Intervista a Simona Baseggio, fondatrice di Lexup (Startup Legal Tech)

Intervista alla fondatrice di Lexup

Abbiamo intervistato Simona Baseggio, membro di Startup Geeks Premium e founder di Lexup, un’app pensata per studiare la legge in modo nuovo.

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Simona ci racconta del suo percorso personale e professionale e dà spunti tramite la sua esperienza come startupper e membro della community di Startup Geeks Premium.

Il suo percorso è davvero interessante e per noi è stato un piacere intervistarla.

Buona lettura!

Quali sono state le tappe più importanti del tuo percorso?

La mia prima passione e percorso universitario è stato in fisica.

Ho poi deciso che c’era qualcosa di importante da imparare nelle materie economiche e mi sono laureata cum laude in “Consulenza giuridica di impresa” ed in “Scienze economico aziendali per la valutazione e l’amministrazione delle aziende”, specializzandomi nella difesa tributaria.

Ho così da subito iniziato la mia attività da commercialista, con un particolare focus nella difesa dei contribuenti dalle “angherie” del fisco. Mi piace dire che quando lo Stato si comporta da Principe Giovanni e l’Agenzia delle Entrate fa lo Sceriffo di Notthingam… io sono Robin Hood.

Grazie a quanto scoperto in un esame universitario in gestione della qualità, ho deciso di approfondire quelle materie conseguendo un master di secondo livello in occasione del quale ho presentato una tesi per l’applicazione del Total Quality Management Giapponese all’interno degli studi professionali.

Ho quindi approfondito l’approccio “Agile” e l’evoluzione americana delle metodologie “Lean”, applicati allo sviluppo software e ai business delle startup.

L’esigenza di una nuova progettazione dell’apprendimento delle materie giuridiche mi hanno spinto ad approfondire problematiche legate al “Legal Learning Design” all’interno delle quali ha preso vita LEXUP.

Nel frattempo mi sono sposata con il compagno ideale per uno startupper (quello che non ci crede per natura, ma ti dice sempre “in ogni caso io ti supporto al 100%”); ho inoltre tre figli che sono uno spasso e anche tanta fatica, e un pastore tedesco fedele come solo un cane sa.

Sono un multipotenziale, e questa mi crea un po’ di problemi di focus (vorrei sempre fare mille cose), ma il percorso da startupper aiuta a non aver paura di nulla.

 

Cosa fa Lexup e perché hai deciso di fondarla?

Lexup è un’app che serve per avere tutti i codici di legge sempre a disposizione, con i vantaggi dell’aggiornamento in tempo reale che solo il digitale può garantire, ma al contempo tutti i vantaggi dell’esperienza di studio su carta.

L’idea nacque già all’università perché mi ero resa conto che spesso capitava di riprendere in mano leggi già studiate e dover ricominciare da capo perché c’erano stati dei cambiamenti, delle riforme, e le cose non sono mai come le avevi studiate qualche tempo prima.

Per non ricominciare da zero a fare schemi ed appunti di studi avevo tentato in occasione di un esame di diritto fallimentare di scrivere tutto in word. Però non andò proprio come speravo. All’esame, alle domande del professore mi sembrava di avere il buio totale. Non riuscivo con la solita velocità a recuperare le risposte tra tutto quello che avevo studiato ed archiviato nella mia mente. Alla fine andò comunque bene, ma con qualche tentennamento iniziale, presi 30, ed il professore – che sapeva che avrei voluto la lode – mi disse: “signorina, capita a tutti la giornata in cui ci si alza col piede sbagliato”.

Io però sapevo che non era quello. Non era un problema di fortuna, o di luna storta.

Io non riuscivo a ricordare velocemente. Non avevo fatto i miei schemi a mano e non riuscivo a ricordare.

Ho approfondito la cosa, scoprendo studi circa il potere di memorizzazione legato alla scrittura di proprio pugno, al contrario della scrittura a tastiera.

Non è tanto un problema di “carta” o di supporto ma proprio di “tratto”: la scrittura a mano crea tratti unici, irripetibili, che il cervello riesce a ricollegare al particolare argomento studiato mentre venivano scritti, proprio grazie a questo impatto grafico-visivo unico.

