Leadership: cos’è e come svilupparla [Guida Completa]

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Essere leader in una startup significa trasmettere al proprio team la passione e la vision che possiedi come startupper.

Non solo, un leader si assume le proprie responsabilità ma, al contempo, riesce a delegare i compiti nella giusta quantità. Insomma la leadership non è un concetto semplice.

In questo articolo, imparerai cosa significa essere un leader e come diventarlo gestendo al meglio il tuo team.

Sei pronto? Iniziamo subito!

 

Cosa significa leadership ed essere leader?

Quello della leadership è un tema molto complesso, tant’è che non esiste una definizione universalmente accettata.

Possiamo provare a definire questo processo come l’insieme di pratiche mediante le quali un individuo (il leader) influenza un gruppo di individui per raggiungere un obiettivo comune.

Perciò, un leader degno di questo nome è in grado di ispirare e motivare i propri collaboratori e dirigere le attività aziendali per il raggiungimento degli obiettivi personali e di gruppo.

 

3 tipologie di leadership

3 tipologie di leadership

Esistono vari stili di leadership, ovvero, approcci utilizzati per condurre il proprio team verso l’obiettivo finale.

In letteratura, se ne distinguono moltissimi.

Noi abbiamo selezionato quelli più diffusi:

  • Leadership trasformazionale
  • Leadership transazionale
  • Leadership laissez-faire

Prima di continuare con la lettura, ricorda però che la leadership non è un fenomeno “one-size-fits-all” e non esiste un tipo di leadership migliore dell’altro.

Ciascuna tipologia di leadership dovrebbe essere selezionata e adattata alla propria organizzazione, al contesto e alla personalità dei collaboratori.

 

Leadership trasformazionale

Il leader trasformazionale ricerca rispetto, fiducia e ammirazione dai propri collaboratori.

Per fare ciò, crea una visione stimolante del futuro e motiva i membri del gruppo a condividerla fornendo loro le risorse necessarie a raggiungere l’obiettivo e aumentare il loro potenziale personale.

I componenti della leadership trasformazionale sono i seguenti:

Stimolazione intellettuale

I leader trasformazionali incoraggiano la creatività dei collaboratori e motivano il gruppo ad esplorare nuovi modi di fare le cose.

Considerazione individualizzata

I leader trasformazionali offrono supporto e incoraggiamento ai singoli membri della squadra e riconoscono in modo diretto i contributi unici di ciascun collaboratore.

Motivazione ispiratrice

I leader trasformazionali hanno chiara la vision e sono in grado di trasmetterla a tutto il gruppo.

Influenza idealizzata

I leader trasformazionali vengono considerati come un modello dai propri collaboratori i quali emulano il leader e interiorizzano i suoi ideali.

Questo stile di leadership è molto diffuso e apprezzato all’interno delle startup poiché contribuisce ad aumentare la motivazione dei dipendenti i quali percepiscono l’intera esperienza lavorativa come un’avventura.

Tuttavia, uno dei principali punti deboli della leadership trasformazionale è la sua elevata concettualità e la mancanza di focalizzazione sul “task” di cui alcuni dipendenti hanno bisogno per svolgere al meglio i propri doveri.

 

Leadership transazionale

Spesso, lo stile di leadership transazionale è considerato l’opposto dello stile di leadership trasformazionale.

Come puoi dedurre dal nome, questo tipo di leadership si basa su una transazione, quella in cui l’organizzazione paga i membri del team in cambio del loro impegno.

In questo caso, il leader ha il diritto di premiare o punire i membri del team se il loro lavoro soddisfa oppure no uno standard appropriato.

Il vantaggio della leadership transazionale è che i dipendenti saranno incentivati a dare il meglio di sé in vista di una ricompensa.

Il principale punto a sfavore di questo approccio è che i dipendenti potrebbero temere di commettere un errore.

Di conseguenza, sarà meno probabile che lavorino su nuovi progetti e apprendano nuove abilità e conoscenze.

