Open Innovation: cos’è e perché serve in azienda (con 8 esempi)

Open innovation copertina

L’Open Innovation è un modello usato dalle imprese più all’avanguardia per accelerare l’innovazione e la crescita aziendale.

In questo articolo, scopriremo cos’è e quali sono i vantaggi dell’open innovation, con un focus particolare sugli 8 esempi più eclatanti.

Iniziamo!

 

Che cosa si intende per open innovation?

Partiamo dalla definizione di Open Innovation.

In breve, l’Open Innovation è un modello secondo cui le imprese devono far ricorso anche a idee e risorse esterne all’azienda, per creare più innovazione ed essere più competitive sul mercato.

A inventarlo nel 2003 è stato Henry Chesbrough, un economista statunitense.

Secondo Chesbrough, le imprese che vogliono davvero progredire e innovare non possono più basarsi solo sulle idee e risorse interne.

E come mai bisogna puntare anche alle idee esterne?

Per due motivi principali:

  • i processi di Ricerca & Sviluppo sono diventati sempre più costosi, a causa della globalizzazione;
  • le idee interne del reparto di R&S possono essere molto limitate.

D’altronde, come può competere un singolo reparto rispetto al mondo intero?

Anche con i migliori talenti interni, spesso le idee migliori emergono fuori dall’azienda.

È successo in tantissime imprese.

Vediamo subito gli 8 casi più famosi.

 

8 esempi di Open Innovation

Da quando è stata teorizzata, l’Open Innovation ha influenzato notevolmente lo sviluppo delle imprese.

Le aziende che hanno saputo sfruttarla al meglio sono cresciute tantissimo.

Ma ci sono anche casi di aziende che sono andate incontro al fallimento, proprio perché non sono riuscite a cogliere la sua importanza al momento giusto.

Iniziamo dagli esempi positivi.

 

Samsung

Problema: le tecnologie innovative sono molto costose e svilupparle solo internamente non era più sostenibile a livello economico per Samsung.

Soluzione: acquisizioni, collaborazioni e creazione di acceleratori per startup.

Risultato: entrando in contatto con le startup, Samsung sta portando sul mercato prodotti molto innovativi e, quindi, anche più competitivi.

 

Enel

Problema: trovare idee innovative per promuovere l’uso delle energie rinnovabili.

Soluzioni:

  • apertura, al momento, di 10 hub di innovazione, dove ha creato centinaia di collaborazioni con startup e partner strategici;
  • partecipazione al superacceleratore iNCENSE, per sostenere progetti open source nell’ambito delle energie rinnovabili;
  • creazione dell’Enel Idea Factory, un laboratorio interno in cui tutti i dipendenti possono partecipare al processo innovativo, non solo quelli del reparto R&S.

Risultato: grazie alla collaborazione con partner esterni e tutte le risorse interne, i nuovi progetti di Enel stanno offrendo un supporto concreto contro il cambiamento climatico.

 

Lego

Problema:

  • creare e coinvolgere una community attorno ai propri prodotti;
  • avere un flusso costante di idee a cui il pubblico è realmente interessato.

Soluzione:

  • creazione del sito Create and Share, che consente alla community di condividere i propri design e le foto dei lego;
  • sviluppo del sito Lego Ideas, che permette agli utenti di proporre nuovi design e votare i migliori. Quando un design ha almeno 10 mila sostenitori, Lego lo sviluppa e lo lancia sul mercato.

Risultato: sfruttando le idee della community, Lego si assicura di sviluppare prodotti a cui i clienti sono davvero interessati. In questo modo, può risparmiare sulle ricerche di mercato e far sentire gli utenti coinvolti nella crescita dell’azienda.

 

Telegram

Problema: differenziarsi in un mercato molto competitivo come quello della messaggistica istantanea.

Soluzione: concedere la possibilità gli utenti di creare sticker e bot per personalizzare l’app in base alle loro esigenze.

Risultato:

  • ha attirato tanti nuovi utenti;
  • è riuscita a sviluppare funzionalità molto innovative, affermandosi sul mercato.

 

Ora passiamo ad alcuni esempi negativi.

In queste imprese, l’assenza di Open Innovation ha portato a conseguenze disastrose, a volte addirittura al fallimento.

 

Blockbuster

Blockbuster era una società statunitense che offriva film a noleggio.

Problema: nascita, con Netflix, di un nuovo modello di business su abbonamento, per poter guardare tutti i film desiderati ovunque e in qualsiasi momento.

Soluzione possibile: proposta di acquisizione di Netflix da parte di Blockbuster per 50 milioni di dollari. In questo modo, Blockbuster avrebbe potuto cambiare più facilmente il modello di business, facendo affidamento alle tecnologie sviluppate da Netflix.

Risultato: Blockbuster non ha acquisito Netflix ed è fallita perché il suo servizio era diventato troppo obsoleto.

 

Sony

Sony ha lanciato il primo lettore di ebook moderno nel 2004.

Problema: non ha offerto una soluzione per la gestione dei diritti digitali e uno store online per acquistare gli ebook.

Soluzione possibile: allinearsi con l’ecosistema editoriale, mostrando agli editori i benefici di questa nuova rivoluzione digitale.

Risultato: Amazon è riuscita a prevalere con il suo Kindle proprio perché ha mostrato agli editori le potenzialità economiche degli ebook per il settore.

 

Michelin

Michelin nei primi anni ‘2000 aveva sviluppato pneumatici altamente innovativi, con cui si poteva continuare a guidare per ben 200 chilometri dopo la foratura della gomma.

