La soluzione “chiavi in mano” per le campagne di Equity Crowdfunding

Intervista al fondatore di Turbo Crowd

Cosa bisogna fare per attivare una campagna di equity crowdfuding?

Creare tutti i documenti necessari, identificare la piattaforma giusta, candidarsi, attuare una strategia di marketing, solo per citare alcune attività.

È chiaro che per fare tutto questo è necessaria la risorsa che più scarseggia ad un imprenditore/startupper: il tempo.

Abbiamo per questo motivo intervistato Claudio Grimoldi, fondatore di Turbo Crowd.

Lui, assieme al suo team, si occupa di campagne di equity crowdfunding a tutto tondo, seguendo le imprese nella raccolta di capitali.

Ci ha spiegato cosa è necessario fare per realizzare una campagna efficace e come funziona il servizio offerto da Turbo Crowd.

Buona lettura!

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Turbo Crowd è la prima società di consulenza nell’equity crowdfunding.

Stai per lanciare una campagna di equity crowdfunding? Puoi beneficiare dell’offerta dedicata ai lettori di Startup Geeks: un anno omaggio di gestione della comunicazione con gli investitori (solo per i primi 20 che richiedono il contatto).

Compila il form per entrare in contatto con Turbo Crowd.

Ciao Claudio, benvenuto! Per iniziare, ti va di raccontarci il tuo background professionale?

Ciao ragazzi, è un piacere ritrovarvi! Assolutamente contento di raccontare il mio passato, mi sento di dire anche che abbastanza unico nel suo genere.

Fin da piccolo mi sono sempre inventato un lavoro, bene o male inerente al mondo della vendita in varie forme, con una prima svolta importante quando mi rubano in discoteca l’iPhone! Ho detto “importante” perché decido di recuperare, proprio in discoteca, i soldi che avevo perso.

Inizio così, nel 2012, la sponsorizzazione su Facebook di eventi creando una community di appassionati di musica elettronica, la trovi ancora on-line con la pagina che si chiama “Don’t Worry, Be Techno”, che diventa in un paio d’anni una delle pagine più seguite in Europa.

Entro in contatto quindi con il mondo della biglietteria e lancio, con altri soci, una società di biglietteria che si chiama equiticket. A fine ottobre 2018 facciamo la nostra campagna di equity crowdfunding raccogliendo 250.000€. Vista la maturità del progetto stesso e del periodo storico nel quale abbiamo raccolto, non particolarmente florido oserei dire, è stata un vero e proprio successo!

Comincio quindi ad aiutare le altre società che devono raccogliere capitali tramite crowdfunding lanciando Turbo Crowd a marzo 2019.

 

Oggi invece di cosa ti occupi?

Oggi ho la fortuna di avere un team che mi supporta nei progetti che portiamo avanti, come raccontavo prima relativi al mondo della biglietteria con una società e a tutta la parte marketing con Turbo Crowd.

Ci troviamo ad aprile 2021 avendo seguito in totale poco più di 30 campagne, tra quelle concluse, in raccolta e che partiranno, con un totale di capitale fatto raccogliere pari a oltre 13 milioni di euro; il team oggi è composto da 12 persone, in continua crescita, e stiamo seguendo le prime campagne all’estero. Diciamo che sta andando proprio bene!

Qualcuno direbbe che questo è “fare l’imprenditore” ma visto che non mi piace avere ho dare particolari etichette, mi piace pensare che il lavoro vero sia più che altro quello di factotum!

 

Parliamo di Turbo Crowd. Innanzitutto, quale problema risolve?

Presto detto: risolve il problema di una società che vuole raccogliere capitali in maniera strutturata e con processi di marketing rodati.

Questo non può essere delegato esclusivamente alla piattaforma con la quale si fa la raccolta di capitali dato che il lavoro della piattaforma stessa è relegato esclusivamente alla selezione dei migliori progetti che vogliono raccogliere capitali.

Pensare infatti di affidarsi solo alla società che possiede la piattaforma è davvero un azzardo. Io lo considero un ottimo “megafono” per la propria campagna: se comunichi e sei organizzato in modo corretto ti permette di moltiplicare il numero di persone alle quali proporre il progetto! Ricordati però che se tu non parli nessuno ti sentirà, indipendemente dal megafono..

