Startupper: cosa significa, chi è e come diventarlo

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“Molto piacere, io faccio lo startupper”. “Startup-cosa?”. “Ho detto startupper”.

Se dovesse esserti mai capitato di assistere ad una conversazione di questo tipo non preoccuparti, in questo articolo capirai esattamente chi è, cosa fa e soprattutto come diventare uno startupper.

Ti interessa? Continua a leggere!

 

Significato e definizione di startupper

Ma quindi qual è la definizione di startupper?

Secondo Wiktionary, uno startupper è un imprenditore che ha fondato una startup.

Certo forse il dizionario di Wikipedia la fa facile però il significato è proprio questo.

Per startupper si intende colui che, magari assieme ad un co-founder, ha fondato una startup o una startup innovativa.

Ovvero un’impresa che ha fatto dell’innovazione il pilastro portante di tutto il suo modello di business.

Questa definizione però omette molto di quello che realmente fa uno startupper.

Non ha solo il merito di avere un’idea innovativa e di trasformarla in un business sostenibile e scalabile, ma si deve occupare anche di tutta la gestione manageriale.

L’idea e la fondazione è solo l’inizio di un viaggio molto più lungo e tutt’altro che facile.

Percorso che richiede un certo mindset e una certa preparazione.

Cosa devi fare quindi per intraprenderlo al meglio?

 

Come diventare startupper

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Secondo noi non esiste un corso accademico che formi startupper.

Fare lo startupper significa avere idee innovative e avere l’abilità di poterle portare avanti.

Essendo basate sull’innovazione non si possono imparare dai classici manuali.

Questo però non vuol dire che avere conoscenze, per esempio, in ambito economico/finanziario sia inutile e controproducente, anzi.

Tuttavia sono hard skill e in quanto tali possono essere acquisite in qualsiasi momento.

Ciò che fa la differenza in uno startupper di successo sono le sue soft skill, in particolare quelle che abbiamo citato sopra.

Vogliamo però darti dei consigli per intraprendere questo percorso.

 

Formati costantemente

Il primo consiglio che vogliamo darti è quello di formarti costantemente.

La voglia di imparare sempre cose nuove è una delle tante caratteristiche degli startupper.

Inoltre è anche importante essere sempre al passo con le innovazioni per cavalcare nuove tendenze e creare un business di successo.

Ecco perché abbiamo per te due liste:

In entrambe troverai storie di startupper e imprenditori che tra successi e fallimenti hanno fatto delle loro aziende la loro vita.

Passiamo ora al secondo consiglio.

 

Partecipa a programmi di incubazione

Se hai già trovato un’idea innovativa e vuoi trasformare la tua idea in un business, il nostro consiglio è quello di partecipare a programmi di incubazione come lo Startup Builder.

Si tratta di un percorso di incubazione online di 12 settimane in cui riuscirai a strutturare, validare e lanciare il tuo progetto imprenditoriale.

Una volta terminato sarai in possesso di tutti i documenti necessari per aprire una startup ed avrai anche accesso al Pitch Day, dove potrai presentare la tua startup agli investitori.

Se invece sei già a buon punto con il tuo progetto segui quest’ultimo consiglio.

 

Partecipa ad una community di startupper

Se c’è una cosa che puoi iniziare subito a fare per diventare uno startupper è entrare a far parte di una community.

Le community di startupper sono degli spazi che nascono per permettere agli startupper di condividere dubbi e chiedere consigli ad esperti di settore su come portare avanti il proprio progetto.

Innoplace nasce proprio con questo obiettivo.

La nostra community dà la possibilità a chiunque abbia un’idea innovativa di trasformarla in un business evitando gli errori che da solo si troverebbe a compiere.

Ma per quale ragione dovresti intraprendere questo percorso?

 

Perché fare lo startupper: 5 motivi

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Il lavoro dello startup probabilmente ti porterà ad allungare le tue giornate lavorative arrivando a lavorare anche nei weekend e durante le feste.

Ma quindi perché dovresti farlo?

Ecco 5 buoni motivi:

  • Puoi avere un impatto sulla vita delle persone;
  • Lavori per creare una realtà che prima non esisteva;
  • Diventi padrone della tua vita;
  • Ti metti alla prova e scopri cosa sei davvero in grado di fare professionalmente;
  • Se le cose andranno bene raggiungerai la libertà finanziaria.

Inoltre, se un giorno quello che starai facendo non ti piacerà più potrai pensare ad una exit strategy.

Capita spesso che uno startupper debba scegliere cosa fare della propria startup una volta raggiunto il successo.

Può decidere di venderla, entrare nel mercato azionario oppure entrare all’interno di una corporate.

L’importante è avere le qualità giuste per farlo.

Vediamo quali sono.

 

3 Caratteristiche chiave dello startupper

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Come avrai intuito, fare lo startupper non è una passeggiata.

Non è per tutti e chi ci prova non è detto che ci riesca, ma questo non deve essere un motivo per non provarci.

Abbiamo infatti individuato le 3 caratteristiche comuni ad ogni startupper.

