Intervista a Fabio Lamonaca: Co – Founder e Ceo di FantaLegends

intervista-fabio-lamonaca

FantaLegends è un gioco di strategia che prende in prestito le meccaniche fondamentali dei Fantasy Football e le cala in un contesto di gioco più ampio aumentando la dinamicità e la personalizzazione dell’esperienza di gioco.

In questa intervista, Fabio Lamonaca, Co – Founder e Ceo di FantaLegends, ci ha raccontato la nascita delll’idea, la costruzione del team, i suoi consigli per aspiranti startupper e molto altro.

Buona lettura!

 

Fabio, ci vuoi raccontare come è nata l’idea alla base di Fantalegends? In che momento e da parte di chi?

Fantalegends nasce da un messaggio su whatsapp in piena pandemia

Quando sei tra i più intraprendenti del gruppo, spesso ricevi messaggi del tipo “e se facessimo una cosa così?”.

Ecco, in quel periodo ne ho ricevuto più di uno ma l’idea di unire due mondi di gioco, le carte collezionabili e il fantacalcio, trasformando quello che è un gioco in cui la fortuna ha un ruolo importante, in uno perlopiù skill-based e con una profondità importante, fu quella che attirò la mia attenzione.

 

Come descriveresti ora FantaLegends in poche parole?

Fantalegends è un gioco di strategia che prende in prestito le meccaniche fondamentali dei Fantasy Football e le cala in un contesto di gioco più ampio aumentando la dinamicità, la personalizzazione dell’esperienza di gioco, dove la valutazione delle prestazioni dei calciatori non è decisa da un giornalista ma da un algoritmo che valuta l’intera prestazione ponendo il focus su quella che è la reale abilità dell’utente rendendo la fortuna un fattore esistente ma molto meno determinante.

 

Cosa o chi vi ha spinto, partendo da quell’idea, a voler creare una startup e quindi a partecipare allo Startup Builder?

Per creare un prodotto di questo tipo, da unico sviluppatore, ho dovuto dedicarmi full-time per molti mesi senza la possibilità di fare un altro lavoro in parallelo, quindi il progetto non poteva essere un side-project o un “giochino tra amici” o un “guarda che bello cosa ho fatto”.

Aveva per forza il compito di dare da vivere e da mangiare a chi ci lavorava, date anche le nostre umili origini.

Avevamo i requisiti per essere startup innovativa e abbiamo deciso di entrare in questo fantastico mondo dove “yesterday it’s history, tomorrow is mistery, and today is a gift. that’s why we call it present” – cit.

Lo Startup Builder?

Seguivo da tempo Startup Geeks e all’arrivo dei primi soldi è il primo passo che abbiamo deciso di fare per quanto riguarda la nostra formazione.

Non eravamo ultimi di batteria ma nemmeno in pole position e poi imparare e studiare fa sempre parte di un infinito percorso di crescita.

 

Che aspettative avevi riguardo la partecipazione allo Startup Builder e com’è andata in relazione a tali aspettative.

Onesto? Tante aspettative, ma per mancanza di consapevolezza del mondo circostante.

In Italia c’è un enorme problema sulle startup early stage, che i dati dimostrano ampiamente: mancano gli investimenti in quella fase.

E molti programmi ti danno la possibilità di accedere a formazione qualitativamente più o meno alta, network da mille e una notte, ma nessuno ti accompagna per mano nell’ottenere la cosa che, in caso di assenza, meglio di tutte può uccidere una startup: il vile denaro.

Di conseguenza la risposta è no, non ha esaudito completamente le aspettative, ma solo perché a suo tempo erano quelle sbagliate. Con la consapevolezza di ora, invece, posso dire di , e che anzi, sarebbe stato meglio farlo prima di costituire perchè è stato indubbiamente uno dei primi trigger dell’enorme cambiamento verificato nell’arco dei mesi successivi.

Dallo Startup Builder non bisogna aspettarsi soldi o di diventare i nuovi Jeff Bezos, come poi da qualsiasi altro percorso, ma bensì quel trigger di consapevolezza e un mix di competenze da dover affinare nell’arco dell’anno successivo.

Lo Startup Builder deve essere inteso come un “abilitatore” che ti mette davanti alla domanda “sei pronto per iniziare questo viaggio?” e in linea di massima ti dà una risposta chiara e incontrovertibile.

