Servizi per l’infanzia e welfare per le famiglie: il progetto Needo

 In Intervista alla startup
startup-needo-intervista

Oggi intervistiamo Vanessa Boccia, founder dI Needo, che ci racconta il suo percorso da idea a startup.

Needo è un nido d’infanzia on demand. È una soluzione modulare, personalizzabile ed ecosostenibile, che può sorgere in qualunque luogo e per qualunque periodo di tempo, con l’obiettivo di andare incontro alle esigenze di famiglie, aziende e piccoli comuni, per migliorare il welfare aziendale e cittadino.
È anche un servizio educativo, che nasce con lo scopo di fornire un pacchetto completo di servizi: dalla progettazione dello spazio interno ed esterno al progetto pedagogico, dal servizio mensa alla gestione degli aspetti burocratici.

Lasciamo la parola a Vanessa.

Chi c’è dietro il progetto Needo?

Direi una donna appassionata e curiosa. Interior Designer di base, ma con uno sguardo attento al mondo che ci circonda, convinta che per cambiare bisogna lottare e crederci sempre.

Un’eterna insoddisfatta sempre alla ricerca di qualcosa per migliorare e migliorarsi.

Com’è nata l’idea di Needo?

Needo nasce da un concorso di idee il cui tema erano le donne.

Come fare per migliorare alcuni aspetti della vita di una donna? Mi sono appassionata al tema e pertanto ho cominciato a ricercare informazioni di carattere generico ed il dato della disoccupazione femminile mi ha sorpreso così tanto da provare a ricercarne le cause. In effetti tra le cause c’era proprio la mancanza dei posti nido con le lunghe liste comunali, i costi elevati per i nidi privati e la mancanza di un supporto da parte dei nonni. Tutti questi fattori influiscono sull’occupazione femminile in quanto una donna sarà portata a non cercare un posto di lavoro ed in molti, troppi casi, anche ad abbandonarlo.

Ad oggi sono più di 30.000 le donne che sono state costrette ad abbandonare il posto di lavoro a causa dell’impossibilità di conciliarlo con la vita privata.

Ho ragionato sulla possibile soluzione ed un nido on demand mi è sembrata fin da subito una bella idea, doveva andare incontro ad un’esigenza, doveva spostarsi, raggiungere qualsiasi luogo in maniera semplice e funzionale.

Qual è stato il percorso dalla prima presentazione dell’idea alla fase di
prototipazione del progetto?

Dall’idea al prototipo sono passati 4 anni in cui ho cercato di entrare a pieno nel progetto e capire esattamente quale fosse la strategia giusta per inserirsi in un tema di conciliazione da un lato e di welfare dall’altro.

Ho avuto la fortuna di avere un primo supporto da parte di un consulente messo a disposizione dalla Camera di Commercio di Modena durante un percorso gratuito per startup. Insieme abbiamo sviluppato il primo Business Plan di Needo che chiaramente negli anni a seguire ha preso forme molto diverse. In questi anni ho incontrato molte aziende, fornitori, istituzioni e presentato l’idea davanti a migliaia di persone agli innumerevoli eventi a cui ho preso parte.

I pitch per una startup sono all’ordine del giorno, è un modo per farsi conoscere e fare networking, un’attività fondamentale. Fortunatamente negli ultimi anni l’attenzione è caduta sull’innovazione sociale e molti bandi sono appunto dedicati a questo tema.

Recentemente c’è stato un vero e proprio evento di lancio: ci racconti qualcosa?

La vittoria di uno di questi bandi ci ha consentito di organizzare un evento di lancio in cui abbiamo presentato il primo prototipo di Needo: due moduli container in cui sono state organizzate attività laboratoriali per bambini.ù

Abbiamo scelto di realizzarlo in una importante azienda del fashion a Carpi, distretto famosissimo in tutta Italia. Una scelta strategica in quanto il nostro servizio è davvero utile se garantito in un’area fortemente femminile. All’evento, patrocinato dalla Regione Emilia-Romagna, sono intervenute molte persone, tra potenziali clienti, partner ed istituzioni.

Un vero successo che stiamo coltivando giorno dopo giorno per riuscire a partire in tempi brevi.

Il progetto sta partendo grazie alla vincita di un bando.

