Gli strumenti finanziari partecipativi nelle startup

Gli strumenti finanziari partecipativi nelle startup

Le modalità per investire in una startup sono diverse, e gli strumenti finanziari partecipativi sono una di queste.

Se vuoi sapere che cos’è questo strumento ibrido a metà tra azioni e obbligazioni, continua a leggere l’articolo.

Partiamo!

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Cosa sono gli strumenti finanziari partecipativi

L’art. 2346 del Codice Civile stabilisce la possibilità per una società, a seguito dell’apporto da parte dei soci o di terzi anche di opera o servizi, di emettere strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o anche di diritti amministrativi, escluso il voto nell’assemblea generale degli azionisti.

Si tratta di strumenti finanziari atipici, per cui non esiste un regolamento degli strumenti finanziari partecipativi e ampia autonomia viene lasciata alla società emittente nel regolare questi strumenti e definire i diritti che spettano ai titolari.

Nel Codice Civile non è presente una vera definizione degli strumenti finanziari partecipativi (SFP), ma si possono comunque definire come mezzi attraverso i quali una startup può raccogliere finanziamenti e altre risorse da parte di investitori, ai quali vengono riconosciuti una serie di diritti.

In cambio dell’apporto, l’investitore ottiene quindi determinati diritti nei confronti della startup e può investire nel progetto della startup con un rischio e una partecipazione societaria minore.

L’apporto può consistere in:

  • Un finanziamento puro, con obbligo di restituzione.
  • Equity, la cui restituzione dipende dai risultati economici della società.
  • Opere o servizi, non restituibili.

Per quanto riguarda gli esempi di strumenti finanziari partecipativi, quello forse più diffuso è il work for equity, che consiste nel remunerare dipendenti e collaboratori tramite strumenti finanziari. Questa tipologia è però dunque riservata esclusivamente a persone che prestano servizi o opere per la società.

 

Strumenti finanziari partecipativi in startup

Strumenti finanziari partecipativi in startup

L’introduzione degli strumenti finanziari partecipativi risale al 2003, ma è solo a partire dal 2012 che la loro emissione è stata estesa anche alle startup innovative costituite come srl.

Questo rientra all’interno di quel quadro normativo volto a favorire gli investimenti nelle imprese ad alto valore tecnologico, e quindi la crescita delle stesse.

 

I benefici degli strumenti finanziari partecipativi

I diritti che l’investitore acquisisce tramite gli strumenti finanziari partecipativi sono:

  • diritti patrimoniali, ossia forme di remunerazione legate alla titolarità dello strumento;
  • diritti amministrativi, che includono il diritto di voto su argomenti specificamente indicati e il diritto alla nomina di un componente del consiglio di amministrazione o di sorveglianza o un sindaco. Sono quindi esclusi il diritto di intervento e di voto nell’assemblea generale.

Questi strumenti, dunque, consentono di avere un coinvolgimento minore e ben circoscritto nella vita societaria, per cui l’investitore è esonerato dallo svolgere un ruolo necessariamente attivo nella società.

Inoltre, il rischio d’investimento è minore perché non superiore all’apporto.

 

Strumenti finanziari partecipativi vs azioni

Strumenti finanziari partecipativi vs azioni

Gli elementi che distinguono gli strumenti finanziari partecipativi dalle azioni sono svariati.

Vediamoli insieme.

Innanzitutto, mentre per le azioni non possono formare oggetto di conferimenti le prestazioni di opera o servizi, questa possibilità è invece valida per gli SFP.

Un’altra differenza riguarda il diritto di voto nell’assemblea generale. Questo diritto appartiene agli azionisti, mentre è escluso per i titolari di strumenti finanziari partecipativi. Questi ultimi possono essere dotati del diritto di voto solo su argomenti specificamente indicati.

Gli strumenti finanziari partecipativi, inoltre, a differenza delle azioni, non realizzano un nuovo conferimento che va a implementare il capitale sociale, ma un apporto che non può essere imputato a capitale. Non trattandosi di nuovi conferimenti, per gli SFP non è prevista una procedura complessa come per azioni e obbligazioni.

 

La tassazione sugli strumenti finanziari partecipativi

Il trattamento fiscale degli SFP dipende dalle loro caratteristiche specifiche. In particolare, si distinguono diversi trattamenti a seconda che lo strumento sia assimilato a un’azione, sia assegnato gratuitamente ai dipendenti o a manager/dipendenti a fronte di un apporto in denaro o in natura.

Nel primo caso, ossia in cui lo strumento finanziario partecipativo possa essere assimilato a un’azione, gli utili percepiti, che devono dipendere esclusivamente dai risultati economici della società, verranno tassati come redditi di capitale.

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Speriamo che questo articolo ti sia stato utile.

A presto!

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