Andiamo per ordine.

 

Sei visionario?

Uno startupper deve capire quale problema vuole risolvere, chi vuole aiutare e se la sua soluzione avrà davvero un potenziale.

Questo spesso richiede di essere visionari: non tutti i problemi sono facilmente visibili, spesso neanche i futuri clienti sanno di averne uno.

Ciò che quindi uno startupper deve fare è di comprendere:

  • come evolverà il mercato;
  • la richiesta dei consumatori.

L’obiettivo è quello di capire quale sarà il prossimo bisogno dei consumatori in modo da anticiparlo.

Certo, questo significa anche rischiare, ma fa tutto parte del gioco.

Continuiamo adesso con la seconda caratteristica.

 

Sei resiliente?

La vita di un imprenditore è descritta da alcuni come una serie di problemi che devono essere risolti.

Infatti, ogni giorno si presentano difficoltà come:

  • un nuovo competitor che cresce;
  • il prodotto non viene apprezzato;
  • i costi per acquisire un cliente sono troppo alti.

Il ruolo dello startupper è quello di trovare un modo per superare ogni difficoltà e avere la tenacia per affrontarle.

Questa caratteristica si chiama resilienza e indica la capacità di un individuo di resistere alle difficoltà.

Per essere un buon startupper bisogna diventare quasi indifferenti alle difficoltà e vederle come un semplice gradino da superare.

Anche perché bisogna tenere presente che lo stipendio di un founder di startup non è alto come si potrebbe pensare.

Quindi potrebbe mancare quella spinta derivante da un resoconto economico.

Passiamo ora all’ultima qualità che deve avere uno startupper.

 

Sei un leader?

La caratteristica imprescindibile che deve avere uno startupper è quella di essere un bravo caposquadra.

Non per niente uno dei criteri principali per la valutazione di una startup da parte degli investitori è proprio il team.

Questo significa che per quanto il fondatore sia importante, il team non è di certo secondario.

Ecco perché è importantissimo possedere una certa capacità nel riconoscere le giuste persone e saperle guidare e motivare durante il percorso.

Per farlo lo startupper deve essere un bravo leader.

Come vedi queste qualità sono simili a quelle che deve avere anche un’imprenditore.

Tuttavia queste due figure non sono del tutto uguali.

 

Startupper o imprenditore: differenze

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Uno startupper sembrerebbe avere le stesse caratteristiche di un imprenditore.

Entrambi devono cercare di creare un’azienda che abbia dei buoni profitti ed entrambi devono essere dei bravi leader.

Ma ci sono delle differenze.

Un imprenditore ha un semplice obiettivo: avviare un’impresa e assicurarsi di mantenere i profitti alti e in crescita.

Questo non significa che fare l’imprenditore sia una passeggiata rispetto a fare lo startupper.

Entrambe le figure hanno molte difficoltà che devono superare.

Un imprenditore infatti si assicura che l’azienda non fallisca e per garantirsi una rendita.

Uno startupper invece fa ciò che un imprenditore non fa.

In primo luogo deve avere un’idea innovativa che risponda ad un problema che il mercato non è in grado di risolvere, da cui di solito è affetto in prima persona.

Inoltre lo startupper deve cercare una strategia che gli permetta di aumentare i profitti nel minor tempo possibile in situazioni di alta innovatività e incertezza.

Avere un’idea e quindi aprire una startup è solo l’inizio del lungo viaggio che attende ogni startupper.

Al termine di questa corsa lo startupper deve anche essere pronto a lasciare la sua creatura.

Questo non vuol dire per lui dover cercare lavoro in altre aziende, anzi, dovrà essere un nuovo inizio, un ciclo che ricomincia.

Vediamo infine quali sono le categorie di startupper in cui ti potresti imbattere.

 

3 Tipologie di startupper

Francesco Inguscio, CEO di Nuvolab, afferma che ci sono 3 tipologie di startupper:

  • Kamikaze;
  • Creatore di procedure;
  • Soldatino.

Andiamo per ordine.

 

Lo startupper kamikaze.

E’ lo startupper di cui una startup ha bisogno all’inizio.

Come un kamikaze non ha un metodo, vuole tutto subito, ha tanta energia ed è un leader carismatico.

Non si fa buttare giù da una brutta notizia, la cavalca per raggiungere il prossimo obiettivo.

 

Lo startupper che crea procedure

Esattamente l’opposto del kamikaze, il creatore di procedure è quello startupper che vuole avere tutto sotto controllo.

Formula strategie che devono essere seguite in maniera maniacale.

Tutto subito diventa con calma ma fatto bene.

 

Lo startupper soldatino

Infine c’è lui lo startupper che fa tutto secondo manuale.

Ogni giorno si sveglia e sa già cosa deve fare.

Il suo lavoro è implementare la routine con lo scopo di raggiungere gli obiettivi in maniera sistematica e senza intoppi.

Siamo ora giunti al termine di questo articolo e speriamo che sia stato di tuo interesse.

Grazie per l’attenzione.

A presto.

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