Intrapreneurship: cosa significa e come incentivarla in un’azienda

Intrapreneurship, cosa significa e come incentivarla

Come poteva Blockbuster sopravvivere all’avvento di Netflix? Semplice, grazie all’Intrapreneurship.

“Intra-che??”. Tranquillo, in questo articolo ti spieghiamo tutto quello che devi sapere sull’imprenditorialità in azienda.

Sei pronto? Partiamo!

Cosa significa Intrapreneurship?

Intrapreneurship può essere tradotto letteralmente in Italiano come “imprenditorialità interna”.

Con ciò si intendono tutti quei processi aziendali volti ad alimentare la formazione e lo sviluppo di idee innovative e imprenditoriali dentro le mura organizzative.

Per farlo bisogna:

  1. creare degli spazi dove i talenti possono mettersi alla prova;
  2. definire una nuova cultura aziendale basata sull’errore;
  3. uscire dagli schemi fissi e limitanti di un’azienda tradizionale.

 

Intrapreneurship vs Entrepreneurship

Intrapreneurship vs entrepreneurship

Qual è quindi la differenza tra un intrapreneur e un entrepreneur?

Entrambi sono imprenditori, fortemente creativi, talentuosi e con voglia di fare.

Ciò che li distingue è il luogo dove la loro “magia” prende vita, perchè se l’entrepreneur lancia la sua idea senza il sostegno di nessuno, non si può dire la stessa cosa per l’intrapreneur.

L’intrapreneur si affida all’azienda per cui lavora, evitando quindi di licenziarsi e fare lo startupper tradizionale, piuttosto aiuta la sua organizzazione a crescere e innovarsi.

È chiaro però che un imprenditore deve essere incentivato a non lasciare l’azienda e sviluppare così le sue idee internamente.

E chi ha il ruolo di incentivare l’intrapreneurship? L’azienda stessa, tramite 4 modalità.

 

Le 4 modalità di Intrapreneurship

Una grande azienda ha diversi modi per stimolare l’intrapreneurship.

Prima di tutto, però, deve comprendere:

  1. in che modo vuole essere responsabile nella creazione di nuove iniziative;
  2. come si impegna a governare le sue risorse e le iniziative di intrapreneurship (tramite un budget dedicato al programma o tramite una valutazione ad hoc del singolo progetto).

Su queste due variabili Wolcott e Lippitz hanno identificato 4 modalità di intrapreneurship che una corporate può intraprendere.

Le 4 modalità di intrapreneurship

Partiamo dalla intrapreneurship “opportunista” (The Opportunist). Questa si identifica per un governo delle risorse ad hoc e una responsabilità diffusa, che si traduce in un impegno poco strutturato nei confronti dell’intrapreneurship.

C’è poi la variante “sostenitrice” (The Advocate), in cui la responsabilità diventa focalizzata mentre il governo delle risorse rimane ad hoc. L’impegno da parte dell’azienda di sostenere l’intrapreneurship è quindi sostenuto, anche se il finanziamento è fornito dalle singole business-unit.

I due casi rimanenti, invece, si caratterizzano per un governo delle risorse dedicato. Quando questo è correlato ad una responsabilità diffusa si parla di intrapreneurship “abilitatrice” (The Enabler), che identifica le aziende che supportano i progetti tramite il top management.

Se, invece, la responsabilità fosse focalizzata si avrebbe una versione “produttrice” (The Producer). In questo caso l’intrapreneurship raggiunge la sua massima evoluzione e l’azienda istituisce e supporta un gruppo di persone che si occupano esclusivamente dell’imprenditorialità interna.

Qual è il metodo migliore? Dipende.

Dipende dagli obiettivi dell’azienda, dalle risorse che può mettere in campo, dal settore e dal mercato.

 

I vantaggi dell’Intrapreneurship

Per comprendere l’intensità con cui un’azienda deve impegnarsi nell’intrapreneurship bisogna conoscerne i vantaggi.

Per farlo riprendiamo le 4 definizioni di intrapreneur di Gifford Pinchot (colui che per primo ha parlato di questo argomento).

  1. Gli/Le intrapreneur sono dei dipendenti che si comportano come gli imprenditori fanno con la propria startup.
    Come top manager potrai così cogliere diverse opportunità di crescita, sviluppo e innovazione, evitando il rischio di essere tagliato fuori dalla concorrenza.
  2. Gli/Le intrapreneur sono sognatori che agiscono.
    Hanno quindi nuove idee che vogliono concretamente trasformare in business. Per far questo sono pronti a dedicarci tempo, e non vedono l’ora di mostrarti il loro talento.
  3. Gli/Le intrapreneur diventeranno i manager della loro idea.
    Questo si traduce in maggiore impegno e dedizione in attività che loro stessi hanno ideato e possono portare avanti, perché sanno di poter fare la differenza.
  4. Gli/Le intrapreneur guidano l’azienda verso un futuro più sostenibile.
    Sostenibilità non solo ecologicamente parlando ma anche dal punto di vista delle entrate e dell’apprezzamento da parte dei clienti. I “piccoli” dipendenti vedono ciò che ai top manager sfugge e il Lean Thinking diventerà la nuova normalità.

 

Cosa deve fare un manager per incentivare l’Intrapreneurship?

Cosa deve fare un manager per incentivare l'intrapreneurship

L’Intrapreneurship richiede una visione innovativa, che ben si presta al cambio di paradigma e di valori che molte aziende hanno sviluppato nell’ultimo decennio.

Per capire in che modo anche i manager possono stimolare tutto questo processo, è utile guardare alle 8 (+2) caratteristiche che secondo Google non possono mancare in un manager ideale:

  1. è un buon allenatore;
  2. dà potere alla squadra e non fa microgestione;
  3. crea un ambiente di squadra inclusivo, tenendo in considerazione il successo e il benessere personale dei membri del team;
  4. è produttivo e orientato ai risultati;
  5. è un buon comunicatore: ascolta e condivide le informazioni;
  6. supporta lo sviluppo della carriera e discute delle performance;
  7. ha una visione chiara e una strategia per il team;
  8. ha competenze tecniche chiave per dare consigli alla squadra;
  9. collabora con tutte le altre strutture aziendali;
  10. è un decisore determinato.

Ci sono poi 6 strategie per assicurarsi che all’interno di una corporate ci sia un processo di non-conformismo costruttivo.

Queste sono state elaborate da Francesca Gino, docente alla Harvard Business School, e sottolineano come a volte andare oltre lo status-quo non possa che aiutare.

Le 6 strategie consistono in:

  1. offrire alle persone l’opportunità di essere se stesse;
  2. incoraggiare i collaboratori a far emergere i propri punti di forza;
  3. mettere in discussione lo status quo e incoraggiare tutti a fare lo stesso;
  4. creare esperienza sfidanti;
  5. promuovere prospettive più ampie;
  6. far esprimere e incoraggiare le opinioni dissenzienti.

L’intrapreneurship è quindi un processo complesso ma allo stesso tempo indispensabile per tutte quelle aziende che vogliono continuare a ricoprire una posizione di privilegio nel mercato.

Noi crediamo che l’innovazione parta dalle persone e dalla loro ispirazione, e siamo sicuri che riuscire ad ispirare i propri dipendenti significhi riuscire a creare nuova innovazione e nuovo valore.

A presto.

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