Intervista a Emanuele Diomande, fondatore di Lace It App (Startup Fashion Tech)

Intervista a Emanuele Diomande di Lace It App

Abbiamo intervistato Emanuele Diomande, co-founder di LACE IT APP, l’applicazione mobile che ti permette di ricercare e acquistare più facilmente sneakers online.

In questa intervista, Emanuele ci racconta un po’ del suo percorso imprenditoriale, i suoi milestone principali e di come il nostro percorso d’incubazione, lo Startup Builder, l’abbia aiutato col suo progetto.

Non conosci lo Startup Builder? È il nostro incubatore online per le startup in fase di validazione. Cosa significa? Significa che se hai un’idea e vuoi trasformarla in un business ti aiutiamo a farlo in 12 settimane. Clicca qui per scoprire di più.

Per sapere questo e tanto altro, ecco qui l’intervista. Buona lettura!

Cosa ti ha spinto a fondare una startup?

Ciò che ci ha spinto a fare startup è il nostro sogno di lavorare per qualcosa che ci rappresenti pienamente, secondo i nostri principi e la nostra visione di poter apportare realmente un valore aggiunto di fronte ad un mercato che rispecchia anche le nostre passioni.

Non è un caso che le nostre esperienze professionali abbiano da sempre espresso questa nostra volontà di unire lavoro e passione: il fatto poi di aver trovato un problema all’interno di un ecosistema in cui noi in primis cercavamo una soluzione da appassionati, è stata la miccia scatenante.

All’inizio sembrava tutto un’utopia non avendo la benché minima idea di cosa voglia dire fare startup, ma poi, metabolizzando pian piano, ci siamo sentiti in obbligo di dover almeno tentare e ci siamo detti: “Perché non provarci? Da quello che conosciamo di questo mondo e degli appassionati di sneakers come noi, potrebbe essere qualcosa di davvero utile!”

 

Quali sono state le maggiori sfide affrontate con Lace It App?

La maggior difficoltà affrontata sino ad ora è stata non sapere inizialmente come orientarsi nel mondo startup, non conoscendo quali fossero gli step da eseguire passo dopo passo. Ne parlavano in molti, c’erano molti materiali in giro sull’argomento, ma risultavano per noi poco pragmatici per trasformare la teoria in vere e proprie azioni da compiere ogni giorno.

Ci siamo infatti trovati molto spesso a dover affrontare problemi senza nemmeno sapere dover iniziare a cercare o a trovarci in momenti in cui non sapevamo esattamente cosa fare per andare avanti rispetto allo stadio in cui ci trovavamo.

Un’altra delle maggiori difficoltà che abbiamo affrontato è stata di essere tra le tantissime startup a non avere soci sviluppatori.

Da lì sono sorti un sacco di dubbi e quesiti: dal cercare direttamente una figura che fosse competente e adatta al team, oltre che ad essere abbastanza motivata da investire soldi per un’idea embrionale ad altissimo tasso di rischio, fino a dover selezionare il partner tecnologico giusto disposto a venire incontro alle nostre richieste e possibilità economiche, riscontrando non poche difficoltà data la complessità del mondo coding e della piattaforma che volevamo implementare, in aggiunta poi all’elevata asimmetria informativa che c’era tra noi e loro.

 

Qual è stata la tua più grande soddisfazione finora?

La nostra più grande soddisfazione è essere arrivati oggi a pochi mesi dal lancio del nostro primo prodotto, frutto di una visione che abbiamo sempre avuto in testa per anni e che molto spesso abbiamo pensato fosse quasi impossibile da implementare nel mondo reale.

Abbiamo affrontato tante difficoltà, fatto i conti con i nostri limiti e fallito già un paio di volte, ma ci siamo sempre rialzati, cercando di imparare dai nostri errori e di crescere attraverso la continua formazione, arrivando a questo momento che abbiamo sempre sognato nella nostra testa.

Siamo ancora agli inizi, ma tutto ciò che abbiamo passato ci fa pensare a cosa possiamo ancora fare per mezzo di questo approccio contenente un’insaziabile voglia di migliorare sempre più!

 

Potresti elencare gli step principali del tuo percorso ad oggi?

L’idea primordiale è nata nel lontano 2018, tentando diversi approcci anche con incubatori dell’ecosistema, ma senza buoni risultati e con ritmi molto altalenanti e poco produttivi.