Avere la risposta a quella domanda, per un aspirante startupper, è quasi come avere la risposta alla “domanda più antica dell’universo” (altra cit.).

 

Siete Co-Founder, con background diversi e complementari e importanti esperienze alle spalle, sembra progettato alla perfezione. Come vi siete conosciuti e come avete deciso di intraprendere questa sfida insieme?

Io, Federico e Davide. ci siamo conosciuti giocando a Magic The Gathering nel negozio del nostro paese nel 2009.

Il gioco è sempre stato una costante nelle tante cose che abbiamo fatto insieme da quel momento e il gioco continua a essere una costante nel percorso più folle, ma sicuramente il più ingaggiante della nostra vita.

Ingaggiare Davide è stato facile: lui è pazzo almeno quanto me, quindi non avevo dubbi che avrebbe accettato. Federico, invece, reduce dalla nascita di un figlio e con una ristrutturazione in corso, non avevo deciso di chiamarlo subito, immaginando un suo rifiuto.

Ma il tempo passava e a Fantalegends serviva l’apporto che poteva dare una persona come lui e quindi ci ho provato. E se il team è tra i fattori più importanti, avere loro due a bordo mi fa dormire sonni tranquilli.

 

Siete entrati in un mercato con due competitor che detengono una grandissima fetta di mercato, non vi spaventava questo dettaglio?

Quando ci chiedono “perché qualcuno dovrebbe giocare a Fantalegends invece che al Fantacalcio” noi rispondiamo che non siamo un altro fantacalcio, ma un gioco ex novo che ne sfrutta alcune meccaniche generali.

La domanda vera sarebbe “perchè un utente dovrebbe giocare a Fantalegends invece che a un altro gioco?” e la risposta è che “Fantalegends ti dà la stessa profondità ed esperienza di un gioco completo ma contestualizzato con una delle tue passioni: il Calcio e il Fantacalcio”.

In generale nutriamo profondo rispetto per quelli che sono i nostri competitor diretti e indiretti e non perdiamo l’occasione per imparare dai loro punti di forza e quelli che ci sembrano di debolezza.

Rispetto, ma non paura, altrimenti bisognerebbe aver paura di tutti.

Concorriamo tutti al tempo delle persone e sarebbe davvero limitante pensare che i nostri competitor siano solo Sorare e le App di Fantacalcio ed è anche per quello che il nostro obiettivo principale è focalizzare tutto sull’esperienza di gioco perché noi stiamo chiedendo in prestito momenti di vita dei nostri utenti dicendo loro “usa quel tuo tempo con noi, non te ne pentirai”.

 

Quale è stato il momento di svolta che vi ha fatto andare avanti con il progetto?

L’erogazione del prestito bancario che abbiamo chiesto.

Come dicevo prima: il vile denaro è l’unico vero fattore che se viene a mancare ti dà il giro da un momento all’altro.

Ti fai le ossa combattendo, ottieni la competenza studiando, rifinisci il prodotto a colpi di recensioni negative e pollici verso nei dm di instagram, per i soldi invece, all’inizio sono sempre un problema e le opzioni per risolverlo non sono così tante e facili.

Siamo incredibilmente soddisfatti di aver convinto una banca importante come Intesa Sanpaolo a credere in noi, nella nostra serietà e professionalità, ma soprattutto, suppongo, nella nostra energia ed entusiasmo che abbiamo esternato nei confronti di questo progetto.

 

So che avete optato ad un prestito bancario invece che all’apertura di round di finanziamento, cosa vi ha portato a fare questa scelta?

Gli investimenti pre-seed in Italia sono calati del 25% nel 2022 (18M) sul 2021 (24M) (Fonte: EY Capital Barometer), indice che raccogliere in questa fase, in Italia, non è facile e in più il gaming è un settore complicato.

Nonostante nel 2022 le app di gaming abbiano fatturato più del doppio di tutte le altre messe insieme (Fonte: Statista), parlare di gaming è sempre abbastanza complesso, ancor di più se parliamo di un free-to-play.

Un qualsiasi prodotto o servizio “normale” ha una sua linearità: trovo X clienti, il mio prodotto/servizio costa Y, X*Y è il mio fatturato previsto.

In un free-to-play le variabili esplodono in una moltitudine di fattori, che, nel periodo iniziale vengono tutte quantificate dai benchmark, che non sono la realtà dei fatti del tuo progetto, ma una serie infinita di statistiche aggregate.