 

Leadership Laissez-Faire

I leader “laissez-faire” vengono spesso definiti anche “passivi” poiché rinunciano a gran parte delle responsabilità e danno al team il completo ​​potere di prendere decisioni sul loro lavoro.

Solo se necessario, il leader fornisce ai subordinati risorse e consigli ma per il resto non viene coinvolto.

Questo stile di leadership è efficace quando il leader monitora continuamente le prestazioni della squadra e fornisce regolarmente feedback.

Il vantaggio principale di questo approccio è che offre ai membri del team molta indipendenza che può portare a un’elevata motivazione e a una maggiore produttività.

Dall’altro lato, la leadership laissez-faire può risultare dannosa quando i membri del team non sanno gestire bene il tempo o non hanno le conoscenze o le capacità per svolgere le proprie mansioni in modo efficiente.

 

9 consigli per diventare un buon leader

come essere un buon leader

Leader si nasce o si diventa?

Questa domanda è vecchia di secoli e, anche se sempre molto dibattuta, ad oggi si tende ad accettare la teoria secondo la quale leader non si nasce ma si diventa.

Perciò, una buona leadership si sviluppa attraverso un processo continuo di autoapprendimento, formazione ed esperienza.

Vediamo, quindi, alcune pratiche per migliorare il proprio stile di leadership.

 

Sii confidente, appassionato e positivo

Il primo consiglio per essere un buon leader è quello di trasmettere fiducia.

La fiducia crea dipendenza e, se ti mostri credibile, anche la tua squadra ne risentirà, in meglio chiaramente.

Un team affiatato, positivo e confidente è sicuramente più forte di un qualsiasi altro team demotivato.

Per questo motivo, sii appassionato e condividi questo tuo stato d’animo con tutti quelli che ti circondano.

Anche la positività è un fattore determinante per essere un grande leader.

Nonostante sia fondamentale rendere partecipe il tuo team dei fallimenti, mostrati positivo e fagli notare, come si suol dire, la luce in fondo al tunnel.

 

Setta gli obiettivi giusti

Avere un obiettivo chiaro aumenta la concentrazione e la produttività.

Per questo motivo, essere un buon leader significa anche settare gli obiettivi giusti, per te e per il tuo team. Solo così avrete bene in mente come muovervi e quali sono i prossimi passi da fare.

In questo modo, contribuirai anche alla pianificazione del lavoro, rendendo i processi più snelli e coordinati tra i vari membri della tua squadra.

 

Delega

Un altro consiglio per migliorare la leadership in una startup è sicuramente quello di delegare, per ben due motivi:

  • avrai più tempo per portare avanti le tue attività, lavorare sul futuro del tuo progetto e sulla strategia;
  • farai sentire i membri del tuo team importanti.

E qui ci colleghiamo al punto successivo.

 

Sii responsabile e dai responsabilità

Essere un buon leader significa sicuramente essere responsabili, sapere come muoversi e programmare i prossimi passi senza dimenticare l’obiettivo.

Allo stesso modo, bisogna dare in mano al proprio team delle attività che a loro volta necessitano di responsabilità.

Ecco perchè, come dicevamo prima, è importante trasmettere fiducia ed essere fiduciosi.

Dimostra ai tuoi collaboratori che ti fidi di loro, alimentando così la loro creatività e la loro crescita.

 

Motiva il team e ricorda la vision

Un buon leader trasmette e condivide la vision a tutto il suo team, ovvero, motiva i membri del gruppo a raggiungere l’obiettivo finale, quello che da un senso alla startup e ne definisce la crescita.

Così facendo, farai sentire i membri importanti e parte di qualcosa di più grande riconoscendogli a loro il merito delle loro azioni.

 

Conosci il tuo team

Un altro segreto per essere un grande leader è quello di conoscere i membri del tuo team.

Trascorri del tempo con loro per comprendere le passioni e i sogni di tutti.

