Lo scenario attuale e le prospettive delle Startup Innovative

Scenario Startup Innovative

Nonostante la crisi economica dovuta alla diffusione del virus Covid-19, il report di monitoraggio trimestrale dal Ministero dello Sviluppo Economico, pubblicato il 1° ottobre 2021 e dedicato ai trend demografici e alle performance economiche delle startup innovative, evidenzia dati rassicuranti. Le startup innovative crescono sempre di più!

In particolare, al termine del terzo trimestre 2021 le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese (come previsto dal Decreto Legge n. 179/2012) toccano quota 14.032, in aumento di 540 unità (+3,3%) rispetto al trimestre precedente (che a sua volta aveva registrato una crescita dell’8,1%). Si ricorda che lo status di startup innovativa è ottenuto da società di capitali costituite da meno di 5 anni, con fatturato annuo inferiore a 5 milioni di euro e in possesso di determinati indicatori di innovazione tecnologica.

A fronte di una tale crescita, quindi, è spontaneo chiedersi: quali sono i settori di riferimento delle startup innovative e dove sono localizzate? Quali sono i principali investitori delle startup innovative? E, infine, quali interventi potrebbero agevolare ulteriormente la diffusione delle startup innovative?

Queste sono le domande a cui cercheremo di fornire una risposta nel prosieguo.

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Studio Perotta

Studio Perotta & Partners («SP&P») è uno studio associato di Dottori Commercialisti e Revisori Legali accomunati da valori condivisi che, grazie alla combinazione di qualità, eccellenza, professionalità e multidisciplinarità, è in grado di offrire servizi professionali altamente specializzati.

Quali sono i settori di riferimento?

I settori di riferimento delle startup innovative riguardano al 75,2% servizi alle imprese. Prevalgono, in particolare, le seguenti specializzazioni: produzione di software e consulenza informatica (37,9%); attività di ricerca e sviluppo (14,2%) e attività di servizi d’informazione (8,6%).

A seguire, il 16,4% delle startup innovative opera nel settore manifatturiero, all’interno del quale spiccano le startup specializzate nel settore della fabbricazione di macchinari (3%) e della fabbricazione di computer e prodotti elettronici e ottici (2,3%). Infine, le restanti startup innovative operano nel settore del commercio (3,1%).

In alcuni settori economici, si registra un’incidenza di startup innovative sul totale di nuove società di capitali assai rilevante. Basti pensare che il 41,2% delle nuove società registrate con codice ateco C 26 (i.e. “fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica; apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e di orologi”) e il 37,9% delle società neo costituite con codice ateco J 62 (i.e. “produzione di software, consulenza informatica e attività connesse”) sono startup innovative. Più in generale, è una startup innovativa il 9,8% di tutte le nuove società che operano nel comparto dei servizi alle imprese.

Dove sono localizzate?

In merito alla distribuzione geografica, la Lombardia rappresenta la regione in cui è localizzato il maggior numero di startup innovative che raggiungono la quota di 3.755 unità , pari al 26,8% del totale nazionale. Seguono, poi, il Lazio con 1. 633 startup, la Campania con 1. 245 startup e il Veneto con 1.112 startup.

Anche alla luce di quanto sopra, non stupisce che la provincia in cui è localizzato il numero più elevato di startup innovative è Milano (in questo articolo abbiamo selezionato le startup milanesi più interessanti), che nel secondo trimestre 2021 erano 2.640, il 18,8% del totale nazionale. Tuttavia, Trento rappresenta la provincia con la maggior concentrazione di startup innovative in rapporto al numero di società di capitali neocostituite.

Quali sono i principali investitori?

Un ruolo fondamentale nel sostenere la creazione e la crescita delle startup innovative è ricoperto dai c.d. business angel (conosciuti anche come angel investor), ovvero quei soggetti che, in cambio di una percentuale di equity, investono nel capitale di rischio di imprese nascenti.

Come evidenziato dal report pubblico di Social Innovation Monitor, in Italia operano circa 1.209 business angel di cui il 72% è localizzato nel nord Italia ed in particolare in Lombardia.

In merito all’esperienza lavorativa dei business angel, il report evidenzia che in Italia, il 46% dei business angel svolge l’attività di manager o dipendente di un’azienda privata. Il 32%, invece, è un imprenditore, il 17% è un consulente o libero professionista e il 3% è un manager o dipendente nella Pubblica Amministrazione.

I settori in cui investono maggiormente i business angel sono il settore digital services, seguito dal settore biotech & healthcare e dal settore fintech & big data tech.

Sulla base della survey annuale pubblicata da IBAN (i.e. Italian Business Angel Network) nel mese di giugno 2021, i business angel italiani hanno un patrimonio mobiliare medio inferiore a 2 milioni di Euro. Il 49% del campione analizzato da IBAN investe meno del 10% del proprio patrimonio in operazioni di angel investing e la percentuale di equity individualmente investita nella società raramente supera il 15%.

I tre fattori principali che i business angel considerano al momento della valutazione del progetto imprenditoriale sono: i) il potenziale di crescita del mercato (per il 35% degli intervistati); ii) il team dei manager (per il 30%) e iii) le caratteristiche del prodotto/servizio (per l’11%).

Quali interventi potrebbero agevolare ulteriormente la diffusione delle startup innovative?

Al fine di mantenere un trend crescente nei prossimi anni, sono auspicabili interventi normativi che possano favorire la diffusione e la crescita di queste tipologia di società. Sebbene siano previsti diversi regimi agevolativi a favore di startupper e business angel italiani (e.g. tax credit, accesso a finanziamenti agevolati), si riscontra in ogni caso un divario rispetto ad altri Paesi europei se si considerano i numerosi adempimenti obbligatori, soprattutto in sede di costituzione (clicca qui per scoprire come costituire una startup).

Sul punto, è stato recentemente approvato un decreto legislativo con il quale viene affidata definitivamente ai notai l’esclusiva per la costituzione digitale delle startup innovative. Chi vorrà costituire una startup innovativa dovrà, quindi, necessariamente rivolgersi ad un notaio, anche mediante video collegamento.

Tale decisione avrà sicuramente un impatto negativo sul panorama italiano delle startup. In altri Paesi europei, infatti, è possibile costituire società di capitali anche senza il coinvolgimento del notaio e, quindi, senza sostenere i relativi costi.

Pertanto, si spera una riapertura del tavolo delle discussioni, portando l’Italia sulla direzione della semplificazione digitale, direzione già intrapresa a livello europeo mediante la costituzione dell’European Startup Nations Alliance che si impegna a garantire le migliori condizioni per la crescita delle startup innovative in ogni fase del loro ciclo di vita tra cui, in particolare, la digital-first per potenziare le interazioni tra autorità e startup e la creazione rapida di startup in 24 ore.

Conclusione

L’articolo è ora concluso e ringraziamo Studio Perotta & Partners per l’attenta analisi del panorama startup italiano.

Se vuoi approfondire di cosa si occupa lo Studio, in particolare in materia “startup innovative” puoi scaricare la loro presentazione aziendale cliccando qui.

Nel frattempo, speriamo di rivederti presto sul blog di Startup Geeks.

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