Kjuicer: la startup per studiare più veloce

 In Intervista alla startup
kjuicer intervista specialisti del web

Oggi vi presentiamo la startup Kjuicer intervistando il fondatore Giampaolo Ferradini.

Benvenuto Giampaolo, iniziamo!

Ciao Giampaolo, per chi non ti conoscesse racconta un pò chi sei e come sei diventato uno startupper!

Ciao ragazzi!
Vengo da una passione forte, che è stata la finanza. Negli anni ’80 e ’90 si vedeva che poteva essere un motore di cambiamento positivo, e di creazione di ricchezza pazzesco, e così è stato fino all’inizio degli anni 2000. Era, ed è rimasto, il territorio nel quale si capisce perfettamente che informazioni e conoscenza sono il motore di tutto. Così sono diventato un “lifelong learner” (una persona che continua ad apprendere) molto prima che diventasse una moda o una necessità per tutti.

Ad un certo punto mi sono reso conto che esisteva un modo nuovo, particolare ma molto efficace, di aiutare e creare il cambiamento. Era l’innovazione fatta con le startup. L’innovazione è sempre stata potente, ma grazie a metodi e meccanismi che si sono dimostrati efficaci ed efficienti sul finire degli anni ’90, la possibilità di ottenere risultati straordinari era diventata concreta e tangibile, anche per chi partiva da zero e con budget limitati. Da allora ho seguito con attenzione questo fenomeno, ho provato a fare diverse startup (la prima nel 2000), fino a quando non ho scelto di risolvere un problema che mi assillava da sempre.

raccontaci un pò di Kjuicer : cosa fa? che problema vuole risolvere?

Kjuicer vuole accelerare la velocità di apprendimento, renderlo più rapido, meno faticoso. E, finalmente, permettere di aiutarci a vicenda nel processo.

Se usando individualmente Kjuicer puoi risparmiare fino alla metà del tempo, quando lo usi per condividere i contenuti fai risparmiare al prossimo lettore il 70%, l’80% o anche ben di più, a seconda di come e dove.

Come è possibile che oggi se vuoi imparare o leggere qualcosa che è passato sotto gli occhi di migliaia e migliaia di persone, non ci sia niente ad aiutarti a “processarlo” molto più rapidamente?

Questa era una domanda che mi assillava fin dall’università, e alcuni anni fa ho deciso di provare a risolvere il problema.

I risultati sono andati ben oltre le mie aspettative: per studiare, risparmi fino al 50% del tempo di comprensione/apprendimento/studio, che diventano più accurati e profondi. Non rileggi più l’originale, nè hai bisogno di riscriverne parti, perché puoi riorganizzare i contenuti in un modo super comodo, efficiente, e molto più rapido, sottolineando.
A quel punto, si apre un capitolo altrettanto importante: quando i contenuti sono organizzati così, qualsiasi altro lettore fa molta meno fatica! Chi riceve i contenuti in versione KJ, infatti, ha a disposizione un riassunto breve che spiega di cosa si parla, può cliccare su ogni singolo elemento di quel testo per avere più dettagli, scegliere una versione di lunghezza diversa, e ha comunque sempre a disposizione un testo completo.

Un esempio? Se sottolinei il materiale di un processo di tribunale, chi legge dopo di te potrebbe leggere solo l’1% dei testi, riuscendo a farsi una idea accurata lo stesso grazie al tuo lavoro di scrematura. Eppure ha sempre a tiro il materiale originale, e può verificare se ti sia sfuggito qualcosa.

Fra l’altro, le sottolineature sono un set di dati fantastico per i motori di intelligenza artificiale, per cui contiamo di poter “aiutare” il processo di sottolineatura, e poi renderlo automatico, in tempi ragionevolmente rapidi.

Ecco come funziona:

chi è il vostro target di utenti?

Se ci pensi bene, il meccanismo può essere applicato in mille modi: nasce per aiutare nell’ imparare e quindi gli studenti e le istituzioni educative possono trarne benefici incalcolabili. Ad esempio a Milano, in Bocconi, abbiamo dimostrato che puoi moltiplicare per 5 volte il materiale che fai leggere agli studenti, diminuendo leggermente il loro carico di lavoro.

Se però lo applichi ad una procedura di una azienda, ti garantisci che la possano leggere e comprendere tutti, che abbiano sempre il tempo di farlo, e la voglia. E se si tratta di spiegare cose complesse, come una polizza assicurativa (uno dei nostri primi clienti ci ha scelto per questo), un prospetto di un prodotto finanziario, o l’ultimo rapporto sui pericoli del riscaldamento climatico, puoi finalmente farlo senza lasciare indietro nessuno.

come utilizzate il digital marketing nella vostra attività? quali strumenti usate e con che obiettivo?

Guarda, per adesso siamo stati concentrati solo su aziende molto grandi e su selezionate pubbliche amministrazioni, perché non abbiamo le risorse per fare marketing e pubblicità. Quindi per ora siamo ancora molto basici in questo ambito: abbiamo fatto e stiamo facendo solo qualche campagna Facebook per far conoscere lo strumento. Appena troviamo qualche risorsa in più ci orienteremo su content e influencer marketing, per poi allargare il target progressivamente a tutti gli utenti che hanno bisogno di imparare e far imparare. Ci aiuta Mafe De Baggis, che è una autorità in materia di comunicazione, e che ha appena pubblicato #Luminol, il suo terzo libro.

Avete in attivo fino al 20 dicembre una campagna su Kickstarter: quali sono i vostri obiettivi?

Visto che in Italia investitori professionali come Venture Capital e Angel sembrano non capire l’opportunità, o meglio: senza numeri non si fidano, abbiamo pensato di chiedere aiuto tramite una campagna di crowdfunding.

Questo potrebbe risolvere almeno temporaneamente la scarsità cronica di mezzi che ci ha afflitto, ma anche farci conoscere un po’ da clienti a cui finora non abbiamo potuto mostrare lo strumento, come gli studenti. In fondo da loro abbiamo ottenuto già parecchie conferme: quest’anno abbiamo fatto un test all’università di Bologna con un gruppo di ragazzi che dovevano sostenere un esame, e il loro feedback è stato al limite dell’entusiasta. Diversi hanno segnalato che, se sottolineavano con Kjuicer, ci mettevano molto meno tempo ad imparare bene. Poi, siccome si passavano le versioni “spremute” dei testi da studiare, l’esame era diventato molto più semplice!

Grazie Giampaolo e in bocca al lupo per questo progetto!

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