Scaleup: cos’è, caratteristiche e differenze con startup e scaler

Scaleup: cos’è, caratteristiche e differenze con startup e scaler

Sempre più spesso si parla di scaleup anche in Italia, ma di cosa si tratta precisamente?

Cerchiamo di chiarire un po’ le idee sull’argomento e su quali sono le differenze tra scaleup e startup e tra scaleup e scaler, con alcuni suggerimenti per far diventare la tua impresa una scaleup.

 

Scaleup: definizione e significato

Una scaleup è definita nel settore aziendale come un’evoluzione naturale di una startup innovativa che ha sviluppato il proprio prodotto o il servizio e che si è affermata maggiormente nel mercato sia in termini di dimensioni, sia in termini di fatturato e di investimenti.

Una scaleup, quindi, è un’azienda che riesce a far progredire la fase di crescita iniziata come startup, continuando a espandersi in modo esponenziale anche grazie a partnership intraprese con altre aziende; detto in altri termini e in modo riassuntivo, una scaleup può essere definita come una startup che è riuscita a scalare.

Un’azienda che diventa una scaleup ha superato le fasi di definizione dell’idea, di creazione di un modello di business, di seed e di early stage, risolvendo le sfide in cui si è imbattuta durante il percorso, ed è passata alla realizzazione concreta e dall’esito positivo, ovvero all’execution.

Il rischio di fallimento per una scaleup è molto ridotto rispetto a quello che può esserci nelle fasi iniziali di avvio di una startup. La scaleup, dunque, ha una maturità tale da poter completare un primo round di finanziamenti, definito di “serie A” per fare riferimento a finanziamenti che possono variare dal mezzo milione a quindici milioni di euro. Inoltre, per quanto riguarda l’aspetto finanziario, l’obiettivo di crescita della scaleup è anche ripagare gli investitori che hanno creduto nel progetto con una forma di exit.

Viste queste premesse, le scaleup possono essere anche considerate startup che hanno raggiunto una massa critica e sono pronte a diventare contribuenti rilevanti per l’economia, sia relativamente a una generazione di entrate (anche per il PIL nazionale), sia rispetto alla produzione di nuovi posti di lavoro per le persone.

 

Scaleup o Scale-up?

Potresti avere dubbi anche sul modo in cui si scrive il termine, se scaleup o scale-up. In realtà, entrambe le forme dovrebbero essere accettate, quindi non avere paura di usare l’una o l’altra.

“Enciclopedia Treccani”, per esempio, riporta la forma con il trattino “scale-up”; tuttavia è usato in molti contesti e in ambiti diversi anche la forma senza trattino “scaleup”.

Sta a te, allora, decidere qual è quella che preferisci: in ogni caso, il significato del termine nella sostanza non cambia.

 

Caratteristiche di una scaleup

Ciò che è invece è importante chiedersi è quali sono i requisiti che si richiedono a un’azienda per essere definita una scaleup.

Una scaleup, come già detto, è considerata un’azienda il cui business model è già redditizio e scalabile. Una delle caratteristiche che vengono tenute fortemente in considerazione affinché un’azienda si possa definire una scaleup è che il modello di business iniziale cresca in tre anni più del 20% nel fatturato e nel numero di dipendenti.

Non è determinante, invece, il settore in cui operano le aziende in questa fase, tant’è vero che si può parlare di diverse tipologie di scaleup, a seconda degli specifici ambiti di riferimento. È possibile parlare, per esempio, di scaleup industrial, scaleup farmaceutica, scaleup biotecnologica, scaleup azienda.

 

Startup, scaleup e scaler: differenze

Passiamo, ora, a vedere quali sono le differenze tra scaleup, startup e scaler.

È difficile formulare una distinzione netta tra i tre termini, poiché le caratteristiche distintive di startup e di scaleup possono essere variabili rispetto al settore in cui operano, alle dimensioni del contesto di riferimento e anche al business model.

Una disparità che risulta più immediata è che una scaleup, a differenza di una startup, ha superato le fasi di avvio e può essere più concentrata sulla crescita, per poterla sviluppare in modo regolato e sostenibile anche nel tempo.

La differenza tra startup e scaleup può ritrovarsi, quindi, nelle sfide che le due tipologie di aziende devono affrontare: scopo principale di una startup è infatti trovare un modello di business ripetibile e scalabile; l’obiettivo primario affrontato da una scaleup è invece la crescita costante del business model.

