediamo che possa essere utilizzata sia per velocizzare il processo decisionale che per migliorare la qualità dell’analisi genetica e di conseguenza la vita dei pazienti.

Il sistema è nato all’ Università di Siena durante il mio dottorato. L’ospedale Bambino Gesù ci richiedeva delle analisi approfondite su molti casi. Insieme al mio Professore Neri Niccolai, abbiamo pensato di automatizzare il sistema di analisi per accelerare i risultati. Siamo stati aiutati dal Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione e Scienze Matematiche di Siena, con l’aiuto della Professoressa Monica Bianchini, per lo sviluppo della prima versione di A.I..
In seguito insieme ai miei soci, in particolare Alessandro Rossi, abbiamo pensato di sviluppare un prodotto di medicina di precisione con alla base la mia A.I.. Siamo stati subito selezionati da quello che a mio parere è il primo acceleratore d’Italia, LuissEnlabs, e premiati al DemoDay dal fondo LVenture Group e Business Angels.

Qui una foto del team:

genomeup team

Come utilizzate il digital marketing nella vostra attività? quali strumenti usate e con che obiettivo?

Nel nostro sito abbiamo una sezione blog, nel quale pubblichiamo articoli divulgativi a tema scientifico-medico che affrontano tematiche inerenti alla nostra attività, come le malattie rare, l’applicazione dell’Intelligenza Artificiale nell’healthcare e i segreti del nostro DNA, per renderle accessibili e comprensibili a tutti. Utilizziamo il SEO, a questo proposito, per farci trovare su Google.
Poi, siamo attivi sui social media, Facebook, Linkedin e Twitter, che utilizziamo per annunciare le nostre novità, gli eventi ai quali partecipiamo e per condividere notizie dal mondo della scienza e nuove scoperte sui temi che ci stanno più a cuore, come le malattie ereditarie, la ricerca farmaceutica e la lotta contro il cancro, con l’obiettivo di sensibilizzare il nostro pubblico social.
La nostra CMO Sara Suraci si occupa della gestione dei canali social e della redazione degli articoli sul blog.

Quali sono i vostri obiettivi per il futuro? Vi focalizzerete sull’Italia o pensate di espandervi all’estero?

Per il futuro miriamo a cercare di estendere la nostra analisi a quanti più pazienti possibili, proprio perché teniamo alla salute di tutti coloro che si battono ogni giorno contro le malattie rare, per molte delle quali, purtroppo, non è stato trovato ancora un “nome” e quindi una cura.
Considerando che la stragrande maggioranza di questi malati sono bambini, siamo molto sensibili sul tema.

Vorremmo entrare anche nel campo della farmacogenomica, per aiutare i pazienti a trovare i farmaci che meglio si adattano al loro DNA.

Infine, cercheremo di lavorare prima sul mercato italiano e poi, nel corso del tempo, estenderci anche ad ospedali e laboratori all’estero.

Quali sono le complessità aggiuntive di fondare una startup in ambito medico?

Tutti possono fondare una startup, ma la vera sfida in Italia è trasformare una startup in un’azienda. E questo vale per tutte le startup, non solo quelle che operano in campo sanitario.

La sanità in Italia è pubblica. Per un verso è un bene, tutti possiamo accedere gratuitamente alle cure, dall’altro per una startup come la nostra scalare il mercato è una sfida epica. In questo settore ci sono Big Company attraverso la loro potenza monetaria riescono a superare molti ostacoli. Noi nel nostro piccolo lo possiamo fare con l’innovazione, quindi far capire bene a medici, istituzioni e associazioni dei pazienti il valore che portiamo a tutta la filiera in termini di costi, tempi e qualità della vita.

Per noi è fondamentale accrescere la consapevolezza e il coinvolgimento attivo dei pazienti nei percorsi terapeutici, cosa non sempre facile quando si introducono cambiamenti radicali, come l’applicazione dell’A.I. in medicina, che riguardano da vicino la salute delle persone.

La nostra mission è aiutare i pazienti o le persone che ancora non sanno di avere una malattia rara di origine genetica a ricevere risposte in meno di 24h.

Grazie Simone, bellissimo progetto. In bocca al lupo!

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