Soldo, la startup che ottimizza la gestione delle spese aziendali

 In Intervista alla startup
soldo intervista

Oggi intervistiamo Giuseppe Di Marco, Country Manager di Soldo, una startup Fintech che ottimizza la gestione delle spese aziendali.

Ciao Giuseppe ci puoi raccontare un po’ di te?

Ciao Aldo, lieto di potervi presentare le potenzialità di Soldo, che si concentra sul tema grande e un pò scoperto nel mondo dei pagamenti relativo alle spese aziendali fatte dai dipendenti.

Essendo la mia una storia fatta di esperienze nel settore dei servizi di pagamento elettronici, avviata in Lottomatica, dove siamo stati tra i primi a lanciare le ricariche telefoniche, nonché il pagamento delle bollette nei bar e tabaccai; poi con il lancio della filiale italiana di Euronet Worldwide (società quotata al Nasdaq, col focus sui pagamenti nella GDO), ho considerato naturale il mio approdo alla nuova sfida di Soldo.

Cosa fa e quale problema risolve la vostra soluzione?

La nostra soluzione nasce dall’esigenza di rendere autonomi i dipendenti, nel momento in cui pagano per conto dell’azienda, nella piena tutela del patrimonio aziendale.

Trasparenza, regole e tracciabilità ovviamente si sposano al meglio con la digitalizzazione del l’intero processo gestionale/contabile. Dalla costruzione delle autorizzazioni alla spesa di specifici dipendenti o gruppi di professionisti, alla segmentazione di quali voci di spesa possano essere autorizzate per ognuno, al fissare tetti di spesa, tutto può essere gestito centralmente in modo estremamente facile grazie al nostro sistema. Con un ritorno in termini di garanzie, denaro e tempo tutt’altro che trascurabile.

Al recente World Economic Forum, Accenture strategy ha evidenziato come una corretta gestione dei dati del personale, possa portare 3000 miliardi di dollari di ricavi. quale considerazione ti viene in proposito?

La modalità tradizionale di gestire le spese fatte dai dipendenti è un valore – di tempo, risorse ed energie – enorme, di cui la maggiore parte delle società non è affatto consapevole; è l’esempio perfetto di quei classici idem costs, o costi nascosti, che le aziende subiscono senza saperlo.

Per fare luce su questo aspetto, abbiamo incaricato Forrester Research di studiare i benefici sui processi aziendali di un’azienda che usa Soldo, confrontandola con chi usa le tradizionali carte di credito bancarie.

I risultati sono stati sorprendenti: per un’impresa con 500 dipendenti che viaggiano 200 giorni all’anno in Italia e all’estero, la piattaforma Soldo ha garantito un payback di 3 mesi, ed un ROI sui 3 anni del 630%.

A che tipo di azienda vi rivolgete?

A…tutte! Abbiamo qui con noi Elena Santoro di “A quiet place” che la utilizza per la sua gestione come professionista, tanto quanto aziende corporate quotate in Borsa. Soldo è utile per ogni taglia e esigenza.

A che tipo di regolamentazione siete assoggettati?

Soldo ha due anime:

  1. una informatica, la piattaforma che dà il vero valore aggiunto, consentendo alle aziende di profilare e controllare al meglio le capacità di spese e gli acquisti dei dipendenti;
  2. una bancaria, come istituto di credito per la moneta elettronica, con una licenza bancaria in Inghilterra con tutti i relativi obblighi da rispettare anche in ambito di sicurezza e GDPR.

Recentemente abbiamo acquisito una seconda licenza in Irlanda, dalla Banca Centrale, per scongiurare eventuali impatti negativi derivabili dalla probabile Brexit.

La legge Sabatini del 2019 ha stanziato 480 milioni di incentivi nell’acquisto di hardware e software ad alto contenuto tecnologico. Auspicando un sempre maggiore fintecheffectItalia, posso chiederti delle vostre attuali risorse?

Mi auguro che i soldi della legge vengano veicolati nella maniera migliore. Per quanto concerne Soldo, per la normale gestione utilizziamo i nostri ricavi, mentre per realizzare l’innovazione e la sempre nuova ricerca & sviluppo, contiamo sui fondi dei nostri investitori.

Leggendo di voi, risalta un particolare interesse per il No profit, ce ne puoi parlare?

È un altro esempio della versatilità estrema della nostra soluzione.

Il no profit è spesso contraddistinto da una pluralità di volontari e da un loro avvicendamento, oltre al bisogno di fronteggiare spese spesso in emergenza e sempre diverse: per le casistiche di utilizzo complesse la nostra flessibilità e trasparenza diventano strategiche.

Per esempio il turnover fisiologicamente elevato di persone può essere ovviato con la creazione di carte Soldo non nominative ma per “funzione”.
Un riscontro piacevole è stato sapere che abbiamo facilitato a persone, magari reduci da storie personali difficili, al riapprendimento della corretta gestione del denaro.

Avete partnership in essere?

Soldo di sua natura ben si adatta ad essere integrato a software gestionali di vario tipo (contabile, fiscale, HR e Note spese.)

In Italia ne abbiamo una con il gruppo Zucchetti, soluzione con cui siamo nativamente integrati per le note spese.
In Inghilterra con Xero, un altro software per la gestione della contabilità aziendale.
Ma sono molti i progetti in tal senso, funzionali anche alla voglia di crescere in UE.

A me piace molto un acronimo, PACT ( persone azioni collaborazione tecnologia), Come ( se,..) può essere declinato rispetto a Soldo?

Noi diamo strumenti per far sì che le persone lavorino in gruppo, effettivamente molti nostri clienti ci chiedono carte/conti che siano abbinate ad un singolo progetto!

Grazie mille Giuseppe e in bocca al lupo!

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