Per tutti questi motivi abbiamo deciso di optare per un prestito.

Il prestito serve per dimostrare quello che sappiamo fare, evidenziare le potenzialità del progetto e aprire un round con altre prospettive e una governance al 100%.

Questa convinzione è stata anche potenziata durante lo startup builder dove uno degli ospiti del programma ha sottolineato come in questo momento storico fosse determinante poter bootstrappare, e guardando i nostri conti in banca, l’unico modo per bootstrappare era esporci con un prestito, nel periodo con i tassi più alti della storia.

 

Quali sono le sfide nell’attrarre investitori per un progetto in fase pre-seed?

Non lo so.

Abbiamo deciso di evitare la strada degli investitori in questa fase perché quei pochi che abbiamo sentito ci hanno chiesto il fatturato, e come ci ha suggerito un nostro mentor:

“Se in questa fase vi chiedono il fatturato, non perdete tempo perchè non sono quelli giusti”.

 

Quali sono le priorità per i prossimi mesi?

Vincere e convincere.

Abbiamo diverse partnership in piedi e un piano ben affinato per effettuare un vero lancio nel mercato italiano e portare dei numeri alla corte di futuri investitori per un round di finanziamento utile a far sbarcare Fantalegends già in un secondo mercato a settembre del prossimo anno.

La stagione 23/24 sarà intensa e piena di sorprese sia per noi che per i nostri utenti.

 

Un consiglio da dare ad aspiranti startupper?

Il primo è imparare a incassare porte sui denti.

Soprattutto alla prima esperienza, prendersi le porte sui denti è all’ordine del giorno e serve sotto molteplici aspetti:

  • Crea consapevolezza. Finchè tutti ti dicono “che figo sto progetto” il mondo è bellissimo, poi arriva tizio a caso (investitore o altro) che ti dà legnate così forti che nemmeno da piccolo quando facevo le marachelle e in quel momento inizi a capire che se neanche la Nutella piace a tutti, forse devi un po’ abbassare le pretese.
  • Evidenzia un problema. A seconda di quanto ti arriva forte la botta puoi identificare problemi diversi tra cui: quello comunicativo (non sei in grado di mandare il messaggio giusto), o adattivo (mandi il messaggio giusto ma al target sbagliato), o di progetto (chi non viene abbagliato dalla figaggine del tuo progetto di solito rimane freezato a causa di un bug), e molti altri.
  • Fa male. Bisogna dirlo: dopo due anni di forte impegno, ottenere feedback negativi fa un sacco male. E quel male fa bene, perché è solo l’inizio, ed è giusto abituarsi da subito. Prendo in prestito una frase di Giuliano Pezzoli: “Devi essere pronto a veder morire la tua startup più volte”. Per fare startup bisogna essere folli quanto basta, ed economicamente consapevoli, o finire sotto i ponti è un attimo.

Il secondo consiglio che mi sento di dare è per chiudere il cerchio.

Ritorno dove ho cominciato, una meravigliosa citazione che se non conoscete meglio che recuperiate: “yesterday it’s history, tomorrow is mistery, and today is a gift. that’s why we call it present”.

Oggi è un dono. Un dono ricco di emozioni, spesso contrastanti. Un giorno è pieno di belle notizie, quello dopo di pessime. Un giorno vi sentite invincibili, quello dopo avrete paura di sbagliare tutto e potreste chiedervi se siete davvero in grado di fare questo passo. Un giorno avete vicino alcune persone, quello dopo metà potrebbero andarsene.

Si muove tutto talmente veloce che se non siete in grado di gestire le vostre emozioni rischiate di esserne travolti. Quindi non sottovalutate l’aspetto psicologico.

Anche se il lavoro è infinito, prendetevi cura di voi stessi e circondatevi di persone con la vostra stessa energia e che vi diano positività perchè a chiedervi “ma chi cazzo me l’ha fatto fare” ci penserete già da soli e vi servirà qualcuno che vi ricordi il perchè.

CONCLUSIONE

Questa era la nostra ultima domanda per Fabio.

Approfondire la sua storia da startupper è stato per noi un immenso piacere e speriamo che i suoi consigli possano essere di forte valore per tutti.

Se vuoi approfondire come noi di Startup Geeks possiamo aiutarti a lanciare la tua idea imprenditoriale, puoi cliccare il bottone qui sotto.

A presto!

close

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca

search