Fundraising: significato, tipi e 6 strategie da adottare [Guida]

Fundraising copertina

Il fundraising è un’attività fondamentale per le organizzazioni e le startup in cerca di finanziamenti.

La parola fundraising viene utilizzata per identificare attività molto diverse tra loro.

Può essere opportuno, quindi, chiarire il significato largamente condiviso di questo vocabolo e apprendere, successivamente, come realizzare in modo efficace attività di fundraising volte a supportare cause sociali o iniziative di altro genere. 

In questo articolo, scopriremo il significato di fundraising, i suoi diversi tipi e 6 strategie da adottare per raccogliere fondi.

Iniziamo!

 

COSA SI INTENDE PER FUNDRAISING?

Fundraising è un vocabolo, di origine inglese, che indica azioni di raccolta di somme di denaro per supportare progetti concreti talvolta legati, come accennato, a cause sociali di ampio spettro. 

All’inizio, era un metodo utilizzato esclusivamente dalle organizzazioni no profit, ma, col passare del tempo, si è diffuso anche tra le persone interessate a finanziare la propria startup o azienda.

Questo perché offre diversi vantaggi:

  • ottenere grosse somme di denaro, per far crescere la propria azienda;
  • sfruttare le competenze, le conoscenze e il network dei nuovi investitori;
  • avere maggiore visibilità;
  • migliorare la propria reputazione sul mercato.

Tuttavia, per sfruttare al meglio questi vantaggi, non basta organizzare una campagna marketing. Bisogna invece affidarsi a professionisti del settore, che conoscono le strategie migliori per raccogliere il maggior numero di fondi. Di che professionisti stiamo parlando?

Vediamolo ora.

 

COSA FA IL FUNDRAISER?

Un fundraiser è un professionista che si occupa di pianificare raccolte fondi per organizzazioni non profit e imprese attraverso attività di comunicazione e pubbliche relazioni, sia online che offline.

Il  professionista del fundraising che si occupa di aspetti specifici e tecnici, come per esempio la creazione e gestione di un database,  inoltre è in grado di fornire un servizio di consulenza su alcuni aspetti della raccolta fondi o, in altri casi, pianifica, da esterno, le attività di raccolta fondi.

 

E COME SI DIVENTA FUNDRAISER?

Per entrare nel settore del fundraising, non esiste un percorso di formazione obbligatorio ma bisogna riuscire a crearsi un network di investitori, oltre che sviluppare competenze di economia aziendale, marketing, gestione eventi, ecc. applicate al fundraising. Per questo, si possono seguire master specifici dedicati al settore.

Inoltre, in Italia è stata fondata l’Associazione Italiana Fundraiser (ASSIF) che ha fornito una definizione chiara delle mansioni di questa figura e le ha assegnato un Codice Etico.

Ma in cosa consiste il lavoro del fundraiser nella pratica? Si parte dalla scelta della tipologia di raccolta fondi da portare avanti perché è indispensabile scegliere quella giusta al momento giusto. Altrimenti, si rischia di non riuscire a sfruttare al meglio le opportunità offerte dai finanziamenti ottenuti.

 

FUNDRAISER: CHI SONO STATI I PRIMI?

Da un punto di vista storico i primi fundraiser, ossia i primi a raccogliere somme di denaro per cause sociali, sono considerati i sacerdoti. Le origini del fenomeno del fundraising, del resto, vedono protagonista il continente europeo e, nello specifico, l’istituzione della Chiesa. 

Secondo alcune fonti, comunque, è Henry Rosso a poter essere definito come uno dei primi fundraiser, in quando è stato anche fondatore della prima scuola di raccolti fondi, cosa che avrebbe portato poi a un maggiore sviluppo delle attività di fundraising negli Stati Uniti. 

Per questa ragione, vediamo subito quali sono i tipi principali di fundraising.

 

TIPI PRINCIPALI DI RACCOLTA FONDI

Partiamo da un presupposto. Come abbiamo visto, ci sono due soggetti che di solito fanno fundraising:

  • le organizzazioni no profit;
  • le aziende, soprattutto le startup.