Una distinzione degli obiettivi tra startup, scaleup e scaler è stata formulata da SEP (Startup Europa Partnership) in un lavoro che ha come obiettivo standardizzare le metriche di definizione di una scaleup. Le tre realtà sono così individuate:

  • le startup possono essere considerate quelle imprese che negli ultimi tre anni di attività sono riuscite a raccogliere investimenti tra il mezzo milione e il milione di dollari o che, autofinanziandosi, sono state capaci di fatturare una cifra compresa nello stesso intervallo;
  • le scaleup sono, invece, quelle aziende che, sempre negli ultimi tre anni di attività, hanno raggiunto fino a 100 milioni di dollari di investimenti o, con un autofinanziamento, sono riuscite a fatturare la stessa cifra;
  • infine, le scaler sono le imprese che hanno raccolto investimenti o fatturato in autonomia per più di 100 milioni di dollari.

In particolare, tra startup e scaleup possono essere identificate altre differenze che riguardano aspetti diversi:

  • crescita: una startup cresce molto più lentamente di una scaleup che si sviluppa per oltre il 20% di fatturato e di numero di dipendenti in tre anni;
  • ciclo di vita: una startup è in una fase di avviamento, una scaleup invece è già in una fase più matura e consolidata;
  • modello di business: se in una startup è in fase di definizione, in una scaleup è saldo, essendo questa in un momento di crescita nel mercato, come già precisato;
  • finanziamento: una startup ha bisogno di persone come business angels e investitori terzi che credono nell’idea e la fanno partire da zero, mentre una scaleup è finanziata da grandi aziende ormai attratte da quell’idea e, soprattutto, dal modo di operare sul mercato;
  • talento umano: in una startup può essere non ben definito, al contrario che nelle scaleup, il cui team è formato da persone con competenze specifiche o ben note nel settore in cui essa opera.

 

Quante startup diventano scaleup?

Non sono ancora state fatte delle statistiche precise sul numero di startup che riescono a superare la fase di lancio e a diventare scaleup. Questo, infatti, è un aspetto che può dipendere da svariate motivazioni e non solo dal settore e dal mercato di riferimento; può dipendere, per esempio, anche da ragioni interne, come la strategia aziendale adottata o quali sono le competenze del team di lavoro.

Ci sono, però, alcune stime secondo cui, purtroppo, solo una piccola percentuale di startup riesce ad andare avanti e diventare una scaleup.

Nonostante questo, se stai pensando di avviare una tua impresa puntando a farla diventare una scaleup, non demordere e persegui l’obiettivo di riuscire con la tua idea imprenditoriale ad avere quell’impatto significativo sull’economia che hanno proprio le scaleup, sia in quanto aziende innovative, sia in termini di generazione di posti di lavoro.

 

Le scaleup in Italia

Se hai l’intenzione di avviare una scaleup, potrebbero scoraggiarti i dati relativi alla situazione italiana.

Non si può negare infatti che il settore delle startup e, di conseguenza, delle scaleup italiane, è ancora abbastanza indietro rispetto ad altre nazioni. Le scaleup e le startup, però, dovrebbero iniziare a essere considerate un punto di forza per l’economia nazionale.

Secondo un report condotto da Mind The Bridge, intitolato “Tech Scaleup Italy 2023”, le scaleup in Italia non riescono ancora a dare un grande contributo al PIL italiano e all’occupazione totale e servirebbe, sicuramente, investire di più in tali realtà per bilanciare anche il divario con gli altri contesti internazionali.

È vero che questo tipo di aziende sta crescendo in maniera non lineare, ma se negli ultimi due anni hanno aumentato i lori ricavi annuali del 50% e determinato un aumento del 20% dell’occupazione, non si può non soffermarsi a pensare che, con maggiori investimenti, potrebbero arrivare a raggiungere risultati molto promettenti nei prossimi anni.

Dato il loro potenziale e il modo in cui potrebbero incidere positivamente sull’economia di un paese, le scaleup, quindi, non possono che essere tenute in considerazione dagli imprenditori, specie da quelli più ambiziosi e determinati, che hanno anche idee innovative.

 

Come diventare una scaleup: i consigli di Startup Geeks

Se vuoi che la tua startup diventi una scaleup, può essere utile tenere in considerazione alcuni pochi consigli elargiti da Startup Geeks.

Prima di tutto, ricorda qual è il ciclo di vita di una startup, che è definito anche temporalmente, per non avere sorprese e affrontare questo lungo percorso con maggior consapevolezza.

Anche se breve, la vita di una startup è molto varia e se vuoi che la tua impresa cresca tanto da diventare una scaleup (e poi una scaler) il nostro consiglio è di prestare davvero molta attenzione e dedicare il giusto tempo a ogni singola fase.

Parti, quindi, da un’idea di business valida e ben strutturata per poi validarla. In seguito, dovrai cercare i giusti finanziamenti per la tua impresa. Infine, devi metterci il massimo impegno e avere molta motivazione per tentare di crescere rapidamente e giungere fino alla fase di exit.

Questo era il nostro ultimo suggerimento.

Speriamo di rivederti presto!

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