La possibilità di far diventare quanto più efficiente possibile il tempo dedicato allo studio delle leggi è diventata la mia priorità ed ho studiato il funzionamento della memoria visiva, della potenza degli “ancoraggi” nella memorizzazione, del collegamento tra mano-scritta-cervello. Così nasceva lo studio del Legal Learning Design.

Ho pensato che avrei dovuto trovare un altro modo di usare il digitale, un modo che non mi facesse rinunciare alla penna.

Col tempo mi venne in mente una possibile soluzione: un codice di legge da consultare su tablet, tipo e-book, su cui poter scrivere appunti con una penna digitale, che però avesse una dimensione anche temporale, così da poter cambiare le parti in cui la legge veniva modificata, ma lasciare le parti che non subivano variazioni, e lasciarle con tutte le mie sottolineature e i miei appunti.

E più passava il tempo, più, anche nella professione, mi rendevo conto di quanto quella soluzione sarebbe stata utile, vista la velocità con la quale le leggi subivano variazioni.

Un giorno stavo chiacchierando con un mio amico espatriato in Silicon Valley, di passaggio a Roma per le vacanze, e mi ha detto: “sai qual è la differenza tra un italiano ed un americano? Che l’italiano quando prova un software e qualcosa non lo convince, si lamenta e si adatta, l’americano nella stessa situazione migliora quel software e ci fa un business”.

Quelle parole mi hanno fatto subito pensare a quante resistenze ci fossero effettivamente nel passare dal “sarebbe bello che esistesse qualcosa che funziona così” al “lo faccio io”.

E in quel preciso istante ho pensato che avrei dovuto veramente fare qualcosa per realizzare quell’idea.

 

Raccontaci un aneddoto della community che ti porti nel tuo percorso di crescita imprenditoriale

La Community è molto grande ma si riesce comunque a creare connessioni anche profonde.

Il valore più prezioso è stato fare gruppo con altre 5 startupper donne con le quali abbiamo un confronto quotidiano che spazia su temi molto vari e che rappresenta un porto sincero dove potersi supportare e dove poter contare su un consiglio disinteressato.

Ognuna con il suo percorso, ognuna con la sua idea o la sua startup, ma tutte a disposizione delle altre.

Un po’ come i moschettieri, solo che noi siamo “le Madame”!

 

Quali sono le più grandi soddisfazioni che hai avuto con Lexup?

Le soddisfazioni avute con Lexup sono legate a dei momenti ben precisi, ecco i principali:

  • Il giorno in cui finalmente ho potuto usare Lexup e sentire che avevo risolto molti problemi per il mio aggiornamento quotidiano
  • Il primo utente che si è abbonato di sua spontanea volontà, senza alcun funnel di vendita, il primo giorno che abbiamo inserito gli abbonamenti in app
  • Il momento in cui ho aperto la pec in cui Invitalia ci dava notizia che avevamo vinto il bando Brevetti+ (non era il primo bando che vincevamo, ma 140.000 euro a fondo perduto in un momento in cui stai pianificando la crescita te li ricordi per sempre!)
  • La prima volta che ho letto il commento di un utente su Facebook che diceva di non poter più fare a meno di Lexup nella sua quotidianità professionale
  • Quando due studi legali internazionali molto grandi ci hanno cercato per chiederci di poter avere abbonamenti a Lexup per tutti i loro avvocati italiani (centinaia)

Considerato che partiremo col marketing strutturato solo tra un mesetto, direi che stiamo andando bene!

 

Quali sono le sfide che stai attualmente affrontando?

La sfida più grande è quella di fare il passaggio a scaleup da piccola startup ad impresa con le spalle larghe e business internazionale. Stiamo già pianificando…

 

Hai qualche consiglio per chi sta iniziando a portare avanti la sua idea di startup?

Vi racconteranno tutti che l’idea non vale nulla, che conta solo l’execution. Chi parla così una grande idea non l’ha mai avuta. Ovvio che serve l’execution. Non stiamo mica qui a pettinar le bambole! Accettiamo le sfide, cadiamo e ci rialziamo dalla mattina alla sera. Ma se avete una visione credeteci fino in fondo, perché è quella che vi farà fare la differenza e vi garantirà il lusso di poter sbagliare e riiniziare. L’execution senza una buona idea è una strada piena di ansia e fretta. Non la auguro a nessuno.

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A presto!

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