Realtà virtuale: cos’è e come funziona (con 3 esempi pratici)

realtà virtuale copertina

La realtà virtuale sta attirando sempre più l’attenzione pubblica viste le sue numerose applicazioni. Immagina infatti di poter visitare la tua prossima casa stando comodamente sul divano oppure vivere un’esperienza immersiva mentre guardi un film.

In questo articolo, scopriamo cos’è la realtà virtuale, come funziona e 3 esempi di applicazioni pratiche.

Partiamo!

 

Cosa si intende per realtà virtuale?

La realtà virtuale (VR) è una tecnologia immersiva che proietta l’utente in un altro luogo tramite l’uso di appositi dispositivi come visori, guanti e auricolari.

Questa immersione è così completa da attenuare la percezione fisica del mondo esterno e isolare del tutto l’utente.

Insomma, è un po’ come un moderno teletrasporto che consente di esplorare qualsiasi luogo e vivere esperienze in prima persona senza uscire di casa.

Ma come si è arrivati a una simile tecnologia?

Tutto è iniziato nella metà degli anni ‘50, quando sono stati avviati i primi studi su come stimolare i sensi mediante delle simulazioni.

Questi studi hanno portato alla costruzione di un macchinario chiamato Sensorama.

Sensorama era un dispositivo completo, che riusciva a stimolare tutti e 5 i sensi, in quanto possedeva:

  • immagini stroboscopiche per la vista;
  • altoparlanti per l’udito;
  • aromi e odori per l’olfatto e il gusto;
  • un manubrio per il tatto;
  • una poltroncina per le sensazioni di ondeggiamento del corpo e dell’equilibrio.

Sensorama: il primo macchinario per la realtà virtuale

Rispetto al passato, la realtà virtuale oggi è molto cambiata.

Quasi tutte le aziende del settore si occupano di costruire visori di altissima qualità, tralasciando gli altri sensi.

Questo perché la vista è considerata il senso dominante, e permette da sola di calarsi completamente in una realtà alternativa.

Ora che abbiamo parlato di realtà virtuale e hai capito di cosa si tratta, potresti ancora confonderla con la realtà aumentata.

Perciò, vediamo più nel dettaglio la differenza tra le due.

 

Qual è la differenza tra realtà virtuale e realtà aumentata?

Realtà virtuale e aumentata.

Molti confondono questi due termini, ma si tratta di tecnologie diverse.

Partiamo da ciò che le accomuna.

Entrambe hanno l’ambizione di superare il mondo fisico per darci l’opportunità di compiere azioni che sarebbero impossibili normalmente, come visitare lo Spazio.

E allora qual è la differenza tra le due?

Come abbiamo visto, la realtà virtuale consente di immergersi in un altro luogo, arrivando a sostituirsi al mondo vero.

La realtà aumentata, invece, si sovrappone al mondo fisico, offrendo informazioni aggiuntive sull’ambiente che ci circonda.

E, per funzionare, non ha bisogno di visori o tecnologie avanzate: basta solo uno smartphone e il gioco è fatto.

Proprio per questo, è molto più diffusa.

Pensiamo, ad esempio, alle mappe 3D disponibili su Google Maps per aiutarci a raggiungere la nostra destinazione più facilmente.

realtà virtuale e realtà aumentata differenza

Ma torniamo a noi.

Abbiamo scoperto cos’è la realtà virtuale.

Adesso resta da capire come funziona.

 

Come funziona la realtà virtuale?

Immagina di essere in una stanza vuota.

Per entrare nella realtà virtuale, per prima cosa indossa un visore.

Poi, impugna anche due controller, uno per mano.

Questi controller non sono obbligatori, ma servono a far capire al visore la posizione delle proprie mani, per interagire meglio con la realtà simulata.

A questo punto, abbandonerai virtualmente la stanza vuota e potrai immergerti ed esplorare un mondo digitale a 360 gradi.

visore e controller per la realtà virtuale

Quindi, una volta acquistati visore e controller, potrai subito provare questa nuova esperienza virtuale.