Quali sono state le difficoltà che avete incontrato nel reperimento di fondi? Quali consigli potete dare a chi aspira ad avviare la propria startup in tema di bandi e contributi?

In questi anni Needo ha partecipato ad innumerevoli bandi, sia pubblici che privati. L’attenzione al tema ora è tanta, soprattutto in ambito welfare, ma fino a qualche anno fa, avere un progetto innovativo significava solamente in campo tecnologico.

Ho visto emergere app, più o meno utili, piattaforme, dispositivi, ma poche che dessero un servizio in grado di migliorare la vita delle persone in modo concreto.

La difficoltà maggiore sta proprio nel trasmettere la vera natura del tuo intento, dimostrare che la tua idea è valida, che ha il famoso valore aggiunto.

Inoltre partecipare a questi bandi, non è sempre semplice. Diventa un vero e proprio lavoro. E’ molto impegnativo, ma utilissimo perché è un modo per riuscire a reperire fondi che possono essere fondamentali per partire proprio come è stato per noi.

Il consiglio che mi permetto di dare è di non mollare al primo fallimento, di essere attenti nelle ricerche, scrupolosi e capire quali bandi offrono effettivamente un vero supporto alla crescita della startup.

Cosa significa lavorare con un acceleratore di startup? Quali sono le principali competenze a cui riuscite ad attingere lavorando a contatto con esperti del settore?

Essere accelerati in ambito startup è già un ottimo biglietto da visita agli occhi di chi ti ascolta. In qualche modo fa comprendere che i passi che hai fatto sono stati accompagnati da figure esperte che hanno saputo valorizzare e comprendere la tua idea.

Un acceleratore ha quindi il ruolo di supportarti e darti consigli grazie anche ad affiancamenti strategici su competenze diverse. Variano dal modello di business, all’analisi di un competitor, dalla strategia commerciale alla sostenibilità economico-finanziaria.

Una startup solitamente non ha tutte queste competenze pertanto è utilissimo accedere a questi percorsi ed affidarsi ad esperti.

Needo è un progetto che va molto incontro alle esigenze delle donne, il team è tutto al femminile, finalmente l’Italia sta crescendo per numero di imprese fondate e guidate da donne e i dati sono incoraggianti.

Secondo la tua esperienza, cosa significa essere un’imprenditrice donna oggi? Hai incontrato freni o difficoltà dall’esterno basati sul genere (es. difficoltà a incontrare investitori, ecc…)?

Devo dire che fortunatamente non ho mai trovato ostacoli inerenti alla diversità di genere anche se per il Global Gender Gap Report 2018 pubblicato dal World Economic Forum, ci vorranno 108 anni per chiudere completamente il gender gap tra uomini e donne.

In Italia le imprenditrici donna purtroppo sono solo il 20%, anche se il dato è in leggero miglioramento. Sono sicura che il dato sia legato alla carenza di infrastrutture per aiutare le donne. E qui torniamo al tema nidi che chiaramente influiscono anche sul dato della natalità, in caduta libera in Italia già da qualche anno.

Essere un’imprenditrice donna oggi dunque è una grande sfida, ma il segreto è perseverare e non lasciarsi scoraggiare da ciò che ci ruota intorno.

Fare startup può essere molto stimolante all’inizio, ma la vera sfida è riuscire a concretizzare l’idea. Quali sono, dunque, gli obiettivi per il futuro?

Fortunatamente grazie all’evento di lancio abbiamo ottenuto molti riscontri positivi e contatti interessanti pertanto ci aspettiamo di partire dopo l’estate ed avviare la prima realtà già dal 2020.

Ci rivolgiamo principalmente alle aziende ed ai piccoli comuni che vogliono dare servizi aggiuntivi ai propri cittadini o che necessitano di un luogo sicuro durante ristrutturazioni o post-calamità. L’obiettivo è quindi avviare il primo Needo a servizio delle famiglie.

Ci auguriamo che il benessere delle persone possa essere sempre centrale sui temi di oggi e che Needo abbia la possibilità di contribuirne.

Grazie Vanessa e un grande in bocca al lupo!

 

Intervista fatta da Simona Mapelli.

Post recenti

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Inizia a digitare e premi invio per effettuare una ricerca