Entrambe possono utilizzare vari metodi:

Campagne di raccolta fondi: le più utilizzate dalle organizzazioni no profit, ma ormai diffuse anche tra le startup; permettono di ricevere donazioni da parte di enti o privati offline oppure online, grazie a piattaforme come GoFundMe;

Eventi di raccolta fondi: feste, concorsi o gare di beneficenza, lotterie e vendite di prodotti sono un modo divertente ed efficace per le organizzazioni no profit e le aziende alla ricerca di fondi;

Sponsorship: un’altra forma di fundraising in cui aziende o enti finanziano un progetto no profit o un’impresa in cambio di visibilità;

Crowdfunding: campagne di finanziamento collettivo, che  consentono di raccogliere piccole somme di denaro da parte di un gran numero di persone, in cambio di regali, interessi o quote societarie (in quest’ultimo caso, si parla di equity crowdfunding). Se fatto dalle organizzazioni no profit, di solito non prevede alcuna ricompensa. 

Questi sono i metodi più usati per raccogliere fondi. Ma come scegliere il più adatto alle tue esigenze?

Scopriamolo subito.

 

COME SCEGLIERE LA TIPOLOGIA DI FUNDRAISING

Ora che abbiamo visto le tipologie di fundraising più comuni, resta una questione da affrontare: qual è la migliore? Su questo, innanzitutto possiamo dire che non esiste un metodo migliore in assoluto.

Perché la scelta dipenderà da 6 fattori principali:

  1. che tipo di organizzazione gestisci? Si tratta di un ente no profit o un’impresa? Nel primo caso, sfrutta campagne o eventi di raccolta fondi; altrimenti, l’opzione migliore resta il crowdfunding, soprattutto l’equity crowdfunding;
  2. qual è il tuo obiettivo? Ad esempio, se punti a raccogliere fondi per un progetto specifico, una campagna di raccolta fondi potrebbe essere una scelta adatta. Invece, se vuoi coinvolgere la comunità e sensibilizzare su una causa, un evento di beneficenza potrebbe fare al caso tuo;
  3. qual è il tuo target? Perché se si tratta di giovani, la scelta migliore resta il crowdfunding su una piattaforma online. Invece, se ti rivolgi a donatori anziani, una campagna di raccolta fondi tradizionale è più adatta;
  4. quanto tempo hai a disposizione? È un fattore essenziale, perché se hai poco tempo dovresti preferire una campagna di crowdfunding, mentre se hai più tempo, le sponsorship potrebbero essere la scelta più appropriata;
  5. qual è il budget? Bisogna sempre valutare i costi, perché, ad esempio, gli eventi di beneficenza sono molto più costosi da organizzare, mentre le campagne di raccolta fondi o il crowdfunding sono più economici.

Una volta scelta la tipologia di fundraising più adatta al tuo caso specifico, è tempo di passare all’aspetto più complesso.

In che modo avviene concretamente una raccolta fondi? Vediamo ora una guida step-by-step per affrontare al meglio questo processo.

 

COME FARE UNA RACCOLTA FONDI: 6 STRATEGIE DA ADOTTARE

Fare fundraising non è uno scherzo.

È un’attività che richiede tanto tempo, diverse risorse e un gran numero di contatti. Per questo, abbiamo deciso di offrirti una guida completa per affrontare al meglio la fase di fundraising.Si tratta di 6 strategie essenziali per ottenere buoni risultati.

Partiamo subito dalla prima.

 

DEFINISCI GLI OBIETTIVI E IL BUDGET

Per organizzare una raccolta fondi, dovrai partire da due elementi: gli obiettivi e il budget.

Chiediti innanzitutto qual è lo scopo del fundraising, se è per promuovere un progetto, sensibilizzare su una causa sociale, aumentare la visibilità di un ente no profit, ecc.

Soffermati poi sul budget a disposizione, che va proporzionato anche in base alle dimensioni della raccolta fondi. A parte questi due elementi, ce n’è un altro poi che merita di essere trattato: il target.

 

IDENTIFICA IL TARGET

Se vuoi fare fundraising, è importante individuare a quale target rivolgersi per ottenere migliori risultati. Azioni di raccolta fondi possono essere, infatti, destinate a un target differente: persone fisiche, aziende, enti pubblici, enti del terzo settore e fondazioni sono solo alcuni dei potenziali sostenitori con cui interfacciarsi

Individua il tuo target a partire da alcune domande:

  • Si tratta di privati, aziende o istituzioni?
  • Qual è l’età media?
  • E quali sono le loro esigenze e interessi?

Queste sono alcune delle domande da porsi per definire un piano d’azione efficace.

 

STABILISCI UN PIANO D’AZIONE SOLIDO

A questo proposito, ci sono alcuni fattori essenziali su cui soffermarsi:

  • come verranno utilizzati i fondi raccolti?
  • quali saranno i possibili ritorni economici per i sostenitori?
  • quale sarà la data di inizio e fine della raccolta?