Dall’altra parte una società non può pensare di sobbarcarsi l’intero carico di lavoro in quanto non avrebbe né le competenze specifiche, con relativa organizzazione e procedure operative, ne un team abbastanza autonomo da poter diminuire il carico di lavoro sulle spalle dell’imprenditore!

Ricordo infatti che lanciare una campagna di crowdfunding è veramente time-consuming. Pensare quindi di dover organizzare anche le risorse interne e seguirle per tutto il periodo della campagna sarebbe davvero un suicidio annunciato: non si avrebbe tempo per seguire la propria azienda e nemmeno il tempo per dedicarsi completamente alla raccolta degli investitori per farli diventare propri soci!

 

Come funziona Turbo Crowd?

Ad oggi il servizio è molto semplice: si tratta di un servizio di consulenza specifico per le società che devono raccogliere capitali tramite crowdfunding. Forniamo loro le competenze per sapere cosa fare per raccogliere investimenti e come poter eseguire al meglio questa attività.

Aggiungiamo anche che gran parte del lavoro viene svolto direttamente dal team di Turbo Crowd, richiedendo un semplice controllo e diversi feedback da parte della società che deve lanciare la campagna

È quindi un servizio “chiavi in mano” che ti segue da prima che la campagna sia aperta, il cosiddetto “precrowd”, fino a quando la campagna è iniziata.

Per semplificare il lavoro offriamo 4 pacchetti che comprendono più o meno attività, con i relativi costi, nel caso in cui una società voglia essere seguita o meno in alcune specifiche fasi: per esempio potresti benissimo fermarti al precrowd perché hai già raccolto abbastanza investitori e decidere così di non avere un supporto operativo da parte nostra durante la campagna vera e propria!

Insomma, per ogni necessità abbiamo una soluzione adatta. Anticipo anche la possibilità di accedere, vista la complessità delle campagne e l’aumento dei tempi necessari per seguirle, a una serie di materiali informativi, sotto forma di una vera e propria Academy oltre che un libro che lanceremo, in modo da renderlo accessibile anche a chi vuole conoscere meglio questo mondo senza dover per forza iniziare una campagna vera e propria.

 

A chi è dedicato il servizio?

Il servizio è rivolto esclusivamente, nella forma attuale, alle società che inizieranno da lì a breve una campagna di crowdfunding.

Il fatto che parliamo ogni volta con una startup o PMI innovativa è una semplice conseguenza del fatto che questi interlocutori possono beneficiare degli incentivi fiscali, messi a disposizione dallo stato Italiano, rispetto agli investitori che diventano soci per le campagne di equity crowdfunding.

Quanto ti raccontavo prima, relativamente all’accademia e al libro che proporremo al pubblico, sono invece indirizzati ad un pubblico che vuole saperne di più con un effort ovviamente molto inferiore in termini economici.

Possiamo assolutamente dire che divulgheremo queste informazioni ad un pubblico che non è esclusivamente quello aziendale, sono molto curioso di vedere come sarà la risposta!

 

Quali sono gli errori più comuni che ti capita di vedere quando uno startupper vi chiede aiuto?

Credo che possiamo identificare un solo è unico grosso errore: pensare che, con tutta questa organizzazione data dal nostro team e dalla piattaforma, non sia necessario investire del tempo da parte dell’imprenditore.

Molte volte infatti ho visto che si pensa di poter far andare la campagna con il pilota automatico, niente di più sbagliato!

L’approccio migliore rimane assolutamente quello di affidarsi a dei partner che comunicano la tua campagna organizzando il processo di marketing in modo tale che ci siano quante più persone interessate ad investire.

L’ultimo passaggio, però, è sempre ad opera del team che sta raccogliendo capitali, siccome è assolutamente normale che gli investitori vogliono conoscere qualcuno dei membri operativi.

 

Qual è il vostro processo operativo?

Siamo volutamente militareschi nell’organizzazione del nostro lavoro per essere quanto più efficienti possibili. Per questo motivo abbiamo identificato tre macro fasi che compongono l’intera attività svolta per il cliente.

