A lezione di Lean Innovation con Lego® Serious Play®: la nostra esperienza

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lego serious play

Cos’è la Lean Innovation e come può essere agevolata da Lego® Serious Play®? È quello che abbiamo scoperto il 16 Aprile al corso organizzato da In Sprint, la società di Andrea Romoli e Fabrizio Faraco.

 

La nostra esperienza

Il workshop è durato una giornata intera, si è svolto con 11 partecipanti e aveva come obiettivo l’insegnamento della metodologia lean e del design thinking, in questo caso supportati dal Lego® Serious Play®, per costruire iniziative di successo minimizzando i rischi.

In un periodo storico in cui l’innovazione progredisce ad una velocità mai vista prima, risulta infatti necessario per le grandi aziende e le startup assumere un approccio lean (in italiano “snello”) all’innovazione: bisogna innovare continuamente e velocemente, e l’approccio Lean offre un framework a supporto.

La prima parte del workshop si è focalizzata sul Lego® Serious Play®: una metodologia per pensare, comunicare e risolvere i problemi, dove i partecipanti sono guidati da un facilitatore attraverso una serie di domande e attraverso la costruzione di modelli 3D con i Lego®. I modelli 3D servono come base per l’interazione in gruppo, la condivisione delle conoscenze, la creazione di soluzioni condivise e il decision-making. Perchè utilizzare Lego®? Per risolvere problemi complessi rendendo tutto più semplice attraverso una visualizzazione in 3D dei problemi e delle possibili soluzioni. Durante gli esercizi abbiamo effettivamente notato che spesso ci si trova a dover spiegare a voce idee vaghe e complesse, mentre disegnandole o in questo caso rappresentandole in 3D può decisamente semplificare la spiegazione.

andrea romoli lego serious play

Nella seconda parte del workshop si è parlato di Lean Innovation e Design Thinking. La metodologia Lean consiste in un framework per i processi d’innovazione che consente di ridurre la complessità, aumentare la flessibilità e la trasparenza, migliorare il controllo dei costi e ridurre gli errori.

lean innovation ciclo

Il Design Thinking invece è un approccio all’innovazione incentrato sull’uomo che attinge dal toolkit del designer per integrare i bisogni delle persone, le possibilità della tecnologia e i requisiti per il successo aziendale (definizione di Tim Brown). È un mindset, costituito da sette aspetti che potete vedere nella seguente immagine:

design thinking mindset

Dopo la parte teorica ci siamo buttati in un esperimento di design thinking andando attraverso i tre step del processo: ispirazione, ideazione e implementazione.

Per la parte di ispirazione siamo usciti dalla sala e siamo andati “sul campo” a fare interviste per identificare i bisogni delle persone in base alla “challenge” che ci è stata data: “Come possiamo migliorare l’impatto dell’innovazione nella vita quotidiana?”.

È stato un momento divertente e “anomalo”, non siamo più abituati a parlare con degli sconosciuti per strada, per di più facendogli una domanda così profonda!

Tornati in sala abbiamo lavorato sulle due restanti fasi, l’ideazione e l’implementazione e per fare ciò abbiamo utilizzato la metodologia Lego® Serious Play®: abbiamo identificato i problemi e i target di clientela ai quali volevamo rivolgerci e li abbiamo rappresentati attraverso i Lego®. Anche in questo caso abbiamo notato come la visualizzazione attraverso i Lego® semplificasse il confronto tra i membri del team e rendesse tutto più concreto.

In ultimo abbiamo pensato a possibili soluzioni al problema che avevamo selezionato e anche in questo caso abbiamo rappresentato le soluzioni attaverso i Lego®, andando poi ad unirle in un’unico “flusso”.

Ecco qui il nostro:

workshop lego serious play

 

In conclusione:

Il workshop è stato un buon mix di teoria e pratica per conoscere le tematiche sopra descritte. Il key Learning che ci siamo portati a casa è che visualizzare problemi e possibili soluzione è effettivamente un buon modo per semplificare la discussione ed arrivare più velocemente a idee più concrete.

Il fatto di non applicare le tematiche del workshop alla propria idea è un “contro” del workshop fatto con persone provenienti da aziende diverse. Probabilmente il worshop ha più impatto quando viene fatto in azienda e viene incentrato sui problemi reali dei partecipanti.

 

A chi consigliamo il workshop?

A chi vuole conoscere in un giorno queste tematiche e sperimentarle con mano, ma soprattutto a chi ha un’idea innovativa e un team e vuole imparare una metodologia che consenta di semplificare e velocizzare il processo innovativo.

 

A chi non consigliamo il workshop?

A chi piace studiare la teoria ma non metterla in pratica e collaborare facendo dei “giochi”.

 

I prossimi workshop:

 

Ringraziamo Andrea e Fabrizio per l’opportunità!

Alla prossima!

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