Non solo, metti a disposizione dei tuoi subordinati le risorse necessarie per aiutarli a raggiungere i loro obiettivi, vedrai che la produttività del team aumenterà.

Solo se sarai in grado di comprendere i loro dubbi o problemi e i loro punti di forza e di debolezza, potrai assegnare a ciascuno le giuste mansioni.

 

Comunica con tutti

La comunicazione è il cuore della leadership.

In qualità di leader, dovrai coinvolgere le persone a tutti i livelli e assicurarti che comprendano esattamente ciò che stai richiedendo.

Allo stesso tempo, fa si che si sentano liberi di parlarti apertamente.

Un buon comunicatore è in grado di far passare un messaggio evitando ogni ambiguità e, ogni leader che si rispetti, deve imparare a diventare tale.

 

Stabilisci dei momenti di incontro tra colleghi

Un team affiatato è composto da membri che condividono altro rispetto la loro routine giornaliera.

Per questo motivo, essere un buon leader significa anche assicurarsi che il proprio team si ritrovi per svagarsi e conoscersi meglio.

Questo è fondamentale soprattutto quando gestisci un team da remoto dove, per ovvi motivi, la comunicazione deve passare attraverso uno schermo.

È quindi consigliabile organizzare dei momenti di incontro fisico per alimentare la coesione.

 

Riconosci e premia il merito

Per migliorare la leadership all’interno della tua startup devi riconoscere e premiare un membro del tuo team quando se lo merita.

Valorizzare chi ha raggiunto un obiettivo avrà la funzione di aumentare la produttività dell’intero team e dei singoli membri.

Vedendosi riconosciuti gli sforzi avranno una motivazione in più per continuare in quella direzione.

 

4 errori da evitare

Passiamo invece ora alle cose da evitare se vuoi migliorare la tua leadership nella startup.

 

Giustificare sempre gli errori

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

Così dicevano i romani e così dovrebbe dire anche un leader di una startup.

E’ vero, tutti sbagliamo, tuttavia è giusto e necessario far notare gli errori per dare la possibilità di correggersi.

 

Stabilire obiettivi personali piuttosto che di team

Come leader avrai una vision chiara e definita ed è giusto che tutto il resto del team si muova avendo bene in mente lo scopo della tua startup.

Allo stesso modo, però devi assegnare a ciascun membro delle task dedicate e fornirgli degli obiettivi personali che tengano conto di quello macro ma che siano legati alle sue attività specifiche.

Così facendo, gli darai la possibilità di aver chiaro in mente come muoversi e come svolgere il suo lavoro.

 

Consegnare compiti troppo semplici o complessi

Per migliorare la leadership nella tua startup devi inoltre bilanciare l’assegnazione delle attività ai membri del team.

Questo significa assegnare compiti né troppo difficili né troppo facili.

Compiti troppo difficili rispetto alle competenze del singolo lo porterebbero a non concludere correttamente il lavoro e a pensare di non essere sufficientemente adatto al suo ruolo, demotivandosi.

Al contrario, compiti troppo facili farebbero pensare al tuo collaboratore che non riponi fiducia in ciò che fa.

Il consiglio è quindi quello di conoscere ogni individuo del tuo team, le sue competenze e le sue abilità, così da stabilire i limiti entro i quali spingerti.

 

Fare micromanagement

Se vuoi diventare un buon leader evita di fare micromanagement.

Monitorare costantemente che i membri del tuo team stiano facendo il loro lavoro è deleterio, per te e per loro.

Tu perderai tempo che potresti dedicare ad altri progetti e loro si sentiranno costantemente controllati e quindi meno produttivi.

Per questo motivo, è importante fidarsi dei propri collaboratori.

Se instaurate un rapporto di fiducia reciproco entrambi non avrete nulla da nascondervi e sarete più produttivi.

Questo era l’ultimo consiglio, speriamo davvero che questa guida ti sia stata di aiuto.

Ci vediamo presto,

Alessio e Giulia.

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