La prima, denominata “onboarding“, prevede la ricezione di tutto il materiale e il supporto nell’utilizzo degli strumenti che forniamo per poter comunicare agevolmente con il nostro team e monitorare le attività.

Utilizziamo infatti slack per le comunicazioni day by day e coda.io per l’organizzazione delle attività nel tempo che il cliente può vedere con un semplicissimo link potendo rendersi conto dello stato avanzamento lavori.

Si inizia quindi il prima possibile con il vero cuore di ogni campagna: la già citata fase di “precrowd“! Per quanto mi riguarda il 90% del lavoro avviene in questa fase: la società, dopo aver ricevuto tutti i materiali di marketing, comincia a comunicare al mondo che aprirà una campagna crowdfunding, raccogliendo interessi da parte di potenziali investitori. In questa fase è fondamentale promuoversi verso clienti o potenziali tali. Questi infatti rappresentano l’investitore ideale dato che apporta, successivamente alla chiusura della campagna, dei benefici ulteriori al semplice investimento di propri soldi.

Per poterlo fare sono proposti dei premi, quelli che in inglese chiameremmo semplicemente “reward”, per poter mantenere alto l’interesse in diverse fasi, sia prima dell’inizio della campagna sia quando la stessa campagna è stata lanciata.

Arriviamo così all’ultima fase, ma assolutamente non meno importante per ovvi motivi, che è quella della “campagna“. In questo momento la società sta raccogliendo attivamente capitali tramite la campagna attiva sul portale e deve riuscire a moltiplicare il lavoro costruito nella fase di precrowd grazie al supporto della piattaforma stessa!

 

Quali paure hanno le persone che vogliono raccogliere capitale e come possiamo aiutarli in una prima fase?

La domanda che viene sempre fatta quando si inizia è: “cosa succede se non riesco a raccogliere la cifra stabilita come obiettivo minimo?”.

Mi rendo conto che lanciare una campagna, soprattutto per chi è alla prima esperienza, possa davvero rappresentare un salto nel vuoto!

Noi ovviamo a questo problema lavorando tantissimo nella fase di precrowd, motivo per il quale per noi rappresenta il momento cruciale, rendendo così consapevole il team dei numeri che si possono realizzare con la campagna stessa e costruendo già prima un bacino di persone interessate ad investire che saranno poi ricontattate appena la campagna sarà on-line.

Non solo troviamo persone ma chiediamo loro, tramite un semplicissimo form, di informare la società quanti soldi vorrebbero investire nel progetto; facendo così sia una stima più o meno reale. Le conferme sono nell’ordine del 70%, del capitale che verrà raccolto appena aperta la campagna.

Questo non solo tranquillizza il proponente ma lo mette in condizione di essere nella forma mentale corretta quando lancerà la sua campagna, avendo già passato un periodo a rispondere alle domande classiche dei potenziali investitori, senza dover rincorrere un contatto.

 

Bene, questa era l’ultima domanda. Per noi è stato un piacere Claudio, se vuoi puoi lasciare un messaggio ai nostri lettori 🙂

Prima di raccontare agli altri come funziona il mondo del crowdfunding ci sono passato anch’io, mi piace sposare la causa del “pratica batte grammatica”.

Posso assicurare che è uno sforzo davvero importante perché bisogna mettere a nudo i numeri della propria azienda e vendere un progetto che magari non è ancora partito!

Dall’altra parte però la soddisfazione e la gratitudine che crea una campagna di crowdfunding per chi raccoglie è davvero impagabile e spero che molti imprenditori scelgano questa modalità di crescita per la propria azienda in quanto non è un semplice strumento finanziario ma rappresenta invece la miglior modalità per potersi proporre sul mercato cercando e trovando sia nuovi clienti che nuovi partner e amici con i quali far crescere il proprio progetto condividendolo!

Grazie infine a voi ragazzi di Startup Geeks per l’intervista, spero di risentirci presto!

 

Questa era l’ultima domanda che avevamo per Claudio.

Ora è il tuo turno e se vuoi chiedere lui come meglio strutturare una campagna di equity crowdfuding compila il form cliccando qui sotto.

A presto,

Alessio e Giulia

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