Pitch per startup: i consigli di Chiara Alzati

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“Puoi avere anche le idee più brillanti al mondo, ma se non sarai in grado di presentarle in modo efficace, esse non ti porteranno molto lontano.” – Lee Iacocca (ex Presidente e Amministratore Delegato di Chrysler).

Nella mia attività di Allenatrice di Public Speaking mi accorgo quotidianamente di quanto, ahimè, la capacità di parlare in pubblico in Italia (ma non solo!) sia alquanto trascurata. Anche dagli Startupper.

E così, frequentemente, si vedono Startupper che sul palco non riescono a dar giustizia alle proprie idee, perché non le sanno comunicare con chiarezza, carisma e autorevolezza.

Pertanto dal mio punto di vista è necessario innescare un processo di autoconsapevolezza negli Startupper.

Un processo di autoconsapevolezza che si fonda su tre presupposti:

Presupposto 1: improvvisarti speaker è pericoloso. La comunicazione in pubblico segue tecniche e regole specifiche. Se sul palco vuoi brillare e convincere gli investitori della validità della tua idea di business, optare per un pitch fai da te è evidentemente l’opzione più economica, ma è anche la più rischiosa.

Presupposto 2: tanto più conosci il tuo ambito di business e la tua idea imprenditoriale, tanto più rischi di cadere nella cosiddetta “trappola della conoscenza”, dando per scontato o trascurando del tutto il punto di vista del pubblico. Se vuoi persuadere gli investitori, devi raccontare la tua idea guardandola coi loro occhi, non coi tuoi!

Presupposto 3: tanto più il tuo pitch sarà uguale a quello degli altri, tanto più passerai inosservato. Hai pochi minuti a disposizione. Perché non usarli per sorprendere e agganciare dai primissimi istanti il pubblico? Perché iniziare con “Buongiorno, sono Andrea e rappresento la Startup XY?” quando puoi agganciare immediatamente il pubblico con una domanda, una parola chiave, una storia o una citazione inaspettata?

Insomma, preparare un pitch non è un gioco da ragazzi. Richiede uno studio attento, tanta pratica e feedback costruttivi.

Come spiego in questo video:

Un pitch è come una casa.

Deve basarsi su solide fondamenta, altrimenti rischi di parlare a vuoto e di far crollare la tua idea di startup esattamente come crollerebbe una casa costruita su fondamenta instabili.

Un pitch deve avere una chiara struttura, esattamente come gli interni di una casa non devono assomigliare a un labirinto, ma devono agevolare la vita di chi la abita. Infine un pitch deve essere esposto in modo gradevole e autorevole, esattamente come l’arredamento di una casa deve farne risaltare gli interni, l’armonia e il calore.

Come puoi ben intuire, la preparazione di un pitch di successo necessita di un lavoro strategico.

Attraverso il mio Metodo di lavoro, il Metodo Parlare Chiaro ™, supporto gli Startupper a preparare i loro Pitch da zero. Sia di persona sia in remoto. Anche in Inglese e in Tedesco.

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Nella Fase 1: li aiuto a posare i loro pitch su solide fondamenta, guidandoli attraverso domande di qualità a mettere a fuoco il punto di vista del pubblico.

Questa fase è estremamente delicata perché lo Startupper deve smettere di parlare in prima persona della propria idea e osservarla per un po’ esclusivamente dal punto di vista del futuro cliente e degli investitori.

Nella Fase 2: scriviamo insieme il loro pitch, strutturandolo in modo chiaro e lineare. Un pitch non deve mai assomigliare a un labirinto o a un’accozzaglia di informazioni, ma deve seguire una precisa struttura che agevoli il pubblico a seguire il filo del discorso.

Nella Fase 3: proviamo insieme il pitch. Lo startupper lo ripete e riceve da me feedback costruttivi, volti a renderlo consapevole di ciò che fa già bene e di quello che potrebbe migliorare. In questa fase ci accertiamo anche che il pitch rispetti i minuti stabiliti, tipicamente tre.

 

Devi preparare un pitch e non ti senti sicuro?

Ecco alcune domande che ti suggerisco di farti sempre in fase di preparazione del tuo pitch:

  • Sei partito dalla descrizione del problema prima di proporre la tua soluzione?
  • Hai descritto i benefici derivanti dalla tua idea in termini concreti e specifici?
  • Hai inserito i tuoi fattori differenzianti descrivendoli in termini chiari, concreti e univoci?
  • Come conferisci credibilità e sicurezza all’investimento?
  • Il tuo piano marketing è solido? Se sì, come ne sei certo?
  • Hai valorizzato abbastanza il tuo team?
  • La call to action finale è esplicita?
  • Hai lasciato i tuoi contatti nella slide finale?

Come avrai capito, la qualità del tuo pitch dipende non solo da quanto sarai disinvolto e a tuo agio sul palco mentre lo esporrai, ma anche dalle domande strategiche che ti farai in fase di preparazione del pitch stesso.

Ti aspetto nella mia Community, ti basterà accedere con la tua migliore email e troverai una serie di risorse gratuite che ti supporteranno nel Public Speaking. Riceverai anche aggiornamenti sui miei Mini Corsi nelle varie città italiane.

Potrai ordinare la tua Copia Gratuita del mio nuovo Libro “Video Public Speaking. La Guida Professionale per Comunicare con Efficacia davanti alla Telecamera. Anche se Odi Parlare in Pubblico”.

Ciao e a presto nella mia Community!
Chiara

 

(Questo articolo è stato scritto da Chiara Alzati, che ringraziamo!)

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