Cosa significa e cosa sono le scaleup
Le scaleup sono aziende in una fase specifica del loro ciclo di vita, ovvero di grande crescita magari successiva ad un round di investimento molto importante.
Si tratta di una piccola parte di tutte le aziende innovative che vengono fondate ogni anno, perché, come forse saprai, circa il 90% di queste falliscono già nelle primissime fasi della loro vita.
Quando questo non succede, diventano scaleup e in questo articolo approfondiamo cosa sono, quante sono e quali sono le differenze con le startup.
Iniziamo subito.
Indice dei contenuti
Cos’è una scaleup: definizione e traduzione
Partiamo dalla teoria.
Cosa significa scaleup?
L’espressione scaleup deriva innanzitutto dall’unione di due parole inglesi: “to scale” e “up”, rispettivamente “scalare” e “in alto/crescere”.
È chiaro quindi che le scaleup non sono altro che startup innovative in una fase di rapidissima crescita spesso successiva ad un fundraising di Serie A.
La caratteristiche principali delle scaleup sono:
- un prodotto o un servizio già validato e sviluppato;
- un business model ripetibile e scalabile, anche in mercati internazionali.
Infatti, proprio citando l’OCSE, una scaleup è una società con almeno 10 dipendenti che è riuscita ad avere un rendimento annuo medio del 20% negli ultimi 3 anni.
Oppure, secondo Deloitte sono quelle startup che riescono a raggiungere i 10 milioni di fatturato nei primi 5 anni.
È chiaro perciò che le “scaleup” siano tutte quelle startup che sono riuscite a sopravvivere alla fase di avvio.
Quindi la domanda sorge spontanea, quante startup diventano poi effettivamente scaleup?
Non tante ma andiamo con calma.
Quante startup diventano scaleup e quando lo diventano
Secondo un’osservazione di Growth Institute condotta sulle startup della Silicon Valley, la metà di esse non arriva ai 5 anni di attività e solo 1 su 200 diventa scaleup.
Ciò significa che meno dell’1% delle startup diventa scaleup.
Ma come avviene questa transizione?
Per rispondere alla domanda dobbiamo vedere la scaleup come una fase di transizione piuttosto che un punto di arrivo.
Riprendendo le parole di Steve Blank, la sfida principale di una startup è quella di sviluppare un modello di business scalabile e ripetibile.
Quando ciò succede, la startup può essere considerata scaleup.
Puoi vederlo meglio anche in questa figura.
Ciò che è facile comprendere è che nonostante la fase “startup” sia terminata, le sfide non lo siano affatto.
Una scaleup deve infatti assicurarsi una crescita esponenziale e allargare il proprio mercato attraverso partnership strategiche.
Qualora anche questa fase terminasse positivamente, si entra in quella denominata “scaler”.
Qui la sfida sarà quella di consolidare la leadership dell’azienda nel mercato e, perché no, diventare il prossimo unicorno (vedremo cos’è più avanti).
Passiamo ora a vedere quali sono le scaleup italiane.
Quante scaleup ci sono in Italia e quali sono
Secondo un report di Mind the Bridge, l’Italia conta 261 scaleup.
Queste sono il 3% di tutte le scaleup europee, posizionando l’Italia al decimo posto della classifica.
Ben 120 di queste 261 hanno sede a Milano che si rivela la capitale delle scaleup italiane.
Subito dopo troviamo Roma con 22 scaleup all’attivo, poi Cagliari e Napoli, con 8 aziende ciascuna.
Analizzando poi i settori principali in cui operano le scaleup italiane, vedremmo comunque una buona eterogeneità.
In particolare:
- E-Commerce, Retail e Shopping, che conta 32 aziende tra cui Everly, Tannico e Cortilia, con una capitalizzazione totale di 343M di euro;
- Advertising, con 27 aziende tra cui Buzoole e Triboo, e con una capitalizzazione totale pari a 145 milioni di euro;
- Fintech, con 26 aziende tra cui Satispay, Moneyfarm e Oval, con una capitalizzazione totale di 295 milioni di euro;
- Business & Productivity software, con 23 aziende tra cui CoreView, Funambol e AppQuality, e una capitalizzazione di 260 milioni di euro;
- Fashion, con 8 aziende tra cui YOOX, Lanieri e Velasca, e una capitalizzazione di 201 milioni di euro.
Facciamo ora il punto andando a vedere le differenze tra una startup e una scaleup.
Differenza tra scaleup e startup
Le principali differenze tra una startup e una scaleup possono essere riassunte in questa tabella (se sei da telefono, scorri con il dito a destra per vederla tutta).
Startup | Scaleup | |
---|---|---|
Product-market fit | Ancora non definito o poco chiaro | Prodotto/Servizio validato e commercializzato |
Finanziamento | Nullo o in fase di Bootstrapping | Secondo o terzo Round di finanziamento |
Modello di business | Incerto | Sostenibile e ripetibile |
Ruoli del team | Flessibili | Definiti |
Rischio imprenditoriale | Alto | Basso |
Fase del ciclo di vita | Iniziale | Inoltrata |
Ricorda infine che una startup può diventare una scaleup ma non può succedere il contrario.
Una scaleup può poi solamente diventare una scaler o un unicorno (o anche fallire).
Ma cosa si intende con il termine unicorno?
L’espressione è stata coniata nel 2013 dalla venture capitalist Aileen Lee e indica quelle startup valutate oltre il miliardo di dollari, tra queste troviamo grandi realtà come Netflix, Deliveroo o SpaceX.
Speriamo che questo articolo ti sia stato utile e ti ringraziamo per l’attenzione.
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A presto.
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