Ci siamo fatti un esame di coscienza, prendendoci il 100% delle responsabilità degli errori commessi data la nostra mancanza di esperienza e di disciplina, pur denotando però un ecosistema italiano non ancora pronto a formare e ad accogliere startupper alle primissime armi, come in altri paesi europei e d’oltreoceano.

Tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020 abbiamo ritrovato le motivazioni che ci hanno spinto una volta per tutte a focalizzare tutte le nostre energie verso LACE IT APP, susseguito poi dall’incontro con Startup Geeks e dell’opportunità del Builder, strutturandoci come si deve e riuscendo a delineare una timeline chiara delle azioni da fare e degli obiettivi da perseguire.

Proprio da lì abbiamo iniziato tutto il processo di validazione e ad apparire sui canali social, facendoci conoscere ed apprendendo sempre più sulla nostra nicchia, iniziando a lavorare concretamente su un prodotto che rispecchiasse il più possibile le loro richieste.

Tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, dopo il Pitch Day avvenuto con il Builder, abbiamo avuto alcuni rallentamenti dovuto a incidenti di percorso ed incertezze operative, ma oramai la nostra vision era molto chiara ed eravamo più che sicuri di poter trovare le giuste soluzioni per poter procedere, nonostante tutto.

Detto questo, giusto qualche giorno fa ci siamo costituiti. Il prodotto è finalmente in produzione ed è in stato avanzato, prevedendo l’atteso debutto sul mercato nel giro di pochi mesi, desiderosi di raggiungere il nostro market fit. Oltretutto, le conversazioni, sia lato B2C che lato B2B stanno procedendo positivamente, avendo già un pubblico curioso del nostro lancio!

 

Un consiglio da dare agli aspiranti startupper?

Ciò che consigliamo agli aspiranti startupper è di formarsi costantemente e di essere infinitamente curiosi nel reperire nuove informazioni che stimolino sempre nuove idee e soluzioni, e che permettano di avere sempre un’occhio di riguardo sui tantissimi aspetti da tenere in considerazione per la propria startup, anche quelli più noiosi che ci piacciono di meno.

La formazione aiuta a gestire i momenti di perenne incertezza e dà la sicurezza per il secondo consiglio che voglio dare: essere pronti a rischiare. Bisogna mettere in conto di rischiare di investire tantissimo tempo e denaro per un qualcosa che potrebbe facilmente non realizzarsi: ciò che abbiamo capito è che il rischio e il coraggio di metterci la faccia e i soldi premiano, soprattutto agli occhi degli investitori. Ciò che è certo, è che senza questi due fattori non si può andare molto lontano.

 

Descrivi la tua startup in una frase

LACE IT APP è il marketplace di sneakers che ti permette di trovare e acquistare sneakers in modo semplice, mettendo a contatto in modo aggregato e diretto, piccoli e medi negozianti di sneakers e utenti appassionati.

 

Come ti ha aiutato lo Startup Builder e a chi lo consiglieresti?

Il Builder per noi è stata la svolta: era ormai da tempo che lavoravamo alla nostra idea, sbagliando spesso e trovando comunque la motivazione di andare avanti, ma eravamo consci di non avere una strategia e una roadmap chiara delle azioni da fare correttamente per passare agli step successivi.

Il Builder ci ha dato le risorse per riordinare ed assemblare i pezzi che avevamo già racimolato ma che non sapevamo mettere insieme nel modo corretto, dandoci un’importante bussola per orientarci e capire che approccio avere per reperire gli strumenti che ancora ci mancavano e che ci permetteranno di diventare sempre più preparati per il successo di LACE IT APP.

Le cose sono cambiate da quando abbiamo conosciuto Startup Geeks e il Builder.

Siamo riusciti, infatti, per mezzo dell’ecosistema che stavano creando, a dare una forma a quello che stavamo facendo, ottenendo dei punti di riferimento che ci dicessero costantemente a che punto eravamo e cosa ci mancava per raggiungere un determinato obiettivo.

Da lì abbiamo iniziato a lavorarci senza fermarci più, orgogliosi dei passi che abbiamo fatto e che non avremmo mai pensato di poter fare, e consapevoli che la strada da fare è ancora molto lunga, ma che di certo non ci fermeremo qui!

Si conclude così l’intervista ad Emanuele.

Ci ha fatto molto piacere sapere di più sul suo percorso e speriamo abbia interessato anche te. Ascoltare le storie di altri startupper dà sempre la giusta carica!

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A presto!

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