REVOO, il software di personal trainer raccontato dal suo CEO

 In Intervista alla startup
Revoo, intervista al fondatore e CEO

Abbiamo intervistato Davide Presutti, membro di Startup Geeks Premium e founder di REVOO, una startup che ha l’obiettivo di avvicinare personal trainer e atleti.

Davide dopo aver presentato la sua startup e quello che fa, ci racconta la sua esperienza come startupper e come membro di Startup Geeks Premium. Non solo, offrirà anche dei consigli, a chi come lui, vuole fare startup.

Sei pronto? Iniziamo con l’intervista.

 

Presentati

Buongiorno a tutti, sono Davide Presutti e sono il CEO e Co-Founder di REVOO.

 

Parlaci di REVOO

REVOO è nata con l’obiettivo di fornire una soluzione semplice, digitale e data-driven per il mondo del personal training, rendendo più intuitivo il lavoro di Personal Trainer.

L’idea è nata dalla collaborazione tra me, Silvia Boraso, Alessandro Bettoni e Francesco Zambelli, dopo aver lavorato insieme al progetto TripGim, un marketplace per le palestre.

REVOO è un software SaaS (Software as a Service) con un’interfaccia browser per i Personal Trainer e una app per i loro clienti, disponibile per tutti gli smartphone Android e iOS.

Il personal trainer con REVOO può gestire i suoi clienti, conservando i loro dati comodamente online, creare i piani di allenamento e analizzare i dati di ogni sessione e dei progressi fisici fatti dall’atleta.

L’atleta invece tramite l’app può allenarsi interattivamente, utilizzando le schede preparate per lui dal suo PT e di condividere i progressi fisici e atletici.

Ciò che rende REVOO innovativo è la capacità di raccolta e di analisi dei dati dei clienti: con il loro consenso raccogliamo i dati di allenamento e i dati relativi al loro stile di vita quotidiano, grazie all’integrazione con Google Fit e l’app Salute, condividendoli con il personal trainer.

In questo modo il professionista ha per la prima volta un quadro strutturato delle abitudini del cliente, in una soluzione completa e digitale.

Ciò è diventato particolarmente importante per quanto riguarda il mondo del coaching online, che nell’ultimo periodo va sempre più affermandosi, anche a causa del periodo recente di lockdown; sempre più persone preferiscono allenarsi a casa piuttosto che frequentare una palestra e risulta quindi fondamentale avere un canale di comunicazione semplice e diretto fra personal trainer e atleta.

 

Quali sono i passi chiave che ti hanno portato fin qui?

Quello che mi è sicuramente servito molto è stata la mia esperienza in una grande azienda come Maserati-Alfa Romeo, dove ho imparato a lavorare in un ambiente molto strutturato, che aveva già le sue best practices ed i suoi processi, ed a comportarmi all’interno della gerarchia, relazionandomi anche con chi era di qualche grado superiore al mio.

Il secondo passo è stato la frequentazione di Assolombarda, in particolare il gruppo dei giovani imprenditori, dove ho potuto iniziare a creare un network di imprenditori, non solo startupper, con persone che sono poi diventate amici, oltre che contatti lavorativi.

Un altro passo chiave è stato anche aver fatto degli errori, come quello di entrare in un incubatore che si è poi rilevato non darmi nessun valore aggiunto ed essere pieno di persone che pensano di poter sfruttare gli startupper più inesperti.

La cosa positiva è stata però incontrare quelli che ora sono i miei soci e founder di REVOO, che quotidianamente mi aiutano a portare avanti il progetto.

 

Raccontaci un aneddoto della community che ti porti nel tuo percorso di crescita come imprenditore

Ho scoperto Alessio e Giulia quando ancora si chiamavano “Specialisti del Web”, prima di diventare “Startup Geeks” e li ho fatti conoscere a vari ragazzi del mantovano.

Da loro ho imparato che da soli non si va da nessuna parte, è importante essere circondati da persone che credono nel tuo progetto e sono disposti ad esserci per te.

Loro due hanno avuto un grande successo, probabilmente non privo di errori o sacrifici ed è bellissimo poterlo condividere con loro, soprattutto perché in Italia spesso accade che invece che essere contenti per il successo altrui si diventi invidiosi ed è davvero un peccato non riuscire a gioire dei successi di altri giovani imprenditori italiani.

 

Come avete gestito l’aumento di capitale? Quali sono i primi passi?

Il processo è iniziato nel modo più convenzionale, presentando la startup con vari pitch in diverse occasioni, specialmente eventi.

La cosa più interessante è che, soprattutto all’inizio, i contatti che raccogli non sono pronti ad investire subito sulla tua idea, ma rimangono spesso interessati alla startup. Appena inizi a fare i primi passi e a farti conoscere professionalmente da loro saranno molto più disposti a darti fondi per portare avanti il progetto.

Spesso le conversazioni con gli investitori duravano anche per più di sei mesi e si sono poi trasformate in un aumento di capitale equity based di 120.000 euro.

 

Hai qualche consiglio per chi sta facendo startup come te?

Prima di partire con questa avventura avevo letto un articolo che diceva “se non sei disposto a perdere tutto, lascia perdere”, ed in quel momento ho avuto un momento di riflessione profonda su quello che avrei potuto perdere e di cui parlava quell’articolo.

Come prima cosa, ed anche la più ovvia, ci sono i soldi, ma si parlava anche di rapporti umani, amici e relazioni ed al momento mi sembrava impossibile che potesse accadere veramente.

Purtroppo nel tempo, ho dovuto arrendermi al pensiero che, quello che avevo letto prima di iniziare, sarebbe successo davvero.

Se vuoi dedicarti ad una startup come me, devi essere disposto a perdere anche qualche amico, perchè avrai molto meno tempo per vederli ed è difficile mantenere anche una relazione, a cui potrai dedicare molto meno tempo ed attenzioni.

Il mio consiglio quindi è, se ci credi veramente nella tua idea, di non fermarti a questo primo scoglio: ciò che resta dopo questo primo periodo sono esattamente le cose che valgono veramente, perchè sono quelle davvero autentiche.

Speriamo che questa intervista ti sia piaciuta e ti abbia fornito degli spunti interessanti, qui ne trovi moltissime altre: interviste alle startup italiane. Buona lettura.

Post recenti

Leave a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Inizia a digitare e premi invio per effettuare una ricerca