Ma quali sono i migliori dispositivi?

Scopriamoli insieme.

 

Che strumenti servono per usare la realtà virtuale?

Come già anticipato, questa tecnologia funziona grazie a determinati dispositivi.

Per quanto riguarda i controller, sono alimentati a batteria e hanno una durata di circa 4 ore.

Invece, parlando di visori per la realtà virtuale, per sceglierne uno all’altezza, bisogna controllare che abbia queste caratteristiche:

  • un campo visivo di 100-110 gradi;
  • un frame rate (numero di immagini proiettate al secondo) tra i 60fps e i 120fps per visualizzare le immagini in modo fluido;
  • giroscopio, accelerometro e magnetometro per consentire l’head tracking (spostamento dell’immagine in base ai movimenti della testa);
  • un sistema audio multicanale con effetto doppler (che prevede l’aumentare del suono in avvicinamento e il suo diminuire in allontanamento);
  • un sistema di puntamento a infrarossi, per seguire il movimento oculare (eye tracking).

Bisogna, inoltre, scegliere tra due tipologie presenti sul mercato:

  • visori con fili: potenti e performanti, devono essere collegati a un computer e, per questo, riescono a gestire contenuti anche molto complessi;
  • visori portatili: strumenti con hardware integrato e senza filo, per avere più libertà di movimento al prezzo di una grafica più limitata e una batteria con sole 2 ore di autonomia.

Ma quindi qual è il visore migliore sul mercato?

Tra i visori con fili, consigliamo:

  • Valve Index: costoso perché molto performante, con controller precisi e un ampio campo visivo; per chi cerca uno strumento professionale;
  • HTC Vive Cosmos: leggermente meno costoso, per chi cerca una risoluzione pazzesca e iperrealistica;
  • PlayStation VR: si distingue per il prezzo più basso e le prestazioni elevate ed è la scelta migliore per i fanatici dei videogiochi, vista la notevole varietà offerta da Sony;

Invece, il miglior visore portatile, e forse il migliore in assoluto, è il Meta Quest 2, perché intuitivo e facile da usare, con comodità e performance elevate a un prezzo più accessibile.

visore realtà virtuale

Questi strumenti offrono un’esperienza visiva e uditiva incredibile agli utenti.

Ma c’è di più.

Infatti, finora abbiamo parlato principalmente del settore videoludico.

Tuttavia, la realtà virtuale può essere applicata anche in altri contesti professionali, per risolvere problemi o garantire esperienze innovative.

Facciamo subito alcuni esempi.

 

3 applicazioni della realtà virtuale

La realtà virtuale ha il potenziale di rivoluzionare le nostre vite.

Questo perché può essere impiegata in vari ambiti, apportando miglioramenti significativi.

Primo fra tutti, c’è il campo medico.

In questo settore, la realtà virtuale può essere usata per effettuare interventi a distanza (telemedicina) oppure in situazioni difficili, grazie all’utilizzo di un’esocamera per osservare dettagli non visibili a occhio nudo.

Inoltre, può consentire agli studenti di simulare operazioni virtualmente in modo altrettanto realistico.

Un altro ambito che può beneficiare da questa tecnologia è quello turistico.

Sono già stati avviati i primi progetti che permettono agli utenti di visitare una località turistica in maniera virtuale prima di comprare i biglietti.

Così da non restare delusi e sapere esattamente cosa aspettarsi.

Infine, si può applicare la realtà virtuale anche al settore della moda.

Grazie a questa tecnologia, infatti, è possibile provare virtualmente abiti e accessori prima di acquistarli, senza dover passare in negozio.

Ma come funziona di preciso?

Basta indossare il visore, scorrere il catalogo del negozio e scegliere i capi da provare e poi comprare.

E con questo abbiamo visto le applicazioni principali della realtà virtuale.

Ma ce ne sono tante altre ancora da scoprire.

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L’articolo è terminato.

A presto!

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