Sulla base di questi elementi, potrai strutturare un piano d’azione valido e iniziare a riflettere sulla comunicazione della raccolta fondi.

 

CREA UN PIANO DI COMUNICAZIONE EFFICACE

L’efficacia di una raccolta fondi dipende in gran parte da come questa viene comunicata.  Per farlo, dovresti innanzitutto scegliere i canali di comunicazione più adatti al tuo progetto tra i social, le campagne di advertising, l’email marketing, ecc. 

Un’efficiente strategia di raccolta fondi può nascere dalla scelta di adoperare, in sinergia, più canali di comunicazione, con diverse azioni comunicative volte a raggiungere i propri obiettivi e invogliare i potenziali donatori ad aderire alla causa: invio di email o sms, telefonate, pubblicità sponsorizzate sui social media

Puoi dare vita a donazioni tramite direct response TV o eventi ad hoc, come cene e concerti, o aste solidali (eventi specifici durante i quali un ente no profit mette a disposizione dei beni materiali per raccogliere fondi) possono essere delle possibilità per ricevere donazioni.

Infine è essenziale riuscire a presentare la tua idea in maniera chiara e convincente.

Come?

In due modi diversi:

  1. Creando un Pitch, ossia una sorta di presentazione aziendale che serve a convincere i potenziali sostenitori della bontà del progetto e, quindi, riuscire a raccogliere fondi. Se vuoi approfondire questo argomento, ti consigliamo di leggere la nostra guida per creare un pitch efficace;
  2. Preparando un Elevator Pitch, un discorso di massimo 1 minuto che ti servirà a presentare la tua azienda a chiunque te lo chieda (investitori, professionisti di settore, ecc.).

Ora vogliamo lasciarti un ultimo consiglio a tema comunicazione.

Scopriamolo subito.

 

SFRUTTA LO STORYTELLING

Lo storytelling è un tassello essenziale per la buona riuscita di una raccolta fondi.

Perché creare una storia coinvolgente e persuasiva può far sentire il pubblico parte di un qualcosa di più grande, di una missione.

E così far percepire che quella singola donazione può avere un impatto, può cambiare la vita degli altri.

In fondo, è per questo che le persone donano.

Per sentire di poter fare la differenza.

E, come dimostra anche lo storytelling, il vero motore del fundraising sono le persone.

Vediamo ora come portarle dalla tua parte per il bene del progetto.

 

COSTRUISCI UNA RETE DI CONTATTI

Fare networking e coltivare relazioni è l’ultimo passaggio decisivo per lanciare una raccolta fondi efficace.

E ci sono alcune azioni che puoi compiere per riuscirci:

  • contatta su Linkedin o via mail i potenziali sostenitori, scrivendo messaggi personalizzati e partendo dagli interessi che avete in comune;
  • partecipa a eventi di networking (anche noi di Startup Geeks ne organizziamo e puoi iscriverti gratis qui);
  • resta in contatto con i sostenitori, tramite aggiornamenti e messaggi di ringraziamento.

Collaborare con privati, enti e aziende ti permetterà di ottenere risorse, competenze e altri contatti per raggiungere così un pubblico più ampio.

A questo punto, vogliamo aiutarti a sciogliere alcuni tuoi possibili dubbi, prima di partire con il fundraising del tuo progetto.

 

QUALI SONO LE DIFFERENZE TRA FUNDRAISING E CROWDFUNDING?

Le persone spesso confondono questi due termini perché le differenze appaiono poco chiare. Spesso utilizzati erroneamente come sinonimi, le attività di fundraising e quelle di crowdfunding sono diverse tra loro e differiscono, principalmente, per l’obiettivo che viene perseguito attraverso esse. Per distinguerli, bisogna partire dal fatto che il fundraising è un termine ampio, che comprende qualsiasi modalità di raccolta fondi, tra cui anche il crowdfunding. Invece, il crowdfunding è un tipo di fundraising che avviene su piattaforme online e coinvolge un gran numero di persone.

Adesso che abbiamo chiarito tutti i tuoi possibili dubbi, vogliamo farti un regalo.Se stai cercando come finanziare la tua impresa o startup, avrai notato che ci sono tantissimi metodi per farlo.E le informazioni online non sono così chiare a riguardo.Lo sappiamo: ci siamo passati anche noi quando è stata fondata Startup Geeks.

Per questo, abbiamo scritto delle risorse formative per spiegare tutte le modalità di finanziamento che puoi sfruttare, come trovare i primi investitori e come accedere a bandi e call per startup.

L’articolo è finito.

A presto.

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