Problema: per applicare questi pneumatici, i garagisti necessitavano di strumentazioni costose e ingombranti, che non potevano permettersi.

Soluzione possibile: ragionare in un’ottica di filiera, coinvolgendo nello sviluppo delle idee anche gli altri attori del settore, come i garagisti. In questo modo, avrebbe potuto anticipare questo problema e trovare soluzioni alternative.

Risultato: nel 2007 Michelin ha dovuto bloccare la produzione di questi pneumatici, che si sono rivelati un fallimento per l’azienda.

 

Kodak

Kodak si occupava soprattutto della produzione di pellicole fotografiche.

Problema: un ingegnere dell’azienda, Steve Sasson, nel 1975 ha inventato la prima macchina fotografica digitale, prevedendo la futura sostituzione dell’analogica.

Soluzione possibile: prepararsi alla transizione dalla fotografia analogica a digitale, dato che ci volevano diversi anni per la completa adozione.

Risultato: nel 1981, Sony ha lanciato la prima fotocamera digitale; Kodak si è lasciata trovare impreparata ed è andata incontro a un lento ma inesorabile fallimento nel 2012.

Questi esempi rendono evidente quanto l’Open Innovation sia uno strumento ormai insostituibile per le aziende che vogliono davvero crescere.

E lo è per alcune ragioni, che andiamo ora ad analizzare.

 

Perché fare Open Innovation in Italia?

Come abbiamo visto, l’Open Innovation può determinare le sorti di un’azienda.

La domanda che sorge spontanea è: perché?

Perché offre dei vantaggi significativi alle imprese:

  • riduce tempi, costi e rischi di sviluppo dei nuovi prodotti/servizi, perché l’azienda potrà affidarsi a soluzioni già sviluppate da partner esterni;
  • permette di creare una struttura aziendale più flessibile, che si ispira ai principi del Lean Thinking;
  • la collaborazione con i partner aumenta la qualità dei prodotti/servizi, perché ogni azienda può concentrarsi su ciò in cui è più esperta;
  • è maggiore anche la varietà dei prodotti/servizi disponibili sul mercato, perché si possono identificare nuove opportunità di business;
  • favorisce l’innovazione e un più rapido progresso tecnologico, coinvolgendo anche università, centri di ricerca e istituzioni;
  • permette un più rapido time to market, ossia il tempo per passare dalla fase di ideazione del prodotto/servizio al suo lancio sul mercato. Questo perché di alcune fasi potranno occuparsi i partner.

Ma ci sono realtà che possono avere più vantaggi dall’Open Innovation?

In effetti, no.

Ogni azienda può beneficiarne, in modi diversi:

  • le grosse Corporate riescono a sperimentare a costi minori, restando sempre al passo con i trend del mercato;
  • le PMI possono espandere le loro linee di business, cercando all’esterno le risorse di cui necessitano;
  • le startup hanno la possibilità di crescere più velocemente, affidandosi ai più solidi player di mercato.

Ovviamente, in base alla propria situazione, ci sono diversi modi per fare Open Innovation.

Scopriamoli subito.

 

Come fare Open Innovation: 2 tipologie

Negli anni, sono state create tante soluzioni di Open Innovation, per andare incontro alle esigenze diverse di ogni azienda.

Queste soluzioni possono appartenere a due tipologie: l’inbound e l’outbound Open Innovation.

L’inbound Open Innovation si fonda sull’adozione di stimoli esterni per innovare all’interno dell’azienda.

In questa tipologia, troviamo le seguenti attività:

  • Collaborazioni con università, centri di ricerca e partner esterni: per accedere a brevetti e sviluppare nuovi metodi e tecnologie;
  • Hackathon: competizioni che coinvolgono sviluppatori, grafici ed esperti informatici nella realizzazione di un progetto in un periodo di tempo limitato (di solito, 24-72 ore);
  • call per startup e innovation challenge: iniziative per raccogliere idee innovative su un tema, che l’azienda può implementare o supportare economicamente;
  • creazione di acceleratori o incubatori per startup: per sostenere le imprese agli inizi e contribuire alla loro crescita, allo scopo di creare una lunga e stabile collaborazione;
  • l’acquisizione di startup da parte di Corporate: per accedere a tecnologie innovative e ai talenti digitali appartenenti a queste realtà.

Invece, l’outbound Open Innovation è basato sull’esternalizzazione di stimoli interni, per fare innovazione al di fuori dell’azienda.

Tra le attività di questa tipologia, troviamo:

  • accordo di licenza (licensing): accordo con cui cedere il diritto di proprietà intellettuale di una tecnologia a un altro soggetto, dietro il pagamento di una somma di denaro;
  • joint venture: accordo commerciale tra più imprese che si impegnano a collaborare per raggiungere un determinato obiettivo, condividendo rischi, risorse e profitti;
  • spin-off aziendali: nuove aziende con un team, un business model e un budget dedicati che vengono sviluppate al di fuori della struttura aziendale principale;

Queste sono le tecniche più utilizzate per fare Open Innovation in azienda.

Sono tante perché ognuna si adatta a un caso specifico.

E sappiamo che potrebbe essere difficile scegliere la soluzione più adatta alle esigenze della tua azienda.

Per questo, noi di Startup Geeks Innovation possiamo aiutarti nella scelta e creare un percorso su misura per la tua azienda.

Dai il via all’innovazione!

Speriamo che questo articolo ti sia piaciuto.

A presto!

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